Heavy Metal

by • 09/05/2004 • RecensioniComments (0)809

Dopo l'anteprima lo scorso autunno con il vinile "Potente in culo", lo scorso inverno è finalmente uscito "Heavy Metal", secondo album dei Cor Veleno, senza dubbio una delle migliori uscite dell'ultima annata.

Sedici tracce, beat prodotti da Squarta sui quali Primo Brown e Grandi Numeri si alternano magistralmente al microfono, regalandoci emozioni, provocazioni e spunti di riflessione. Perché, ad essere sincero, quello che mi ha colpito di più in questo bell'album sono gli spunti provocatori; gli attacchi diretti alla morale comune; l'identificazione, in un "mondo Hip Hop" che ci ha abituati ad attacchi astratti quanto le skills di Dj Francesco, di un nemico preciso contro il quale sfogare la propria rabbia.

Non si tratta di rap politico, ma sicuramente di musica consapevole, scritta da persone che avvertono in prima persona le mille contraddizioni che inevitabilmente segnano la nostra società: tutto l'album è pervaso da citazioni di situazioni che molti ormai considerano "normali".

Il premio per il pezzo più carico e grintoso se lo aggiudica "Le guardie, i pompieri e l'ambulanza", che fin dall'incipit evoca immagini di guerriglia e che ospita ben distribuiti nei suoi quasi 4 minuti di durata alcune delle rime più violente dell'album ("mo' è la volta giusta / l'estate chiede singoli / io metto bombe sotto il culo dell'industria" oppure "tu vuoi sapere di che parlano i miei testi? / loro sono la mia banca e fanno solo i miei interessi" o ancora le chicche "non mi dire 'tutto uguale, tutto uguale' / tu e il tuo gusto popolare potete andarvene a cagare" e "io continuo fino a che non spegni il nastro / ho portato Squarta e Ibbanez se da solo non ti basto"). Spettacolo. Il tipico pezzo che non ti consente di star fermo, non puoi non scandire il tempo ondeggiando la testa. Sempre sul filone da battaglia, "Potente in culo", pezzo DOC dedicato ad un "collega" reo di aver recensito in maniera negativa (incompleta / imprecisa?) il precedente lavoro dei CorVeleno. Non che la cosa mi abbia intimidito, assolutamente. Benché credo che l'"usanza" di attaccare i più o meno professionisti giornalisti musicali non sia una buona cosa, devo però ammettere che sarei stato fiero di ricevere un dissing del genere; il pezzo è ben strutturato e grintoso, con alcune rime di pregio ed un ritornello che non può non rimanerti in testa ("certo certo che mi autocelebro / siamo talmente in pochi che devo pensarci io a darmi credito" oppure "giornalisti radio intenditori / pretendo il rispetto da chi vede questa cosa dal di fuori"). Si può "amare" l'Hip Hop? Non lo so.ma se si potesse penso che l'ultima rima che ho trascritto sarebbe una dichiarazione coi fiocchi.

Musica consapvole dicevo prima, artisti in grado di affrontare temtiche "scomode" da punti di vista differenti, "Kamikaze", "Un mestiere qualunque" e "Fenomeni" sono i tre pezzi che spiccano da questo punto di vista. "Kamikaze" cerca di affrontare i temi di politica estera così irrimediabilmente d'attualità di questi tempi, il terrorismo, i motivi scatenanti di quest'ultimo, le risposte ed i rimedi che gli si danno dal mondo occidentale. La cosa che colpisce è che il pezzo non contiene i soliti stereotipi (pacifisti o interventisti, alla fine, si dicono sempre le stesse cose), ma si basa su una serie di riflessioni lasciate aperte. E' stato affrontato un tema molto delicato con una sensibilità ed una umiltà eccezionali. Stessa cosa in "Un mestiere qualunque": la storia di chi si è trovato, senza volerlo, a dover usare un'arma. Per descrivere "Fenomeni" mi avvalgo soltanto di qualche barra: "un montepremi o una vittoria bella fresca? / certe madri hanno paura che quella sia soltanto un'esca / ma non fiatano / sarebbe straordinario / avere il culo delle figlie dentro qualche calendario". Ode a nostra signora televisione.

Produzioni di Squarta si diceva, tutte moto curate, tutte "fuori" da quel "filone" alla quale ci stavamo abituando, soprattutto grazie / a causa delle tante produzioni milanesi degli ultimi mesi. Le chitarrone in "Heavy Metal" e "Le guardie, i pompieri e l'ambulanza", il basso funkettone di "Giungla giungla", e la cura con la quale sono stati confezionati tutti i beat identificano queste produzioni tra le più belle ed originali sfornate negli ultimi tempi.

In definitiva, il cd merita, alterna nella tracklist pezzi completamente diversi tra loro ma accomunati da una ironia e da uno spirito polemico invidiabile. I pochi featuring presenti (Yoshi, Ibbanez, Dj Stile) si inseriscono perfettamente nella struttura musicale del disco, risultando piacevoli pur senza distinguersi in maniera decisa.

Il periodo positivo per la musica Hip Hop italiana ci sta regalando tante perle in questa prima metà del 2004. Questa è una delle più splendenti.

Per maggiori informazioni visita www.corveleno.com.

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