Intervista a Tosses

by • 20/01/2005 • IntervisteComments (0)533

Ci sono interviste di superstar del jet-set che a volte ti lasciano il vuoto dentro perché hai letto dieci colonne di promozione di un prodotto, non necessariamente per colpa delle domande poste ma perché alcuni artisti (anche i politici) vogliono sia così. Io rimango dell'idea che invece un'intervista, o comunque, una semplice chiaccherata, sia il momento in cui si scopre chi c'è dietro ad un disco, un disegno, un'idea… Penso sia un valore aggiunto scoprire come l'artista si relaziona a quello che fa ed i motivi che lo spingono a farlo. E' il caso di quest'intervista: domande poche ma ben più scambi di opinioni su cosa sia effettivamente oggi il turntablism e come viene vissuto. Il tutto partendo da un'idea, la realizzazione di un tool-webpage (mi piace chiamarlo così) per chi segue quest'arte e per chi è ai primi passi. Come tutte le cose fatte, bene partiamo dall'inizio…

Acromion: chi o cosa è ScratchRoom.com?

Tosses: ScratchRoom è stato ideato, da me e sviluppato con l'aiuto di Gogna che ha fatto il logo, Pasq l'interfaccia grafica. Io avevo già parecchio materiale che volevo metter on line e un giorno via internet italia – germania (dove viveva Pasq) abbiam messo su il tutto. Ora son solo io che lo tengo aggiornato, scrivo nuovi articoli ecc. sempre in consulenza con gli altri ovvero: Ciaffo, Color e Ozio. In ogni caso ScratchRoom e' semplicemente un sito che tratta musica fatta con i giradischi.

A.: Visitando il sito non si può fare a meno di notare che toccate a 360° il turntablism: recensioni di dischi e attrezzature, video & audio, nonché citazioni. Pensate che il il turntablism sia mosso da qualcosa di diverso dagli altri generi musicali? Ma soprattutto è un genere musicale o chi stà dietro ai piatti ha funzioni di jukebox?

T.: Io onestamente il termine "turntablism" non lo uso molto. Diciamo che lo associo molto alle competizioni, di cui non son vero appassionato e non lo sono mai stato, nonostante non mi sia perso manco un Itf e nonostante l'Itf abbia portato tantissimi talenti in luce, sia in Italia che all'estero. ScratchRoom è più orientato verso il termine "music". Non mi piace nemmeno etichettare i cosidetti "generi" musicali, il giradischi grazie alle sue potenzialità e grazie alla tecnologia è praticamente uno strumento vero e proprio e con quello ci puoi far musica. La cosa è già oltre al "genere" che si va pensando. Noi principalmente pensiamo a suonare, al di la del genere. Per quanto riguarda la funzione di jukebox… beh, quasi tutti iniziammo col mixare i dischi. Ora un dj che da 15 anni continua a mixare i dischi, cioè dopo 15 anni fa sempre la stessa cosa e non si annoia, io non lo concepisco. Posso giusto tollerarlo ma non lo comprendo minimamente.

A.: Ora quindi con l'evoluzione siamo arrivati ad un punto in cui è vera e propria musica. Tuttavia attinge fortemente almeno nello spirito da altri generi "base" come ad esempio il Jazz come fai notare con la citazione della home page di ScratchRoom! Che affinità c'è tra il jazz e lo scratch o comunque tutta la turntable music?

T.: Non ci sono uno o più generi base standard, tutta la buona musica in generale. Più svariata roba si ascolta e meglio è. Ora sembra esserci un ulteriore afflusso di note positive. Grazie al fatto che non ci son vincoli di nessun genere e si è aperti a sperimentare. Il jazz è sempre stato un "genere" aperto alla musica, a diversi stili, innovazioni tecnologiche. Per questo coloro che desiderano suonare veramente con il giradischi trovan con più semplicità feeling con la mentalità jazz. L'hiphop per esempio, parlo dell'Italia, non ha la stessa mentalità e sarebbe praticamente impossibile proporre un certo tipo di musica ad una jam. Idem per come vengon considerati i dj nell'ambito… metti i dischi ai repper, cioe' considerato sempre una figura secondaria, con il suo spettacolino con la maschera a inizio concerto, due clap clap del pubblico e via. Molto umiliante dal mio punto di vista. I dj da club stan messi ancor peggio ma mi spiace per loro. Magari capiranno quanto è appagante utilizzare il giradischi come strumento più avanti. Invece già i selecta reggae, per esempio, arrivan da una cultura storica, la loro concezione del giradischi è una concezione a parte che rispetto molto. Infatti mi diverto un sacco a metter i dischetti reggae, roots. E comunque. abbiamo già introdotto un discorso del genere grazie a Djindi a Perugia ad una dancehall dei juggling academy, i migliori selecta reggae italiani con scratchmusic annessa e la gente ha capito ed apprezzato. Identifico nel termine jazz qualsiasi musica priva di genere, dove i musicisti posson esprimersi senza vincoli di nessun tipo. Le citazioni son casuali, può anche essere che un domani Method Man dica un qualcosa che mi colpisce e lo riporto sul sito. Non per forza dev'esser un musicista anzi, magari Ben Stiller tira fuori una super quotes.

