Injustice: Gods Among Us

by • 27/04/2013 • Rubriche, The Game VaultComments (0)723

La trama del titolo si ambienta in un universo alternativo in cui Superman ha istituito una sorta di dittatura, dopo un tragico evento che ha distrutto Metropolis e la moglie del buon Clark Kent. Richiamati chissà come in questa versione cupa e oscura del multiverso DC, i supereroi “normali” devono lottare con i loro doppioni soggiogati al volere dell’uomo d’acciaio, combattendo assieme all’unico paladino che ancora resiste: il tenace Batman, che non vuole cedere alle angherie del kryptoniano. Di capitolo in capitolo il giocatore vestirà i panni di un nuovo eroe, e dovrà affrontare una serie di quattro combattimenti, che porteranno solitamente allo scontro con la sua nemesi o con un doppione malvagio. Considerata la presenza di 260 missioni, da sbloccare accumulando stelle nelle precedenti, diremmo che la permanenza di Injustice nel Tray delle console è tutto sommato assicurata, almeno per chi si lascia rapire dal sistema messo in piedi da NetherRealm. Il livello del giocatore, che cresce di scontro in scontro e permette, usando le “schede” ottenute gradualmente, di sbloccare Battaglie extra, costumi alternativi ed elementi per la personalizzazione della “targa” legata al profilo pubblico, è un ulteriore incentivo a passare molte ore in compagnia di Injustice. Appena si prende il pad in mano per testare le prime combinazioni di colpi, Injustice rivela le molte correlazioni con il precedente lavoro del team di sviluppo: il feeling, la fisica dei salti e dei colpi, le reazioni ai cazzotti sono esattamente quelle dell’ultimo Mortal Kombat. Il control scheme prevede l’utilizzo dei quattro tasti frontali per l’esecuzione delle mosse: tre sono adibiti ai classici colpi debole, medio, forte, e l’ultimo ci permette di eseguire una “mossa distintiva” dell’eroe selezionato. Il sistema di parate alte e basse è identico a quello dei picchiaduro bidimensionali, mentre l’esecuzione delle mosse speciali è abbastanza semplice e piuttosto standardizzata. In tal maniera anche selezionando un personaggio mai utilizzato si può familiarizzare con il suo moveset in men che non si dica, riuscendo a mettere insieme una performance comunque dignitosa. Ogni eroe ha le sue prerogative, tutte da scoprire: alcuni si limitano a potenziare gli attacchi di base (ad esempio Shazam), lasciando un po’ interdetti in quanto a varietà. Altri invece materializzano armi speciali (Ares), oppure gadget che possono essere utilizzati successivamente (Batman si circonda ad esempio di Batarang, da lanciare quando preferiamo). Ci sono eroi che mostrano dinamiche più particolari, come ad esempio Freccia Verde, che può cariare la sua faretra con diversi tipi di dardo, ed altri invece (Solom Grundy) che si esibiscono in una serie di prese aeree o concatenate. La buona varietà ed il rispetto dell’iconografia classica dei personaggi tirati in ballo riesce tutto sommato a rinfrescare i combattimenti, sicuramente più di quanto non lo faccia la barra delle special. Questa si carica come sempre subendo e portando attacchi e, suddivisa in quattro sezioni, può essere sfruttata in diverse maniere. Si può ad esempio sprecare una sezione (alla pressione di trigger destro) per potenziare una delle mosse distintiva, aggiungendo un secondo colpo dopo il primo andato a segno. Un’altra funzione è quella di respingere l’avversario dopo una parata, allontanandolo per riprendere fiato. Entrambe queste opzioni sembrano in verità abbastanza superflue, ed un in un contesto generalmente poco tecnico soprattutto la funzione difensiva perde efficacia. Molto meglio, nell’economia dello scontro, aspettare di aver accumulato tutta la barra per eseguire una devastante special, in grado di intaccare una notevole porzione della barra della vita, dopo una sequenza di colpi a metà fra l’eccessivo ed il surreale: nell’elenco di mosse speciali degli eroi chiamati a confrontarsi nell’arena c’è veramente di tutto: lanci interstellari, viaggi al centro della terra, dimensioni alternative e bombardamenti a tappeto. La barra può essere utilizzata anche per una counter speciale: una volta per ogni scontro ciascun eroe può avviare, impattando un attacco dell’avversario, un duello. In questo caso si attiverà una breve cut-scene in cui i due combattenti si lanceranno l’uno contro l’altro. Nel corso della scenetta entrambi saranno chiamati a “investire” un certo numero di settori della propria barra: chi avrà speso il maggior numero di settori vincerà il duello, e potrà alternativamente recuperare parte dell’energia (se era l’eroe in difesa) o infliggere danno extra (se era l’eroe in attacco). Senza ombra di dubbio tutte queste possibilità riescono a rendere gli scontri molto vivaci. Grazie ad un tasto apposito sarà possibile sfruttare gli elementi sparsi per la location in modo piuttosto creativo. Vedete una macchina parcheggiata a Metropolis? Perchè non afferrare il nemico e sfondare il cofano con la sua testa? Nella Bat Caverna, invece, ci sono i gadget dell’uomo pipistrello da raccogliere e scagliare contro il nemico, oppure i barili di carburante della Bat-Mobile, per un’accoglienza esplosiva. E lo stesso veicolo può essere attivato all’improvviso, premendo un pulsante, perchè spari due missili in una zona precisa della mappa. Tutte le arene si modificano anche a seconda dell’andamento degli scontri, ed è davvero esemplare il lavoro di caratterizzazione delle location. Ogni ambientazione ha persino due “palchi” principali, ed o possibile passare dall’uno all’altro eseguendo una mossa speciale ai margini dello stage. Le Cut-Scene di transizione sono ben riuscire, anche queste esagerate e divertenti. Uno degli aspetti generalmente riusciti di Injustice è quello stilistico. Diversamente da quello che si potrebbe pensare quando ci si avvicina con la mente all’universo supereroistico di DC Comics, nel titolo NetherRealm si respira un’aria molto cupa, ed il design dei protagonisti è diverso dal solito: l’armatura di Batman si riempie di fregi gotici, la tuta di Flash diventa spigolosa, e la selezione dei villain, da Harley Quinn a Solomon Grundy, fa echeggiare un rintocco funereo su un roster in fin dei conti poco prevedibile e molto caratteristico. Sicuramente il lavoro artistico a supporto della modellazione poligonale rappresenta un notevole valore aggiunto di questa produzione scura e matura. Il lavoro del team di sviluppo è solido anche per quel che riguarda il comparto tecnico. Injustice è interessante non solo per i fan del mondo DC, che troveranno un roster variegato e originale.

 

VOTO FINALE: 8,5

HOT SPOTS:
Roster molto completo con oltre 24 personaggi

COLD SPOTS:
Meno tecnico rispetto ai concorrenti

Produttore: Warner Bros
Sviluppatore: NetherRealm Studios
Genere: Picchiaduro

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