IABO: L’Intervista

by • 28/02/2010 • IntervisteComments (0)456

Di origine partenopea, classe 1980, IABO nasce nei primi anni novanta come writer in varie crew napoletane (KTM, Ki Ta' Muort -13BASTARDI)  per poi avvicinarsi a questo mondo progressivamente ufficialmente al mondo dell'arte.
Dal 1997 la sua curiosità artistica lo spinge oltre l'Europa verso gli Stati Uniti (a New York e Los Angeles) dove entra in contatto con i panorama underground e gli artisti che ne fanno parte mantenendo comunque saldo il legame con Napoli, città in cui attualmente vive e lavora.
In tutto questo, tra Italia e estero IABO accresce il suo bagaglio di esperienze partecipando a convention, fiere, mostre collettive e personali.
La sua arte tende a muoversi tra design, arte visiva, performance e sperimentazione in spazi sia privati che pubblici mantenendosi sempre e comunque frutto di continua ricerca e della curiosità che spinge l'artista.
Recentemente è passato da Bologna, abbiamo colto l'occasione per contattarlo e fare due chiacchere con lui…

Georgia FXLD- chi è IABO e come è avvenuto il passaggio dal muro alle gallerie?
IABO: inafferrabile. Se esiste un aggettivo che può qualificare Iabo, di certo questo è il più appropriato. Avvezzo alla fuga, per via, forse, del suo background da writer, ha fatto di necessità virtù. Refrattario alle etichette, guai a bollarlo. Vi fareste un nemico. Imprendibile. Come un flusso energetico. Liquidarlo con la sintetica definizione di artista visivo equivale ad imbavagliare la sua più genuina natura. E’ piuttosto un camaleontico, metamorfico divulgatore, totalmente devoto alla dialettica orizzontale e democratica. L’arte per lui è ecologia. Intesa come riutilizzo di risorse creative. Consapevole dell’impossibilità di aggiungere all’esistente qualcosa d’inedito, sceglie di procedere per sottrazione, di esplorare anziché inventare. Terminato il tempo delle eclatanti rivoluzioni, superata l’idea dell’opera che fa gridare all’innovazione, Iabo succhia la sua linfa comunicativa dal mondo, la rimesta, la trasforma e poi la immette in un nuovo ciclo vitale. Tant’è che il suo linguaggio risulta immediatamente decodificabile, poiché la componente semantica – sebbene imperniata su concetti talvolta complessi – è veicolata attraverso una semiotica ampiamente diffusa e riconoscibile. L’arte si riappropria così della sua utilità. Liberata dall’autoreferenzialità che non di rado la domina, essa diventa strumento divulgativo, in un’accezione non demagogica ma egalitaria. Al punto che la relazione medium/ messaggio è percepita in termini più funzionali che meramente estetici o concettuali. Un alfabeto versatile e universale, contaminato e contaminante, che trova la sua ragion d’essere nell’attimo in cui colma distanze, tesse relazioni e innesca reazioni. Un continuo processo di de-strutturazione e di ricomposizione con cui Iabo si fa interprete del nostro tempo. Qui sta la sua forza e, inconsapevolmente, la sua innovazione.
(Mara De Falco)
il passaggio probabilmente non c’è mai stato, visto che ancora oggi mi interessano le dinamiche urbane tra arte e territorio, il  “passaggio”  come dici tu è avvenuto automaticamente per una serie di coincidenze e circostanze, oramai non sono più ricercato dalla Digos ma dalle gallerie e dai collezionisti. L’ unica cosa che cambia sono i metodi e i fruitori, con una semplice differenza, che da quando incominci ad intaccare quei “muri” tutto quello che fai diventa commerciale e commerciabile.

