Inside

by • 24/07/2016 • Rubriche, The Game VaultCommenti disabilitati su Inside153

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Cominciamo subito con il dire che Inside è lo splendido seguito di Limbo, il titolo di Playdead che qualche anno fa riscosse unanime successo di critica e di pubblico. Limbo fu una vera e propria rivoluzione per il suo carattere indie che comunque aveva una qualità mai vista per un titolo del genere.
Inside ha seguito la stessa scia? Possiamo dire tranquillamente di sì. Il tutto si basa ancora una volta su una direzione artistica veramente superba e uno stile artistico ridotto all’osso ma di grandissima qualità. Sembra di trovarsi di fronte quasi a un’opera d’arte espressionista e lo studio danese ha dimostrato per l’ennesima volta che per realizzare un buon titolo non serve necessariamente puntare tutto su una grafica a tripla A.
Il gioco inizia in un bosco in bianco e nero nei panni di un bambino che avanza senza sosta ma che non sappiamo bene dove stia andando. Il gioco è chiaramente un platform con note puzzle molto spiccate.
La narrazione ambientale la fa subito da padrona. Non è presente infatti nessuna spiegazione, neppure nessun tutorial e quindi dovremo riuscire a capire tutto in maniera molto immediata per avere successo. Ciò che comprendiamo sono le atmosfere anche se una vera e propria storia non c’è, o meglio non si capisce immediatamente.

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Saremo comunque delle vittime in un mondo grigio e oscuro pieno di oppressione. Decifreremo gli eventi solo in base agli avvenimenti e alle reazioni del nostro personaggio di fronte a tanta desolazione.
Capiremo ben presto che il mondo distopico in cui ci ritroviamo è dominato da una dittatura spietata. Molte persone vengono catturate in rastrellamenti e trasformate in zombie. Noi dovremo proprio tentare di sfuggire a tutto questo e quindi ci ritroveremo in una fuga costante.
Il gameplay è quindi basato sullo stealth e sull’intuizione e l’imitazione di quanto visto a schermo eseguito dagli altri personaggi. Tutto è grigio  e anche le scelte cromatiche serviranno a giocare molto sull’emotività.
Il titolo ha richiesto quasi sei anni di produzioni ma ne è valsa certamente la pena visto che non c’è alcun tipo di sbavatura e forma e contenuto si mischiano in un mix veramente vincente. Ottimi anche gli enigmi ben congegnati e tutti basati sull’intuizione e l’emotività.
Un platform praticamente perfetto che ha settato nuovi livelli qualitativi per il genere.

Voto: 9

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