I nipoti di Rosa Parks denunciano brogli nel caso contro gli Outkast

by • 01/11/2004 • NewsComments (0)530

Quella degli Outkast e di Rosa Parks è ormai da anni una delle vicende giudiziarie più chiacchierate della storia dell’hip hop, ma quest’ultimo colpo di teatro sembra destinato a far salire ulteriormente l’attenzione generale nei confronti della vicenda.

Rosa Parks, considerata la madre del Movimento dei Diritti Civili grazie all’atto simbolico con cui, nel 1955, rifiutò di cedere il proprio posto sull’autobus a un bianco, denunciò gli Outkast per la hit del 1998 intitolata appunto Rosa Parks. La canzone utilizzava il nome della donna come metafora, invitando tutti quegli artisti che fanno massiccio uso di sintetizzatori e strumenti elettronici a "tornare in fondo all’autobus". La Parks ne contestava il linguaggio forte e volgare e non voleva in alcun modo essere associata al messaggio trasmesso dal duo di Atlanta; dal canto loro, Big Boi e Andre3000 si difesero appellandosi alla Costituzione americana, che sancisce la libertà d’espressione per ogni artista.

Una svolta nel caso, tuttora in attesa di giudizio, potrebbe essere determinata da una lettera che i nipoti di Rosa Parks hanno inviato ai giudici la scorsa settimana. La lettera spiegava che la Parks, ormai novantunenne, soffre di demenza senile e non è mai stata in grado, quindi, di prendere provvedimenti autonomi in merito alla questione, che è stata gestita interamente dallo staff che cura gli interessi della sua Fondazione. "Siamo convinti che nostra zia avrebbe apprezzato l’azione degli Outkast, volta a preservare la sua immagine nella memoria di questa generazione e di quelle future" spiegano nella lettera. "Questa causa è improntata esclusivamente sul denaro e chi cura gli affari di Rosa Parks sta tentando di spillarne agli Outkast".

Il portavoce dello staff di Rosa Parks, Gregory Reed, ha smentito decisamente le affermazioni dei nipoti. "Perché parlano solo adesso, e non quando la causa è stata depositata in tribunale? Rosa Parks ci ha legittimamente assunto per tutelare la sua immagine e il suo nome, cosa che noi stiamo facendo ormai da anni come lei avrebbe voluto: nella nostra squadra è presente anche Elaine Steele, amica d’infanzia della Parks" ha dichiarato. "E poi, gli Outkast non sono mai stati l’obbiettivo del risarcimento: è la BMG che si nasconde dietro il gruppo ed è da loro che pretendiamo giustizia".

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