Hobbit Tales

by • 28/09/2014 • Rubriche, The Game VaultComments (0)553

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Tutti gli appassionati dell’universo tolkeniano hanno sempre sognato di potersi sedere attorno a un tavolo della Locanda del Drago Verde nella Contea con una buona birra e raccontarsi le proprie vicissitudini e scorribande per la Terra di Mezzo.
Bene oggi tutto questo è possibile grazie ad Hobbit Tales, un nuovo di gioco di carte che permetterà dai 2 ai 5 giocatori di impersonare proprio dei Mezzi Uomini che dovranno scambiarsi i propri ricordi intorno a un tavolo e dare vita quindi a storie brevi ma intense e ricche di dettagli.
A questo scopo potremo utilizzare delle Carte Avventura che fungeranno da traccia per il racconto e quindi il cannovaccio da infarcire di dettagli e ulteriori avvenimenti.
Ma tutto non può filare così come sembra. Gli altri giocatori infatti potranno fare largo uso durante la narrazione di Carte Pericolo che altro non saranno che veri e propri disturbi e quindi potranno aggiungere pepe alla situazione rendendo i racconti ancora più movimentati.
Ogni giocatore, sulla base di una mano di Carte Avventura improvvisa un racconto, ponendole sul tabellone al centro del tavolo con cinque caselle. A ogni carta giocata, il narratore di turno deve confezionare un breve capitolo della storia ispirato dal testo e dalle immagini della carta stessa. Il racconto, nei limiti del possibile, dovrà avere una sua coerenza, difatti prima di iniziare il proprio turno il narratore piazza un’ulteriore carta fuori dal tabellone dei cinque spazi: quello sarà il finale della storia, il narratore non dovrà dimenticarlo poiché la sua avventura dovrà in qualche modo volgere a questo epilogo.
Durante il gioco, i partecipanti conquistano gettoni che valgono punti vittoria a fine partita (Cheer Token): sia quando narrano, sia quando giocano le Carte Pericolo. I gettoni non vengono scelti, ma pescati a caso da un contenitore opaco. Ogni tassello possiede un valore variabile: da un minimo di 1 a un massimo di 3. Il gioco termina quando tutti i partecipanti hanno avuto modo di raccontare la loro storia. A questo punto viene effettuato il conteggio dei gettoni collezionati durante la partita e chi ne ha raccolti di più è dichiarato vincitore.
Il motore del gioco è rappresentato dalle Carte Avventura che rappresentano il principale mezzo del narratore per creare la propria storia. Ma come è fatta una Carta Avventura di Hobbit Tales? Ogni carta ha quattro elementi: un titolo, un breve testo tratto dai romanzi e dai racconti del professore di Oxford, alcune icone (classificate in terreno e speciali) e un’illustrazione.
Le icone vengono sfruttate dagli altri giocatori per mettere sul tavolo le proprie Carte Pericolo. In estrema sintesi, si può giocare una Carta Pericolo e intervenire nella storia solo se tutte le icone terreno presenti sulla Carta Pericolo che si vuole giocare sono presenti nelle ultime due Carte Avventura sul tabellone.
L’obiettivo della Carte Pericolo, però, non è solo quello di rendere difficile la vita del narratore ma anche quella di contribuire a rendere la storia interessante. La Carta Pericolo ha bisogno anche di un altro requisito per essere giocata : un tiro del dado. Ogni carta, infatti, possiede un “Valore Minaccia”: se può essere messa in gioco grazie alla corrispondenza delle icone terreno, occorre anche che si ottenga con un tiro del d12 un valore pari o superiore a quello stampigliato sulla carta.
Le Carte Pericolo giocate con successo fanno guadagnare punti al “disturbatore” e non al narratore di turno, che non potrà utilizzare la Carta Avventura sulla quale è stata giocata l’insidia nel suo punteggio di fine racconto. Questo non vuol dire che il giocatore di turno non possa riempire tutti gli slot, se rimane senza carte in mano a forza di interruzioni potrà provare la strada dell’improvvisazione: pesca una carta dal mazzo e la gioca proseguendo il suo racconto (che rischia cosi di essere sempre meno credibile ma probabilmente più divertente), ma se viene “interrotto con successo” anche mentre improvvisa, ormai la storia non potrà più essere completata e il narratore dovrà rassegnarsi a conteggiare solo le carte che è riuscito a piazzare.
Le Carte Avventure possono presentare anche delle icone speciali che, per esempio, consentono agli altri giocatori di pescare delle Carte Pericolo addizionali o di poter mettere in gioco un’insidia senza dover tentare il tiro di dado.
Insomma, è risultato chiaro che lo spirito del gioco non è solo quello di creare imbarazzo e difficoltà al narratore, ma anche quello di rendere coinvolgente il turno (anche quando non è il proprio) con inaspettate svolte del racconto. E a supporto di questo c’è il fatto che i gettoni con i punti vittoria vengono pescati anche dai giocatori che hanno messo in gioco con successo le proprie Carte Pericolo.
Al termine della narrazione, il giocatore di turno pesca un numero di gettoni vittoria pari al numero delle Carte Avventura giocate, escludendo quelle su cui è stata giocata con successo una Carta Pericolo. Quando un giocatore (sia il narratore di turno che un altro partecipante) pesca un gettone vittoria, deve decidere cosa farne: conservarlo coperto o utilizzarlo per “pagare un giro di birra”. Nel primo caso, conserva i gettoni nascosti (noi li abbiamo posizionati sotto l’apposito sottobicchiere hobbit), nel secondo caso li pone davanti a sé, a faccia in giù ma visibili agli altri partecipanti, che cosi sanno quanti (non quali) gettoni sono stati investiti. Al termine della partita, tutti i giocatori conteranno i punti sulla base di quelli tenuti nascosti agli altri e otterranno un possibile bonus basato sui gettoni utilizzati per pagare le “libagioni” della compagnia di Hobbit.
I contenuti della confezione di Hobbit Tales comprendono due mazzi di carte. Uno delle “Avventure”, utilizzato dal narratore di turno, e uno dei “Pericoli” a disposizione degli altri giocatori per intervenire durante il racconto della storia con mostri, sortilegi e trappole di ogni tipo. Non mancano dei tasselli per tenere traccia dei punti, un tabellone dove posizionare le carte durante il gioco e un dado a 12 facce per stabilire se i pericoli messi in gioco si devono considerare nella storia oppure no.
Tocco di classe sono i sottobicchieri della Locanda del Drago Verde su cui potrete appoggiare le vostre birre ghiacciate.
Il gioco è uscito quest’anno ed è una creazione tutta italiana da parte di Marco Maggi e Francesco Nepitello. Il gioco è uscito inizialmente in lingua inglese ma è stato localizzato nel nostro idioma da parte dell’ottima Giochi Uniti, sempre attenta a pubblicare nel nostro paese il meglio del panorama ludico a livello mondiale.

Voto: 9

 

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