Gusto Dopa al Sole:l’intervista

by • 03/08/2010 • IntervisteComments (0)592

Abbiamo avuto modo di intervistare Mimmo Pizzutilo, uno dei soci di Bass Culture ossia una delle principali realtà che stanno dietro al Gusto Dopa al Sole. Il Gusto Dopa è uno dei principali festival a livello nazionale e europeo di Black e Urban Music arrivato alla sua undicesima edizione e che si tiene ogni anno nella splendida cornice naturale del Salento. Mimmo, all’interno dell’organizzazione si occupa di comunicazione, grafica e anche alcuni elementi della direzione artistica. Vediamo cosa ha raccontato ai nostri microfoni.

Haile Anbessa: Mimmo raccontaci un po’ la storia del Gusto Dopa…
Mimmo Pizzutilo: la storia de festival si può dividere in due periodi storici differenti, attraversati da un momento di stacco o di pausa che dir si voglia. Tutto va fatto risalire all’inizio degli anni Novanta, il mitico periodo delle posse, in cui la Black e la Urban Music erano un patrimonio comune a molti. Si cantava sia in italiano che in dialetto, grande riscoperta di quell’epoca. Il Salento è stato uno dei massimi epicentri di questo movimento e i Sud Sound System erano gli alfieri del cantato nel proprio dialetto di origine. Proprio in questo periodo fa la sua comparsa il Gusto Dopa, grazie al contributo di varie persone provenienti un po’ da tutta Italia. In quel periodo quasi tutti gli artisti di Black music si ritrovano d’estate in Salento per dancehall pirata o altre iniziative artistiche di questo genere. Il Gusto Dopa ha raccolto tutte queste energie e le ha convogliate in una forma più organizzata e istituzionale. Un grande contributo è stato fornito anche da Sandro P. E dalla sua Radio Power di Monteroni, vera anima organizzatrice del festival. Dagli inizi del 2000 abbiamo fatto il salto di qualità e ci siamo organizzati in maniera più professionale. Dal 2006 quindi, dopo un periodo di pausa, il Gusto Dopa al Sole è tornato nella forma che oggi tutti conoscete.

H.A.: questo festival è famoso per unire assieme sonorità reggae a quelle più rap. Quale è il motivo della scelta di amalgamare i due generi?
M.P. : anche questo elemento è riconducibile alla scena delle posse dove il reggae e l’hip hop erano fortemente intrecciati, soprattutto negli ambienti dei centri sociali. Questi infatti erano due generi funzionali all’esprimere al meglio e in maniera semplice e immediata i propri sentimenti, i propri disagi e le proprie frustrazioni, un po’ come fece il Punk negli anni Settanta. A noi piace spaziare nella cultura del Basso e quindi ci interessiamo anche di Elettronica come di Musica Popolare. L’importante è che sia buona musica perchè essa è per sua natura fluida e perciò non sopporta i confini, le barriere o le etichette.

H.A.: come mai questo nome per il festival?
M.P.: il nome è da ricercarsi anch’esso nelle origine del festival, quando lo slang o il dialetto venivano molto utilizzati. Nel caso specifico non ricordo bene se fu Neffa o Gruff a coniarlo ma di sicuro stava a indicare il senso di positività che si respira in questo festival.

H.A.: hai appena citato due nomi di assoluto spessore all’interno della scena italiana. Collaborano ancora in qualche modo con il Gusto Dopa?
M.P.: Gruff è sempre stato coinvolto nella direzione artistica del festival anche se nell’ultima edizione ha deciso in maniera inspiegabile che non parteciperà. Neffa ha preso altre direzioni e quindi tentiamo ogni anno di coinvolgerlo ma senza successo. Dj War collabora ancora con noi ma in maniera saltuaria.

H.A.: quale è il programma di questa undicesima edizione?
M.P.: iniziamo l’11 di agosto con l’hip hop dei M.O.P, poi il progetto Videomind, il new roots del tedesco Gentleman, il reggae R’N’B di Alaine e la dancehall dei Voicemail. Il 12 agosto avremo l’onore di ospitare per la sua unica data italiana il grande Sean Paul, poi avremo Mama Marjas in compagnia dei Michelangelo Buonarroti, gli Steela con Rais e infine Inoki e Maddopa. Il 13 ritmi più reggae con il reggae foundation degli Steel Pulse e di Barrington Levy, il nuovo progetto dei Sud Sound System Can’t Stop The Music e infine Skizo. Chiudiamo in bellezza il 14 agosto con Alborosie, Boo Boo Vibrations, Mr. Vegas e il rap di Marracash.

H.A.: quali realtà istituzionali sostengono il festival?
M.P.: premetto che non riceviamo alcun tipo di contributo finanziario da nessuno perchè il festival è sempre stato indipendente economicamente e quindi non graviamo sul bilancio di nessuno. Noi facciamo solo del bene al nostro territorio perciò siamo sostenuti dal comune di Vernole dove si trova l’aeroporto Lepore dove si terrò il festival, dalla Regione Puglia, e dal Comune e dalla provincia di Lecce. Queste realtà ci offrono un contributo esclusivamente in termini di servizi per il nostro pubblico.

H.A.: come si fa a raggiungervi?
M.P.: San Cataldo è molto vicino a Lecce c’è addirittura un bus urbano che ci arriva direttamente dal centro di Lecce. Altrimenti ci si arirva comodamente tramite tangenziale o con la provinciale che tutti conoscono come la Via del Mare. Stiamo approntando anche un servizio di bus-navetta.

H.A.: le prevendite come stanno andando?
M.P.: direi in maniera discreta anche se noi contiamo sempre sulla vendita dei biglietti all’ingresso perchè è sempre così che abbiamo registrato più entrate.

H.A.: il pubblico del Gusto Dopa è prevalentemente regionale o arriva anche da fuori?
M.P.: il Salento è un vero e proprio crocevia per gli amanti di questa musica e perciò il nostro pubblico è assolutamente eterogeneo e arriva quindi un po’ da tutta Italia e Europa. Il Gusto Dopa è sempre stato un grande richiamo per tutti gli amanti della buona musica in generale.

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