J. Cole ha davvero deluso Nas?

by • 04/07/2013 • ArticoliComments (0)1188

Il 10 giugno 2013 ha visto finalmente la luce Born Sinner, secondo atteso album ufficiale di J. Cole, rapper della North Carolina sotto contratto con la Roc Nation di Jay-Z. Fin dal giorno dell’uscita del disco, la traccia che ha generato più rumore tra gli appassionati è stata senza dubbio Let Nas Down (“Ho deluso Nas”), dove il rapper racconta di quando apprese che uno degli artisti a cui si era maggiormente ispirato, Nas, era rimasto quasi schifato da un suo pezzo. Nas ha poi risposto con un remix della canzone, dal titolo Made Nas Proud (“Hai reso Nas orgoglioso”). Noi ora facciamo un passo indietro, per raccontarvi la storia dietro questa canzone, che sembra un dissing ma non lo è.

 

 

E’ il 2009, J. Cole è appena uscito col suo secondo mixtape, The Warm Up (fino al suo primo album, tutti i progetti di Cole hanno avuto titoli a tema sportivo: The Come Up, The Warm Up, Friday Night Lights, The Sideline Story), che gli è valso la firma con la Roc Nation. Dopo poco tempo, lui sarebbe già pronto per far uscire il suo primo album ufficiale, ma si sente rispondere picche, perché nessuno dei pezzi che lui propone a Jay-Z e alla label (Who Dat, Higher, Can’t Get Enough) sembrano avere la potenzialità per diventare forti singoli da classifica.

Hov askin’ where’s the record that the radio could play

Hov (Jay-Z) mi chiedeva dove fossero i singoli da mandare in radio

Nel 2010, anche per tenere un po’ viva l’attenzione di pubblico e critica, il rapper da Fayetteville butta fuori un altro mixtape, Friday Night Lights, e anche questo riceva un’ottima accoglienza. Tutti si chiedono cosa aspetti J. Cole a rilasciare il suo primo disco ufficiale. Nel frattempo però, il singolo tanto atteso è finalmente venuto alla luce: Work Out, costruito su un campione tratto da The New Workout Plan di Kanye West, segna un vero e proprio spartiacque nella carriera di Jermaine (vero nome di Cole).

Jeter under pressure, made the biggest hit of my career
But at the first, that wasn’t clear, niggas had no idea

Sotto pressione come Jeter, ho fatto la hit più grande della mia carriera
Ma all’inizio non era chiaro, la gente non capiva

Proprio nel momento di maggior pressione (qui il rapper si paragona a Derek Jeter, giocatore dei New York Yankees, per la sua “clutchness”, ovvero la sua capacità di tirare fuori il meglio nei momenti più decisivi), Cole afferma di aver fatto la sua hit più importante.

Ma c’è qualcuno che storce il naso.

Dion called me when it dropped, sounded sad but sincere
Told me Nas heard your single and he hate that shit
Said you the one, yo why you make that shit?

Dion mi chiamò quando uscì il pezzo, sembrava triste ma sincero
mi disse che Nas aveva sentito il singolo, e  l’aveva odiato
Aveva detto “Tu sei quello giusto, perchè hai dovuto fare un pezzo simile?”

 

Cole riceve una chiamata da No ID (storico produttore hip hop di Chicago, che ha preso proprio J. Cole sotto la sua ala), il quale con un po’ di dispiacere lo informa che Nas, dopo aver sentito Work Out, ne è rimasto immensamente deluso, considerando quindi il pezzo come un banale singolo apripista che poco ha a che fare con l’identità di rapper che Cole aveva mostrato fino a quel momento.

Qui entra in gioco il livello di venerazione che J. Cole ha sempre avuto per Nas, e la parte iniziale del pezzo lo inquadra alla perfezione.

 

I used to print out Nas rap and tape ‘em up on my wall
[…] Fast forward, who thought that I would meet him on tour?
[…] Backstage I shook his hand, let him know that he’s the man
When he said he was a fan it was too hard to understand

Scrivevo i testi di Nas e li appendevo alle pareti
[…] Fast forward, chi avrebbe mai pensato che l’avrei incontrato in tour?
[…] Nel backstage gli strinsi la mano, gli dissi che era il migliore
E quando mi disse che era un mio fan, fu un momento impossibile da spiegare

 

Anche nel ritornello l’ammissione del debito verso Nas è resa esplicita: Pac was like Jesus, Nas wrote the Bible (dove qui per la Bibbia intendiamo Illmatic, disco d’esordio di Nas da molti considerato il più grande album della storia dell’hip hop).

