Hip Hop e legalizzazione: sfruttamento di un trend?

by • 02/11/2003 • NewsComments (0)1074

Come alcuni già sapranno, a Milano e in altre città italiane è recentemente sbarcata la catena in franchising Ecosmart Shop. A una prima analisi, i punti vendita Ecosmart si presentano come comuni negozi di giardinaggio e botanica, specializzati in piante tropicali: in realtà, è possibile acquistarvi in maniera perfettamente legale sementi di wild flowers allucinogene, Salvia Divinorum e tutto l’occorrente per coltivare canapa indiana.

Per farsi pubblicità e far conoscere a un pubblico più ampio i servizi offerti, Ecosmart promuove una serie di iniziative legate a eventi di vario tipo, tra cui spicca una serata hip hop-RnB, che ha luogo a cadenza settimanale in un locale del centro di Milano, come recita il flyer scaricabile dal sito.

Da ricordare, inoltre, che il negozio Ecosmart di Milano è stato al centro di numerose polemiche appena qualche giorno fa: non potendo accludere ai vari semi, che si consumano masticandoli come caramelle, un foglietto illustrativo con dosaggi consigliati ed effetti collaterali (stando alla legislazione vigente, i semi sono in vendita per essere piantati e non ingeriti), sono stati riscontrati svariati casi di intossicazione da wild flowers, con esiti e prognosi più o meno gravi.

Lo sfruttamento dell’hip hop per commercializzare prodotti e fenomeni del tutto estranei alla sua cultura in passato è stato spesso condannato dalla scena internazionale. Basti pensare alla battaglia di Grand Wizard Theodore contro lo spot di una nota marca di birra, ritenuto dal dj offensivo per l’immagine dello scratch, o all’indignazione generale per la nuova collezione di Dolce & Gabbana, il cui slogan è “Hip hop est chic”.

Noi ne stiamo gia' discutendo qui.

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