Halo Reach

by • 19/09/2010 • ArticoliComments (0)443

Il primo Halo ha fatto certamente la storia del mondo videoludico. Halo 2 e il successivo terzo capitolo migliorarono l’intuizione originale, continuando a far crescere la serie che, dopo l’uscita del capitolo finale della trilogia ha saputo diversificarsi, prima con Halo Wars e l’anno scorso con Halo 3: ODST, primo  capitolo della saga in cui non interpretiamo un potentissimo e quasi invincibile Spartan. Questa la trama per sommi capi. Siamo nell’anno 2552: l’umanità sta affrontando la più grave minaccia della sua storia. L’Alleanza Covenant, ha cominciato ad attaccare gli insediamenti extrasolari dell’UNSC e, in pochissimi mesi, li hanno sottomessi quasi tutti. Solo Reach, un pianeta simile alla Terra che, fra le altre cose resiste ancora come ultimo bastione prima della sconfitta definitiva. Viene così creata una nuova stirpe di super soldati, gli Spartan appunto: sei eroici guerrieri capaci, da soli, di ribaltare l’esito di una battaglia. Ogni singolo membro del team possiede inoltre della capacità del tutto particolari che, se combinate con quelle dei suoi commilitoni, sono in grado di dar vita al battaglione definitivo. La vicenda di Reach include dieci missioni. Ci sono due approcci al gioco molto ben distinti: l’inizio è il classico Halo con grandi battaglie in campo aperto alternate. La parte centrale invece cambia completamente tono, diventando molto più drammatica e proponendo tipologie di gameplay paragonabile allo stile dei primi Call of Duty. Per quanto riguarda la longevità ci attestiamo intorno alle 7/8 ore, mentre ad Eroico sir sale leggermente, attestandosi intorno alle 10 ore. Ma naturalmente con il multiplayer, soprattutto quello divertentissimo a 4, ci potremo divertiore per parecchie ore. Per Halo Reach Bungie ha proceduto alla riscrittura completa dell’engine grafico, rivisto dalle fondamenta. Tutto è stato migliorato, dai dettagli dei volti alle animazioni generali. Il sistema di illuminazione da il meglio di se nelle scene notturne, dove ogni granata al plasma è una fonte di luce in movimento, dove l'atmosfera cupa e rarefatta viene spezzata dall'incredibile quantità di effetti particellari, raggi laser ed esplosioni. Il multiplayer è caratterizzato da 9 mappe di base e ben 12 modalità di gioco, ognuna con almeno un paio di varianti. Oltre alle ormai classiche modalità Juggernaut, CTF e Deathmatch, con Reach arrivano delle inedite corse con i Moongoose o con altri veicoli e la divertentissima opzione Zombie, in cui i giocatori armati solo di fucile a pompa devono uccidere uno di loro armato invece con la Spada degli Elite capace di trasformare tutti gli altri in Zombie. In Teschio, invece, dovremo raccogliere alcuni crani fiammeggianti lasciati a terra dai nemici morti e portarli in alcune zone sicure, che, naturalmente, cambiano in continuazione, rendendo le partite frenetiche e divertenti. Quello che eleva Reach sopra la media delle produzione FPS moderne, oltre ad un comparto artistico praticamente perfetto ed una qualità tecnica sopra la media, è la quantità e la qualità di contenuti che rendono il gioco praticamente infinito.

GRAFICA: 9
SONORO: 9
GIOCABILITA’: 9,5
LONGEVITA’: 9,5
VOTO FINALE: 9,5

HOT SPOTS:
–    È Halo, più bello e massiccio che mai
COLD SPOTS:
–    Peccato non poter impersonare altrimenti elementi del team
Produttore: Microsoft
Sviluppatore: Bungie
Genere: Sparatutto in soggettiva

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