Urtato dal fatto che il proprio idolo abbia ripudiato il nuovo singolo (un singolo che peraltro, agli occhi di Cole doveva realmente parere come la chiave di volta della propria carriera, il pezzo che gli avrebbe permesso di far uscire il suo album), Jermaine si mette abbastanza sulla difensiva, ma non rifugge mai l’autocritica:

But while I shot up the charts, you mean tellin’ me
That I was not up to par, when I followed my heart
Granted, my heart was tainted by my mind, I kept on sayin’
Where’s the hits? You ain’t got none

Ma mentre scalavo le classifiche, tu volevi dirmi
Che non stavo facendo la cosa giusta, seguendo il mio cuore
Garantito, la mia mente continuava ad annebbiare il mio cuore, continuavo a ripetermi
Dove sono le hit? Non ne hai nessuna 

 

Pur faticando a darsi pace per aver deluso il proprio idolo, in Cole prevale la fede nel lavoro fatto e nella propria musica, e sostiene che guardando al “quadro più grande”, un singolo non è solamente un modo di vendere, ma anche l’occasione per aprire la porta del suo mondo a tante persone che non l’avevano mai ascoltato prima, e che sentendo Work Out potrebbero appassionarsi alla sua musica:

I let Nas down, I got no one to blame, I’m ashamed I let Nas down
But this is God’s plan, you could never understand, fuck it
[…] I always believed in the bigger picture
If I could get them niggas to listen outside my core then I can open a door

Ho deluso Nas, non incolpo nessuno, mi vergogno di aver deluso Nas
Ma questo è il piano di Dio, non potresti mai capirlo
[…] Ho sempre creduto nel quadro più grande
Se avessi potuto farmi ascoltare da altre persone gli avrei aperto una porta 

 

Con il rispetto e l’ammirazione che ha per Nas, Jermaine finisce per chiedersi come proprio il suo idolo possa non accorgersi di quanto sia stato difficile, scrivere un pezzo come Work Out, tentando di non ammorbidirsi troppo, portando allo stesso tempo di portare la sua musica al numero maggiore possibile di persone. Cole lo definisce il suo “viaggio all’inferno”, sbattendolo in faccia a colui che nel lontano 2006 aveva decretato Hip-Hop Is Dead:

This is for the nigga that said that hip hop was dead
I went to Hell to resurrect it, how could you fail to respect it?

Questo è per chi ha detto che l’hip hop era morto
Sono andato all’Inferno e resuscitato, come hai potuto non rispettare questo?

 

Potremmo quindi concludere che questa Let Nas Down, pur non rientrando nei canoni del tipico dissing, sia una canzone di forte risentimento.


Il 22 giugno però, a soli quattro giorni dall’uscita del disco negli USA, inizia a circolare, in streaming e free download, un remix della canzone intitolato Made Nas Proud, che vede lo stesso featuring del rapper del Queensbridge. E sorprendentemente non si tratta di una controrisposta piccata, come si intuisce fin dalla prima strofa (I ain’t mad at you, young king). Nas tenta al contrario di spiegarsi, raccontando di aver già vissuto un’esperienza del genere, sia dal punto di vista del giovane che viene consigliato, sia nei panni del vecchio mentore che dispensa saggezza:

And who could I ask for help? Older niggas was getting mad
But that’s the gift and the curse, that’s the good and the bad
At least you got Jay, but he already one of the greats
And it’s hard for the great to tell somebody how to be great
Nigga I tried and niggas threw that shit right back in my face

A chi potevo chiedere aiuto? I più vecchi se la sarebbero presa
Ma questo è il dono e la maledizione, il lato positivo e quello negativo
Almeno tu hai avuto Jay-Z, ma lui è già uno dei più grandi di sempre
Ed è difficile per i grandi spiegare agli altri come essere grandi
Io ci ho provato e mi hanno risputato tutto in faccia

Quello di Nasir Jones è un ammonimento, che sottende un grande attestato di stima: lui conosce l’importanza della visibilità fornita dalla rotazione delle hit, e non dubita del talento di Cole o della sua integrità, ma ugualmente teme di vedere il giovane della North Carolina perdersi, e in un atto di grande immediatezza dispensa parole molto significative (applaudite da tutto il mondo hip hop, come ?uestlove in questo tweet)

Radio records are needed, I just wanted it to bring the warning
Global warming to that cold world you was breathing
That’s some advice I never got
[…] While you was writing down my rhymes I was just trying to show you
That if you say what’s on your mind, you can stand the test of time

I pezzi per la radio sono richiesti, volevo solo portati un avvertimento
Che fosse come il riscaldamento globale per il mondo freddo che stai respirando
Questo è un consiglio che non ho mai ricevuto
[…] Mentre scrivevi le mie rime io stavo provando a mostrarti
Che se dici quello che hai in mente, potrai resistere alla prova del tempo 

 

J. Cole ha poi fatto trapelare che lui e Nas hanno lavorato al remix di Let Nas Down per due settimane, e che per lui è stato uno dei momenti di maggior realizzazione della sua vita.

 

 

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