Hellvisback Tour a Roma: gran finale per Salmo

by • 24/05/2017 • Articoli, CopertinaCommenti disabilitati su Hellvisback Tour a Roma: gran finale per Salmo204

Fonte: Instagram (Salmo)

In un Atlantico gremito di persone – e contraddistinto da una temperatura percepita tipicamente Subsahariana – l’Hellvisback tour di Salmo saluta il suo pubblico (non per troppo però, potete stare tranquilli) con una tappa romana dall’intensità eccezionale.

Con una puntualità tale da far invidia agli svizzeri, poco prima delle 21 è Lazza il primo a salire sul palco: il giovane componente del 333 Mob porta con sé l’arroganza (nel senso bonario del termine) giovanile e l’innegabile talento che lo contraddistinguono. La visiera a becco e le sue rime aggressive e pungenti, farcite di punchlines sferzanti e metricamente impeccabili, scaldano a dovere il pubblico, in buona parte preparato e pronto a cantare in coro le canzoni estratte da Zzala.

Dopo un breve intervallo, la temperatura sale esponenzialmente ed il perché è piuttosto semplice da intuire: la maestosa stampa della cover di Hellvisback che fa da sfondo al palco si illumina di rosso, mentre dal fumo spunta fuori la figura di Salmo, accompagnata in console dall’immancabile dj Slait e da Jacopo Volpe alla batteria. Batteria che svolge un ruolo importantissimo nell’economia del live: oltre ad arricchire l’impatto scenico e anche e soprattutto quello musicale dei singoli brani, accompagna Salmo negli intermezzi in cui coinvolge maggiormente il pubblico, che rapito e divertito solleva puntualmente cori su cori, in un’atmosfera che ti tanto in tanto ricorda l’Olimpico delle più grandi vittorie targate Roma.
I brani di Hellvisback la fanno da padrone, accompagnati però da piacevoli viaggi nel passato, da Midnite a Death Usb fino ai vari capitoli della saga dei Machete Mixtape, senza dimenticare le strofe di Salmo presenti in dischi di altri artisti – K-Hole di Gemitaiz, Killer Game con lo stesso Gemitaiz e Madman, A volte esagero di Marracash. Il culmine è raggiunto con La prima volta, traccia presente in The Island Chainsaw Massacre e vero e proprio culto per i fan del rapper di Olbia.

 

Ro ro ro ma ma ro ro ro ma ma ma ma

Un post condiviso da Salmo Official (@lebonwski) in data:

La carica che Salmo trasmette sul palco è difficile da descrivere: Hellvisback è un disco dall’identità molto forte, soprattutto dal punto di vista delle produzioni, che però in live non rubano la scena al rappato. Salmo infatti le doma, le sfrutta al meglio, giocando con la voce – sa quando graffiare, quando essere più profondo e incisivo, quando alleggerire il timbro per lasciar parlare la strumentale. Non manca un intermezzo che lo vede con una chitarra tra le braccia, mentre di accordo in accordo finisce letteralmente per “lanciare” la strumentale di Falsitá e cortesia di Big Joe, mandando in visibilio tutti i presenti. La pelle d’oca arriva invece sulla pelle di tutti, più e meno giovani, quando in un toccante omaggio a Primo, Salmo intona a pieni polmoni Le guardie, i pompieri e l’ambulanza, dopo aver ringraziato il rapper dei Cor Veleno per tutto ciò che ha significato per la sua musica e la sua crescita.

Sul finire dello show compare anche Nitro, guest non annunciato, che si dimostra un animale da palco degno di condividere lo stage con Salmo – nonostante un outfit in felpa quasi inspiegabile, visti i 40 gradi dell’Atlantico – e fa il suo ritorno anche Lazza, che con un ingresso da manuale lancia MOB. Il pubblico è letteralmente euforico: il pezzo sembra nato per dare il meglio di sé in live, mentre praticamente tutti gli spettatori cantano all’unisono con i tre rapper sul palco, anche l’ottimo impianto dell’Atlantico sembra scomparire sotto le voci dei tantissimi presenti.

Salmo saluta il suo pubblico con un wall of death infernale sul finire del live, apogeo dell’intensità ma anche della frenesia di un live serratissimo – si prende pochissime pause sul palco, avanza come una macchina da guerra – contraddistinto da un pubblico incredibilmente variegato, sia per sesso che per età. Il pubblico pende dalle sue labbra, impazzisce quando Salmo decide di salire sulla scalinata e rappare direttamente in mezzo ai fan (tra le espressioni sconvolte dello staff, colto decisamente alla sprovvista dalla mossa) che accorrono in massa, prima di lasciarlo galleggiare sulle proprie teste dopo lo stage diving.

Non il tipico live rap, decisamente un’esperienza da provare, per completezza, intensità, carica e caratura della performance: quest’estate ci si vede sotto il palco per il bis!

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