Intervista a Guerilla Black

by • 13/01/2005 • IntervisteComments (0)621

Il suo cd è in circolazione da qualche mese ed è stato recentemente recensito proprio su questo sito. Reiser l'ha intervistato per HOTMC.COM per permetterci di conoscerlo meglio anche in vista di un suo possibile tour italiano. Chi fosse poi interessato a saperne di più, a pagina due è disponibile il video del suo primo singolo, Compton, featuring Beenie Man (Lpp).

Reiser: La maggior parte della gente, quando sente il tuo nome, pensa ancora "Ah, sì, quel tizio che sembra Biggie"; nella migliore delle ipotesi, aggiunge un "Comunque è quello di Compton". Tanto per inquadrare meglio la situazione, prova a spiegarci chi sei veramente: dacci un'idea di com'è Charles Williamson, l'uomo…

Guerilla Black: Nel mondo dell'hip hop hanno sempre fatto paragoni. Quando Tupac è morto, tutti dicevano che Ja Rule cercava di atteggiarsi e cantare come lui; dopodiché dissero lo stesso di DMX. Quando è arrivato Shyne, la gente diceva che Puffy si era guardato in giro per trovare qualcuno che suonasse come Big e l'aveva trovato. La gente paragona sempre i rapper tra loro, insomma. In ogni caso, la morale della favola è che sono Guerrilla Black e rappresento la West Coast; come Charles Williamson, invece, metto al primo posto la famiglia. Amo mia madre, i miei fratelli e fratellastri, e voglio supportare la mia famiglia e dar loro tutto ciò che io non ho mai avuto. Inoltre sono anche una persona piuttosto umile, anche se al microfono suono arrogante e feroce.

R.: Crescendo a Compton, hai affrontato situazioni decisamente difficili. Senza essere invadente o indiscreto, mi piacerebbe sapere cosa ti ha portato a decidere di dedicare la tua vita al rap.

G.B.: All'inizio rappavo per divertimento. Non l'ho mai presa davvero seriamente fino ai diciannove/vent'anni: in quel periodo io e i miei ragazzi eravamo sempre fuori, allo stesso angolo, lavorando alla nostra roba, facendo freestyle, cazzeggiando. Una sera, mentre eravamo là, tranquilli, un tipo con addosso un lungo cappotto si avvicina a noi e qualcuno ha cominciato a urlare "Vuole spararci, ha una pistola nascosta nella giacca!". Io avevo una pistola con me, ho preso la mira e ho fatto fuoco, ma l'ho mancato: il tipo si è messo a correre e non ha smesso finché non è scomparso alla nostra vista. Il giorno dopo un ragazzo del quartiere, un amico, viene da me e mi fa "Come va, fratello?". Io tranquillamente gli rispondo, e lui: "Ma che diavolo stavi facendo ieri notte, mi hai sparato addosso! Mi hai quasi ucciso, cazzo!". È stato in quell'istante che ho capito che dovevo cambiare la mia esistenza: avevo rischiato di uccidere una persona che conoscevo. Era arrivato il momento di svoltare e cercare di fare qualcosa di meglio con la mia vita, così ho cominciato a fare sul serio con il rap, mandando un po' di demo in giro alle varie etichette.

R.: Anche se perfino Ice T ti supporta, penso che sia stata dura star dietro a tutte le critiche (leggi: infamate) che ti hanno sparato addosso a causa della tua voce. E, visto che siamo in argomento, cos'è che fa realmente la differenza tra te e Biggie? Cerco di spiegarmi: gente come Fabulous o DMX erano inizialmente accusati di copiare l'uno Ma$e e l'altro Tupac, ma alla fine sono riusciti a trovare una loro identità artistica. Altri ancora, non credo ci sia bisogno di fare nomi, sono tuttora considerati degli imitatori. Hai una tua idea su come evitare fraintendimenti? Per esempio, qualcuno sarà sicuramente rimasto perplesso nel sentirti rappare su beat di Biggie. Qual era l'idea che stava dietro quel tributo?

G.B.: Come ho già detto, ci saranno sempre paragoni e per evitare qualsiasi maldicenza cerco di salvaguardare me stesso, il mio stile e il mio suono. Possono esserci dei punti in comune tra me e alcuni artisti, visto che ho studiato chiunque, da Heavy D a Dj Quik, passando per Eazy E, Biggie e Pac; tutti loro mi hanno influenzato. Ad ogni modo, alla fine la gente arriverà a capire la differenza tra Notorious BIG e Guerrilla Black.

