Hit Song Science: Nostradamus sbarca nel music business

by • 28/06/2004 • NewsComments (0)1051

Che qualcuno, ai piani alti dell’industria discografica, fosse giunto alla conclusione che produrre musica di qualità è meno importante rispetto al vendere bene, non è una novità. La vera novità sta nei mezzi utilizzati per raggiungere l’agognata meta del disco di platino: questa novità porta il nome di un nuovo software di previsione delle potenzialità, Hit Song Science. BMG, Emi, Sony, Universal e Warner Bros, i cinque colossi della discografia che da soli controllano l’80% del mercato musicale mondiale, hanno infatti preso l’abitudine di avvalersi dei servigi della Polyphonic Hmi, società creatrice e amministratrice di suddetto software.

Hit Song Science ha lo scopo di analizzare e giudicare musica e album in via di produzione, valutandone le reali possibilità di sfondare sul mercato. I creatori del programma partono dal presupposto che le canzoni che hanno raggiunto la vetta delle classifiche hanno tutte parametri simili, specie negli ultimi cinque anni: Hit Song Science raggruppa in insiemi, o “nuvole”, i brani che rientrano in questi parametri. “Più una canzone si avvicina a una di quelle nuvole di greatest hits, più è probabile che essa stessa sia una hit” ha spiegato Mike McCready, amministratore delegato della Polyphonic Hmi.

La Polyphonic, in passato, era già riuscita a prevedere il successo planetario di artisti come Norah Jones e Anastacia, nonché alcuni dei più clamorosi flop di vendite degli anni scorsi: forte di questa sua attendibilità e del largo consenso dei discografici, il suo metodo di analisi potrebbe essere destinato a sostituire in via definitiva l’orecchio dei talent scout. Considerando che solo un disco su quattrocento arriva a guadagnare abbastanza da coprire i costi di produzione, e che la crisi del music business porta la maggior parte delle label a puntare su investimenti sicuri, saranno tempi grigi per i creativi.

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