I Wayne: l'intervista

by • 03/11/2007 • IntervisteComments (0)413

Alla vigilia dell'uscita del suo secondo album Book Of Life, abbiamo scambiato due chiacchiere con una delle voci più delicate e giovani del Roots moderno. Gli appassionati ricorderanno la big tune di qualche anno fa Can't Satisfy Her. Signore e signori I Wayne!

Haile Anbessa: tu sei uno di quei cantanti che ha scelto il roots impegnato e consapevole invece della strada molto più facile della dancehall. Perché?

I Wayne: amo la verità. Per questo. Voglio cantare sempre della verità non di cose senza senso.

H.A.: credi che questa rinascita del roots possa perdurare?

I W.: penso di sì sai. È un dovere per la gente ascoltarlo. È la realtà.

H.A.: e cosa pensi invece del messaggio della dancehall, soprattutto in un paese come il tuo, la Giamaica?

I W.: nella mia opinione personale il difetto della dancehall è che ci sono pochi riddim in giro. Sono sempre quei 3 o 4. Quindi per stupire o per sfondare un artista deve necessariamente colpire il pubblico diventando un rude bway. E questo può essere pericoloso perché tale messaggio può generare violenza. I giovani ne possono essere influenzati in una maniera molto sbagliata. Bisogna portare messaggi positivi.

H.A.: hai mai parlato con qualche artista dancehall di queste cose che mi hai appena detto?

I W.: Yaman, certo! Molte volte! Con molta umiltà consiglio loro di non seguire semplicemente il mainstream o la pura e futile ricchezza ma di cercare invece il giusto! La musica è uno strumento potente non bisogna sprecarlo! Ecco cosa dico sempre!

H.A.: ora vorrei parlare del tuo enorme successo di Can't Satisfy Her. Una cosa che mi ha colpito molto è il fatto che ha avuto una rotazione massiccia sulla celebre radio hip hop di New York Hot 97. Cosa hai provato in quel periodo?

I W.: Irie! (alla grande n.d.r.). Per me è stata un'enorme cassa di risonanza. La possibilità di diffondere ulteriormente il mio messaggio. Ringrazio Jah.

H.A.: So che sei stato cresciuto da tua zia e suo marito Ansell Collins, un famoso musicista. Cosa ti ricordi di quel periodo?

I W.: come fai a sapere queste cose? (ride). Bei tempi. Il mio amore per la musica è iniziato proprio lì. Ho imparato anche a suonare il piano in quel periodo.

H.A.: è vera la storia che hai riscosso un enorme successo quando in un locale hai dovuto cantare da solo per due ore quasi accappella perché i tuoi compagni musicisti erano in ritardo?

I W.: sì è verità. Si può dire che mi sono fatto notare proprio in quel periodo. Il mio vero debutto è stato proprio quello!

H.A.: è passato molto tempo dal tuo album di debutto Lava Ground. Circa due anni. Quale è la ragione per cui dedichi così tanto tempo ai tuoi lavori? Ci sono artisti invece nel reggae che fanno uscire un album al mese…

I W.: ci vuole pazienza. Dedico molto tempo. Sono molto meticoloso. E poi l'ispirazione, quella vera, non rispetta quasi mai i tempi commerciali.

H.A.: allora a questo punto, dicci due parole sul tuo nuovo album!

I W.: Book Of Life sarà nei negozi a novembre. Il titolo prende ispirazione dal libro eterno, ossia la Bibbia. Nell'album, così come nella Bibbia, c'è tutto il mio universo. The I-niverse!

H.A.: cosa ne pensi dell'iniziativa inedita di diffondere i tuoi video del nuovo album con il social network Janadians.com?

I W.: tutta la promozione e la diffusione del mio messaggio è sempre bene accetta! Ringrazio in anticipo!

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