I Octane – Crying To The Nation

by • 09/02/2012 • RecensioniComments (1)595

I Octane continua la sua marcia verso la vetta. Vp Records e Scikron hanno unito le forze per l’uscita del suo primo album Crying To The Nation.
I Octane impressiona per il suo stile che alterna cantato a rapide rime infuocate. Un ritorno alla dancehall conscious per parlare della quotidianità e contemporaneamente lodare l’Onnipotente Jah.
Billboard lo ha scelto come uno dei 15 artisti di maggiore impatto provenienti dalla scena indie.
Questo album di debutto rappresenta un ottimo punto di partenza per uno delle migliori promesse di Giamaica attualmente in circolazione. Questo album certamente segna un ritorno alle origini, un passo verso il roots puro e la dancehall nel modo in cui è nata e si è sviluppata.
I Octane è molto versatile e dallo stile variegato, in grado di spaziare su questo album reggae di stampo tradizionale da ballate romantiche a liriche infuocate sull’attualità.
Crying To The Nation pone l’artista sul piano di nuovo e giovane alfiere del genere dancehall conscious, posto che in precedenza è stato occupato da nomi ormai leggendari come Buju Banton, Sizzla o Capleton. Il suo focus principale nei testi rimangono sempre infatti il disagio del ghetto e il modo di combatterlo con fede, compassione, speranza e voglia di riscatto sociale.
I singoli dell’album come “L.O.V.E. Y.O.U”, “Missing You”, con il remix feat. Agent Sasco, e “Once More” dimostrano grande sensibilità da parte dell’artista mentre tunes come “Vanity Will Come”, “All We Need Is Love” feat. Tarrus Riley e la title track “Crying To The Nation” sono ricche di messaggi positivi a livello sociale che oggi sempre più mancano nella dancehall moderna.
La sua “Lose a Friend” contenuta nell’album è rimasta in vetta alle classifiche in Giamaica per circa 16 settimane.
Un album certamente da ascoltare, una speranza per la rinascita per una musica positiva e dai messaggi edificanti anche in questi periodi bui.

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