Hot 97 militante antirazzista

by • 06/03/2005 • NewsComments (0)889

Dopo il malaugurato scivolone del jingle contro le vittime asiatiche e musulmane dello tsunami, dopo le migliaia di telefonate di protesta degli ascoltatori, dopo l'inchiesta governativa, dopo la cancellazione di Miss Jones in the morning(il programma incriminato), dopo la sospetta sospensione dell'unica redattrice asiatica della suddetta trasmissione, l'emittente radio Hot 97 scende in campo per modificare la propria immagine pubblica, ormai indelebilmente associata all’aggettivo "intollerante". E lo fa unendosi alla neonata coalizione Hip Hop for Social Justice.

Hip Hop for Social Justice è un'associazione che vede tra i suoi membri singoli artisti, come Kuttin'Kandi, Afrika Bambataa e Chuck D, ma anche comunità, associazioni, organizzazioni (a scopo di lucro o non-profit) legate all'hip hop: il suo scopo è appunto quello di realizzare nel concreto quello che il motto peace, unity, love and having fun predica da ormai un ventennio abbondante, richiamando l'attenzione soprattutto sulla discriminazione razziale e sessuale. HHSJ mira inoltre a coinvolgere enti e personalità esterne all'hip hop, in particolare reclutando personaggi della politica e della vita civile e sociale.

Per entrare a far parte della coalizione, Hot 97 dovrà soddisfare una lista di richieste stilata direttamente dai vertici di HHSJ. Nella fattispecie, la radio dovrà licenziare tutti i personaggi coinvolti nello scandalo del jingle sullo tsunami; modificare lo statuto dell'emittente in modo che un incidente del genere non ricapiti mai più; nell'ambito della programmazione, rappresentare l'hip hop nella sua piena forma multirazziale; trasmettere in egual percentuale brani conscious e brani leggeri o thug; promuovere dibattiti su tematiche politiche e sociali.

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