I media dell’hip hop italiano si incontrano all’Under Festival (per parlare di voi)

by • 18/04/2017 • Articoli, CopertinaCommenti disabilitati su I media dell’hip hop italiano si incontrano all’Under Festival (per parlare di voi)87

Tra i tanti meriti dell’Under Festival di quest’anno – rassegna cardine per l’underground italiano ideata da Moder, giunta ormai alla quarta edizione che si è conclusa proprio questo weekend a Ravenna – c’è stato anche un evento più unico che raro. Gli organizzatori, infatti, hanno voluto invitare i rappresentanti dei più importanti media hip hop italiani, nonché alcuni giornalisti di testate tradizionali a cui capita spesso di occuparsi di hip hop. Ci capita spesso di trovarci tutti insieme nella stessa stanza, ma di solito è per intervistare qualcuno e non per parlare tra di noi dei pregi e dei difetti della scena italiana. Questa volta invece Hotmc, Hano, Rapburger, Moodmagazine, Hip Hop Rec, La Casa del Rap, Barre di Plutonio, nonché Rumore e Blow Up, rappresentate da Deiv Agazzi e Federico Savini, hanno fatto il punto della situazione davanti a un pubblico e moderati da Pierfrancesco Pacoda, uno dei primi giornalisti della generazione precedente alla nostra a occuparsi di hip hop italiano (qui potete vedere il video del dibattito).

Cosa ci siamo detti, dunque? Innanzitutto abbiamo confrontato le linee editoriali dei vari siti, perché anche se spesso dall’esterno sembriamo intercambiabili, non lo siamo: ciascuno di noi si rivolge a un pubblico specifico, più o meno adulto, più o meno insider, più o meno raffinato o settoriale negli ascolti. Dopodiché abbiamo discusso di due questioni molto spinose: i siti hip hop fanno ancora da talent scout, oppure si limitano a un banale “riceviamo e pubblichiamo”? E soprattutto, dall’avvento dei social in poi, quanto siamo schiavi dei like?

Le cose che sono emerse sono state tutte molto interessanti: soprattutto, è molto interessante che – nonostante le differenze spesso abissali che passano tra un sito e l’altro – più o meno tutti ci siamo trovati concordi su parecchi punti. Molti dei quali potrebbero essere molto utili anche a voi, oltre a noi, per capire come mai certi artisti hanno più spazio di altri e per sapere qualche trucco che aiuta a farsi prendere in considerazione dagli addetti ai lavori che ruotano attorno alla scena hip hop; perché, anche se molti disprezzano il nostro lavoro, che ci crediate o no passare attraverso siti che hanno una certa reputazione di affidabilità e una tradizione di serietà e continuità serve eccome, se volete farvi notare da realtà più importanti o generaliste.

– NON SIAMO INTERCAMBIABILI: Come dicevamo, ciascuno di noi ha le sue peculiarità e le sue caratteristiche. Anziché andare a tappeto, meglio studiare una strategia: è inutile cercare di farsi pubblicare a tutti i costi una news da un sito che pubblica solo interviste, ad esempio, così come è inutile pretendere un approfondimento da un sito che non ha gli strumenti per approfondire. Studiatevi un po’ le varie pagine e a seconda di quello a cui mirate (nonché del tipo di pubblico a cui ambite), rivolgetevi alla realtà giusta e nel modo giusto: avrete più speranze di essere presi in considerazione.

– C’E’ MODO E MODO: Sul fatto che un messaggio privato su Facebook che recita “Bella zio, questo è il mio video, guardalo e suportalo!” non sia il modo migliore per farsi notare siamo tutti d’accordo. Come giustamente faceva notare qualcuno, se voi non spendete neanche cinque minuti del vostro tempo per presentare il vostro prodotto in maniera credibile e professionale, perché dovremmo farlo noi? Approcciatevi in maniera adeguata, soprattutto se non avete un ufficio stampa che possa farlo per voi: siamo subissati di segnalazioni e richieste di pubblicazione e spesso la prima impressione fa davvero la differenza. E a proposito di questo…

– PRODURRE MENO, PRODURRE MEGLIO: Ogni sito, anche il meno importante, riceve una media di 50 mail/messaggi al giorno con richieste di pubblicazioni, segnalazioni o recensioni. Inutile dire che nessuno di noi ha il tempo di ascoltare tutta questa roba e di fare una scrematura degna di questo nome. Siamo noi che non facciamo (o non abbiamo le risorse per fare) bene il nostro lavoro? Forse sì, però forse è anche giunto il momento di fare una riflessione sulla saturazione del mercato. Fare uscire un mixtape ogni tre mesi, o un video nuovo ogni due, non è necessariamente una buona idea. Non tutto ciò che producete è degno di essere divulgato o rimarrà nella storia: dovete essere voi per primi a selezionare a monte il vostro materiale e fare uscire solo il meglio del meglio. Se voi promettete di farlo, noi promettiamo volentieri che ricominceremo ad ascoltare tutto.

– I LIKE CONTANO (FINO A UN CERTO PUNTO): Inutile far finta che non sia così, tutti noi ci sentiamo gratificati se un post o un articolo che condividiamo prende qualche like in più piuttosto che in meno. Detto questo, però: è scientificamente provato che il 90% degli articoli presenti su Facebook vengono solo CONDIVISI e non EFFETTIVAMENTE LETTI, quindi andare a caccia del like in sé e per sé è perfettamente inutile. Allo stesso modo, occhio ad andare a caccia della pagina con più like, perché spesso sono scatole vuote che quei like se li sono comprati con una campagna di sponsorizzazione e quindi essere presenti sui loro canali è perfettamente inutile. Insomma, ci vuole un po’ più di criterio sia da parte nostra che da parte vostra, perché i social possono essere un’arma a doppio taglio.

Detto questo, un ringraziamento a Moder, a Federica Francesca Vicari e a tutto lo staff del Cisim per la splendida accoglienza. Più info sul resto dell’Under Festival qui.

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