Hasta la victoria, stencil!

by • 19/07/2007 • ArticoliComments (0)507

Rovistando nel bookshop di un museo di arte contemporanea, l’anno scorso, mi sono trovata tra le mani un libro non esattamente fresco di stampa ma molto interessante.La sua pubblicazione da parte della casa editrice argentina La Marca, risale al 2004, tuttavia, ”Hasta la Victoria, Stencil!” curato da Guido Indij , fornisce comunque un punto di vista e una visuale più ampia a chi voglia farsi un’idea della street art e dello stencil dall’altra parte del mondo: in Argentina.

Il testo è bilingue (spagnolo e inglese) ma è inutile dire che in questo caso le immagini parlano da sole.

Oltre alle duecento e più pagine di foto a colori, una bibliografia curata ed essenziale e ben due pagine colme di  websites a cui fare riferimento per approfondire il tema.
Ovviamente, non si fanno nomi e cognomi, ma tra gli artisti “riconosciuti” ci sono BSASTCL, DARDO, DOMA, RUN DON’T WALK e VOMITO ATTACK; accomunati tutti dalla volontà di far si che il passante rifletta attraverso il messaggio artistico.
L’attenzione degli autori non si limita all’aspetto estetico ma anche all’aspetto politico e al legame dello stencil con la polemica urbana.

Il titolo stesso, evidente citazione di Ernesto Che Guevara, evoca il concetto di stencil come veicolo di comunicazione politica e sociale, che parte, secondo gli autori, fin dall’antichità, in quanto messaggio “popular” per tutti, in contrapposizione con il messaggio “official” della stampa e dei mass media.

Attraverso una breve cronistoria si ripercorrono le date e le tappe cruciali dalla preistoria fino al ventesimo secolo, epoca in cui lo stencil diventa fondamentale per la propaganda  sociopolitica latinoamericana…

“L’arte era di nuovo per strada, a dire ciò che andava detto, per coloro a cui interessava vedere.”

Come viene detto dagli autori, l’Argentina del XX secolo sviluppa, sotto questo punto di vista, un’identità politica tale da  permettere una reazione, soprattutto da parte dei giovani, alla condizione critica del paese.
Non pensiate che siano pagine e pagine di noiosissima teoria! “Hasta la Victoria, Stencil!” è costituito per la maggior parte da immagini a colori in cui si trova di tutto, secondo tematiche comuni spesso specchio della società: dallo stencil di Bettie Page a quello di Audrey Hepburn fino a Brigitte Bardot, personaggi femminili icone di un secolo ma non solo.
Animali, rivisitazioni di segnali stradali, personaggi famosi, loghi ed oggetti della vita quotidiana.

Riferimenti a film culto, come “Nightmare” e “Taxi Driver” ma anche “ET” e “Clockwork Orange”… all’appello non mancano nemmeno “Arnold” e l’ “A- Team”!

Oltre alle immagini legate al mainstream, una consistente quantità di stencils è dedicata ai messaggi, più o meno politici, più o meno finalizzati alla riflessione e al dialogo continuo con il passante/ destinatario.
Molto spesso frasi a sfondo politico (i messaggi contro Bush e contro il voto) o rivendicatrici di idee precise (come quelle contro gli zoo e il maltrattamento degli animali)…
Una delle sezioni più interessanti in questo senso è quella dedicata alla religione, alla denuncia della chiesa come istituzione ma soprattutto all’ironia dissacrante.

E’ in particolare da queste pagine che si scoprono una moltitudine di messaggi e di trovate geniali : il crocefisso sovrapposto al simbolo del dollaro warholiano ne è una prova.
Anche le tematiche della politica e del pacifismo sono trattate con ironia ma senza banalizzazioni: lo scontro è tra “Beatladen” (una versione Beatle di Bin Laden) e il George Bush di “Disney War” travestito da Mickey Mouse; oltre a questo sono interessanti anche i messaggi espliciti di denuncia contro il subdolo controllo delle televisioni e dell’informazione pubblica .

La tematica centrale di questo libro è l’attenzione alla politica che le condizioni sociali hanno prodotto in Argentina e che ha permesso allo stencil “locale” di svilupparsi “a modo suo” non solo come ricerca estetica e tecnica, ma anche, e soprattutto, come via di comunicazione estremamente diretta con chiunque abbia voglia di soffermarsi a riflettere.
Una specie di “ritorno alle origini”, visto che nei primi decenni del 1900 lo stencil si sviluppò in Europa con scopi fortemente legati alla propaganda politica.
Questa caratteristica resta comunque un aspetto molto importante di questo poetic sabotage, spesso unico modo per comunicare concetti altrimenti repressi.
Richiamare l’attenzione del pubblico attraverso immediatezza visiva e forme semplici; comunicazione è questo, in Argentina così come nel resto del mondo, trovare il modo per raggiungere lo sguardo e l’attenzione del pubblico, per trasmettere riflessioni sulla vita quotidiana o sulla politica di un paese.

“ The aim of this book, dear reader, is for your eye to begin seeing the stencils waiting patiently for you out there.
You’ll see what I mean!”

1 Luglio 2007
Hasta la Victoria, Stencil!
A cura di GUIDO INDIJ
La Marca  Editora (Buenos Aires), 2004
Colecciòn Registro Grafico

www.lamarcaeditora.com
www.asuntoimpreso.com

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