R.: Come sei arrivato ad avere un contratto con la Virgin? È abbastanza raro che un esordiente firmi con una major così importante e oltretutto abbia ospiti così illustri nel suo album di debutto…

G.B.: Sono parecchie le etichette che, quando hanno ricevuto il mio demo, mi hanno proposto un contratto: è stato parlando con Pete Farmer della West Coast A&R, però, che ho trovato maggiore affinità di vedute per il mio album e la mia carriera. Al che mi hanno fissato un colloquio Matt Serlectic, il presidente della Virgin Records, e il resto è storia.

R.: E ora passiamo all'argomento più importante: il tuo album. È stata una delle prime uscite della seconda tornata del 2004, quindi immagino che ci fosse un bel peso sulle tue spalle. Detto questo, come hai sviluppato i concetti che stavano dietro le canzoni? Quanto ai produttori, almeno quattro nomi spiccano nel gruppo: Rodney Jerkins, Jazze Pha, Mario Winans e Carlos "6th July" Broady. L'insieme dei due fattori ci regala un album che non può essere considerato propriamente underground, ma neanche semplicemente mainstream, giusto?

G.B.: Sì, hai ragione. Non voglio porre limiti né a me stesso, né al mio pubblico: non voglio che nessuno dica "Ah, questo è un album di gangsta rap e io odio quel tipo di musica". Questo album ha le sue radici nella mia vita. La musica parla della mia vita in strada a fare l'arrogante, ma parla anche dell'amore che nutro per mia moglie, che ci ha lasciati alcuni anni fa (Keish RIP): questo disco ha diverse sfumature, insomma. Non è underground e non è mainstream, è semplicemente un album assemblato molto bene che si spera possa rivolgersi a qualsiasi tipo di persona.

R.: Onestamente non seguo molto la scena West Coast dal '98, più o meno. Magari è una mia impressione, ma mi sembra che il tuo album suoni piuttosto distante da quello che era una volta il classico suono West Coast. Qua e là si nota qualche riferimento al passato, questo sì (in senso positivo, ovviamente): le atmosfere della traccia con Nate Dogg, la linea di basso di Guerilla City… Attestato questo: quali sono state le maggiori influenze ed ispirazioni durante la lavorazione del disco?

G.B.: Mia moglie è stata una grandissima fonte d'ispirazione per quest'album. Era tutto per me. Eravamo così coinvolti, come ogni giovane coppia sposata che cresce nel cuore della città. È lei l'ispirazione e la motivazione che sta dietro l'intero progetto.

R.: Tralasciando i "soliti sospetti" come Snoop, Cube e gli altri, chi rappresenta la West Coast ora come ora? Parlo di un livello più locale…

G.B.: Devo dare I miei props a Snoop, innanzitutto, che mi rappresenta ovunque vada. Per il resto, è gente del posto come Spyda, KP, Spit-Fire e Lil'Easy a rappresentare la West Coast, adesso.

R.: Ti senti a tuo agio con il mondo del rap di adesso o ti mancano i bei vecchi tempi? Ovviamente non parlo della faida tra East e West…

G.B.: Oh sì, decisamente mi mancano i bei vecchi tempi. Heavy D, Big Daddy Kane, Kool G Rap, l'epoca di Ice Cube, quando l'album Amerikkka's most wanted era appena uscito… Sento la nostalgia di quel periodo.

R.: Quali sono i tuoi prossimi progetti?

G.B.: Per l'estate comincerò a lavorare al prossimo album: non ha ancora un titolo, ma già a gennaio o febbraio dovrei rientrare in studio e registrare qualcosa di nuovo. Ho inaugurato il mio marchio, Dolla Figga Entertainment, e spero di essere un guru della vendita immobiliare entro breve (il real estate pare essere l'affare del momento tra i r
apper, cfr. le interviste a Willie D dei Geto Boys ed altri su allhiphop.com- ndReiser): sto cercando di acquistare ogni casa a Compton, sistemarla e rivenderla guadagnandoci. Come vedete, ho un sacco di altri progetti in testa, a parte la musica.

R.: Qualche saluto da fare?

G.B.: Sì, voglio ringraziare tutte le radio, i dj, le riviste, i siti web e tutti i fan che supportano Guerrilla Black in Italia. Non vedo l'ora di visitare Milano e tutte le altre città: dovrei essere dalle vostre parti verso febbraio. ITALY STAND UP! GUERRILLA BLACK WILL BE IN THE BUILDING! Ciao!

Ora che hai conosciuto meglio Guerilla Black, non perderti il video di "Compton", featuring Beenie Man.

Oltre all’intervista, HOTMC.COM vi offre anche il video di Compton, featuring Beenie Man, primo singolo estratto dall’album “Guerilla City” e presto un grande concorso sulle HotBoards nel quale sarà possibile vincere album e cd singoli. Ma ora basta parole:


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