Georgia FXLD– in un'intervista ti hanno chiesto se ti senti piu’ "writer" o "artista" e tu hai giustamente risposto che le due cose coincidono, che non c'è differenza. cosa diresti a chi non condivide questa idea?
IABO: Sono punti di vista, ognuno pensa ciò che crede.
Continuo a non vedere nessuna differenza tra le due parole, si tratta sempre di creativi, la differenza secondo me è soltanto divisa da  schemi impostati, da etichette, dalle quali è possibile riconoscere uno stile più tosto che un altro, anche se la formazione di un artista che lavora in strada è molto differente da un altro che invece ha fatto un percorso accademico.
Io penso che se Michelangelo Buonarroti avesse conosciuto gli spray oggi sarebbe il writer più all’ avanguardia di tutti i tempi, ti faccio una domanda: come lo definiresti (Michelangelo) semplicemente un writer o un artista? Riflettiamo su questa domanda!

Georgia FXLD– arte, design, fashion… da anni ormai la "street art" (anche se la definizione non mi piace) si sta appropriando di molti ambiti trasversali… pensi sia solo un periodo o è una forma di contaminazione piu’ ampia?
IABO: Ecco: tutto è contaminato e contaminabile, questo è il bello, le fusioni in generale sono sempre produttive e stimolanti, non penso che la street art (anche a me non piace questa definizione) si sia appropriata, ma penso al contrario cioè ogni disciplina prende spunto da un'altra e viceversa e così via, e non penso nemmeno che sia un periodo perché da sempre, anche quando questa cosa si chiamava writing o aerosol art è stato sempre presente  o almeno in parte nella comunicazione visiva  di massa, cha va appunto dalla moda al design al fashion, io trovo che sia molto interessante tutto ciò.

Georgia FXLD- cambiando argomento, qual'è il tuo rapporto con la musica? ha un ruolo in quello che fai?
IABO: Ti dico subito che sono cresciuto a pane e musica, mio padre è stato un pioniere (cantautore) della scena della musica melodica napoletana dagli anni 60 ad oggi quindi ti lascio immaginare…la musica (TUTTA) per me è estremamente FONDAMENTALE, anche se i miei gusti sono per la maggiore la musica black, funk, punk, alternative rock, rap, regge  e hip hop.
Anzi ti do una news, sto lavorando a un progetto molto interessante che coinvolgerà parecchi artisti della scena rap/hip hop/alternative rock Partenopea per un disco che spero presto sarà pubblicato!

Georgia FXLD– quali sono le esperienze e gli episodi che hai trovato più ispiratori o stimolanti?
IABO: Bhè…sicuramente Napoli (la mia città) è molto stimolante, è protagonista indiscussa dei miei pensieri che si riflette automaticamente nelle mie opere, dunque se proprio vogliamo usare questa parola ispirazione (che a me non piace) la mia città e la mia gente sono loro la mia ispirazione.

Georgia FXLD– ho notato che sei piuttosto eclettico nei lavori, a cosa stai lavorando attualmente?
IABO: Si, infatti adopero svariate tecniche e materiali per produrre le mie opere, non sono (fortunatamente) legato ad un solo tipo di espressione, diciamo che molto spesso è stesso il progetto a cui sto lavorando che mi suggerisce quale tecnica potrei applicare, che può essere un installazione, un video o una performance, anche se rigorosamente mantengo il mio concept e la mia linea, in questo momento sono molto affascinato da alcuni materiali tra cui il plexiglass e le plastiche in generale. Attualmente sto lavorando a una serie di progetti che prevedono la realizzazione di alcune sculture delle mie icone classiche di grosso formato, appunto realizzate in plexglass.

Georgia FXLD– ultimamente stai partecipando sempre piu fiere e mostre…cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi mesi?
IABO: C
i sono una serie di mostre a cui prenderò parte nei prossimi mesi tra le quali “LUMEN arte contemporanea in controluce” al complesso di Santa Sofia a Salerno di cui sono membro nella direzione scientifica,  “Strada Facendo” a Torino e sarò presente alla 3°edizione di “Roma the Road to contemporary art” a Roma, e a Napoli “Impresa da talenti” per il resto delle news puoi andare su www.iabo.it
…Inoltre sono in partenza per New York dove sto preparando azione/performance “pirata” …sssssssss….ma non lo dire a nessuno! 😉
Ciabo grazie a presto!

Foto: courtesy, the artist

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