A.: Come già mi hai detto l'evoluzione c'è stata in tutti i suoi settori: tecnico, grazie alle competizioni, tecnologico e di vero e proprio approccio allo strumento tanto che non si può parlare solamente di "due giradischi ed un mixer", ma anche di una pedaliera, un rack effetti e altro… nell'hip hop italiano i cambiamenti di ogni tipo han tirato su discussioni sulla purezza e via dicendo. Sta succedendo lo stesso tra i djs o l'ambiente è più easy e si pensa innanzitutto alla musica… In sostanza come si pone il dj davanti a tutto 'sto pò-pò di cose nuove?

T.: Qualsiasi cosa è ben accetta: pedali, arpe, scimitarre, non importa, basta che serva per far buona musica e uno senta la necessità di utilizzare tale complemento per migliorarla e migliorarsi. In più addirittura ci son ragazzi che non solo non gli bastan le nuove tecnologie ma addirittura ne inventan loro artigianalmente di nuove. Pensa che stile! Il giradischi è lo strumento più versatile che sia mai stato inventato. L'ambiente non lo conosco, non ti so identificare un "ambiente". Ci son musici del giradischi che suonano in ogni dove con ogni stile in diverse situazioni. In Italia c'è da esser fieri di tutti i nostri dj che stan facendo musiche incredibili con moltissimi musicisti di ogni tipo. Puristi del giradischi non ne conosco, magari ci sono. Basti comunque pensare al fatto del cdx per capire che di puristi ce ne son ben pochi e con ben poco da proporre.

A.: Attendiamo che la Vestax ci proponga una scimitarra suonata da Ben Stiller. Quindi quello che sta accadendo ora è tutto sommato un ritorno alla musica come forma d'espressione, punto d'incontro associativo. Insomma si cerca di star bene facendo e ascoltando quello che ci piace, ergo ogni occasione e situazione nuova è motivo d'interesse per il musicante dello scratch. Rimane comunque il problema che sia un movimento di super nicchia, fatto per pochi. L'anno scorso al Bulk di Milano c'erano i Gunkhole (che per chi non lo sapesse avevano anche batterista, bassista e fiati) e scambiando due parole veloci con D-Styles durante le foto di rito sembrava quasi che fossimo noi a fare un piacere a lui venendo al concerto e non loro che vengono in Italia. Intendo, alla fin fine in Italia che seguon un certo tipo di cose siamo davvero pochi ma pure in America non credo che si stacchino 2000 ticket, anzi, magari l'Europa (Germania, Francia) è più predisposta per queste novità che non l'America satura di rap, fermo restando che il Giappone non stà a guardare! Comunque sia lo scratch sta appassionando un bel po' di gente, c'è da tenere anche conto che è uan passione tutto sommato costosa: cos'è che spinge a mettersi dietro ad una consolle a far scratch piuttosto che dietro un microfono?

T.: Non penso sia una roba di nicchia; penso non sia una roba pop. In più penso ci sian musicisti che suonan il giradischi come uno strumento e suonino sia in band, che come solisti sfruttando le nuove tecnologie, ma non penso sia una roba per pochi. E' musica… se poi fai pubblicità su Rai1 alle nove di sera di un concerto o di un cd voglio vedere quanto vendi o quanti ingressi fai. Quello è un discorso commerciale di promozione, il fatto che ci sia poca gente in certe situazioni. A Vercelli quando suonò Richard Galliano (gratis) c'eran poche persone, pure quando suonò Rakim in Italia. Idem per i Pharcyde e Supernatural. E' solo una questione commerciale il numero di presenti ad una serata. Per quanto riguarda Gunkhole, prima di tutto a Milano fu una data di ripiego… e in più certi posti molte volte non han molto interesse nel pubblicizzare un evento. Gunkhole son molto tranquilli e gentili ed è ovvio che prima di tutto pensino come persone e dopo come musicisti. Questo dovrebbero farlo tutti. La Germania è la nazione europea dove c'è piu' interesse verso lo scratch, basta vedere l'organizzazione dell'Itf, poi ci fan lì i mondiali, quindi. La Francia ha una cultura musicale solida ed è una societa' multirazziale, e Parigi e' piena zeppa di negozi e mercatini. In Italia manca, forse, un po' di cultura musicale e si fa fatica ad accettare il nuovo, di ogni genere. Poi i gestori dei locali e le piccole etichette, ed anche i centri sociali, anzi sopratutto i centri sociali, che nonostante sembrino predisposti nell'aiutare giovani talenti volenterosi, non voglio far politica, han paura ad investire dei soldi per un progetto nuovo, per qualcosa di nuovo. E purtroppo questa mentalità è espansa fino al piccolo che deve comprarsi giradischi e mixer per scratchare. Io non so quale sia il fatto che spinge una persona a mettersi a scratchare, considerando che prima facevo molto rep, feci anche un ep ah ah ah ah ah. Io ho iniziato a scratchare vedendo Ozio.

A.: Caro Tosses… lo scratch è un sogno o i sogni aiutano a migliorare lo scratch? Lo chiedo perchè le migliori intuizioni le ho avute nella mia fase REM…

T.: Trascrivere gli scratch è un ottimo metodo, molte tecniche son state inventate con quel metodo lì. Ricci Rucker inventò tempo fa lo scratch generator o combo generator non ricordo più il nome, un programmino che metteva insieme le tecniche. La leggenda narra che il 2 click flare sia nato così.

A.: Si era il combo generator. Ai tempi provai anche ad usarlo ma io ed il pc ci meniamo non poco e tornai al mixer. Fforse è "colpa" proprio della mancanza di riflettori se il mondo della scratch music è ancora easy, sono tutti grosso modo sereni, aperti alle novità, tuttavia per sopravvivere anche gli artisti han bisogno di cash per fare la spesa, e questo pare molti non lo abbian capito in Italia, non solo in ambito scratch, e non solo in ambito musicale. Ma qui si divaga…

T.: Il business è una cosa che vien di conseguenza. Se la ricerca è il cash non c'è soddisfazione perché non arriverà mai. Se invece si fan le proprie cose prima o poi i conti tornano.

A.: In conclusione, come vedi lo scratch, facciamo, nei prossimi tre anni in Italia, Europa e oltre, ma sopratutto come vedi Tosses fra tre anni, sia come musico che come persona… Sempre che si possa far distinzione tra i due caratteri.

T.: Lo scratch sta avendo un evoluzione mostruosa e non penso si fermerà mai… è veramente infinito. Anni fa si arrivò ad un punto con Qbert che non si credeva di migliorar il tutto ancor di più, molti scratcher si dedicarono totalmente al jugglin' perche' ritenevano che oramai lo scratch era arrivato e non avrebbe potuto dar più di così, che Qbert era insuperabile e che per cercar qualcosa di nuovo ci si doveva buttar sul beat jugglin': si sbagliavano. Io come musico spero sempre meglio, siccome non ho aspettative di nessun tipo sicuramente riuscirò a far meglio di ora. Come persona, oddio, non son proprio una personcina sopportabilissima, spero di migliorare anche lì.

A.: Spazio libero, come nelle migliori occasioni, saluti?

T.: Non aggiungo saluti perché sicuramente dimenticherei qualcuno e mi scuso con tutti se non ho citato nessun nome italiano più o meno famoso, tanto la maggior parte delle persone in questione son già linkate a dovere su ScratchRoom. Vorrei solo aggiungere un messaggio per ScratchRoom: di non farsi problemi di nessun tipo nel contattarmi tramite [email protected] per segnalare qualsiasi tipo di cosa che possa tornar utile,
segnalazioni, eventi nuovi progetti in corso, precisazioni su articoli sopratutto. Ritengo molti articoli troppo superficiali, si potrbbe far sicuramente meglio, siam aperti a tutti senza problemi. Siamo per la musica e pensiamo solo a quella noi altri.

Finita la chiaccherata mi rimetto ai piatti, a cercare nuove soluzioni sonore che rendano tanto più fedelmente quello che ho dentro… il tutto per il semplice piacere di farlo!

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