Grido: l’intervista (vinci i biglietti per il tour italiano!)

by • 11/10/2011 • IntervisteComments (0)516

Quello dei Gemelli DiVersi è sempre stato un tema spinoso all'interno della scena hip hop italiana. Eppure, indipendentemente dalle opinioni personali, tutti (o quasi) hanno sempre concordato su un punto: il talento di Grido è genuino, reale e oggettivo. Il suo album solista era atteso con curiosità e speranza, e quando qualche mese fa è uscito Io Grido il dibattito si è scatenato. Alla vigilia della partenza del suo primo tour da solo, abbiamo scambiato quattro chiacchiere al telefono con lui. E a proposito di tour, Hotmc.com e Live Nation vi danno la possibilità di vincere i biglietti per i suoi concerti: scoprite come leggendo fino in fondo l'intervista.

 

Blumi: La tua è una carriera ormai decennale: come mai hai scelto di pubblicare un album solista solo adesso?

Grido: È un desiderio che mi porto dietro da diversi anni, almeno una mezza dozzina. Ogni volta, però, mi dicevo che non era il momento giusto, che c'era ancora tanto lavoro da fare con i Gemelli DiVersi prima di potermi prendere questa soddisfazione. Nell'estate del 2010, però, è come se in me e THG fosse scattata una molla: abbiamo cominciato a produrre a fiume, ed è subito stato chiaro che quelle canzoni erano destinate a un disco solista. Si può dire che Io Grido sia un album venuto fuori di getto.

B: Il rapporto dei Gemelli DiVersi con la scena hip hop, soprattutto con quella più purista, è sempre stato un po' conflittuale. Ad oggi, ci sono state delle evoluzioni?

G: Io credo che l'hip hop sia soprattutto una lente che filtra i tuoi gusti, e non un movimento di militanza o un recinto in cui rinchiudersi. Per come la vivo io, ciascuno dovrebbe fare ciò che ha voglia e si sente di fare. La mano di un writer è giudata dal fatto che si sente un writer, o è guidata dalla consapevolezza che fa quello che gli piace? Lo stesso vale per noi. Fin da quando abbiamo avuto successo, noi Gemelli siamo stati considerati completamente fuori da un certo tipo di scena: una cosa che succede abbastanza spesso, quando un artista si affaccia al mainstream. Noi abbiamo sempre creduto che chi fa hip hop non dovrebbe farlo solo per chi già conosce e ama il genere o, ancora peggio, per rientrare in un gruppo ristretto di artisti che si fanno vicendevolmente i complimenti. Abbiamo sempre fatto quello che ci piaceva, quello in cui riconosciamo, e un numero sempre crescente di persone si è riconosciuto in noi e in quello che facciamo: è una questione di gusti, appunto. Il nostro pubblico è formato da alcuni b-boy, ma anche da persone che non avevano mai apprezzato il rap e che hanno imparato a conoscerlo con noi: non vedo che male ci sia in questo, onestamente.

B: Tanto per capire meglio il discorso: i GDV sono nati come un progetto volto a coinvolgere anche fasce di pubblico che non c'entravano nulla con il rap (ad esempio, un pubblico femminile molto giovane), o più semplicemente avete scoperto strada facendo che la vostra musica piaceva molto a questo tipo di audience?

G: Sinceramente, quando scriviamo le nostre canzoni noi non ci poniamo mai il problema del tipo di pubblico a cui dovremmo rivolgerci. Fare musica per noi è prima di tutto un'esigenza personale. E in ogni caso, da artista “popolare” non riesci mai a capire esattamente qual è il tuo target di riferimento, le persone che ti troverai sotto il palco ad un concerto di piazza. Spesso identificano il nostro pubblico con le ragazzine, ma non è proprio così: negli anni abbiamo avuto fan di tutti i tipi e le età, e di entrambi i sessi. Forse, crescendo, anche i nostri testi sono cambiati e attirano un pubblico più adulto. Senza contare che chi è “cresciuto” con noi all'inizio aveva magari 14 o 15 anni, adesso ne ha quasi 30…

B: Sei sempre stato considerato l'mc più talentuoso del gruppo, anche da coloro che non ascoltano abitualmente i Gemelli DiVersi. Nei confronti del tuo album solista c'era una certa aspettativa: tutti hanno sempre pensato che, al di fuori dal “vincolo” dei GDV, ti saresti espresso al meglio…

G: A dire il vero, tutta questa aspettativa non l'ho sentita molto! (ride) Lavorando a quest'album ho pensato soprattutto a esprimermi e sfogarmi. Spero di non aver deluso nessuno, certo, e spero di avere accontentato le persone che questo disco lo aspettavano, ma la cosa più importante per me è aver realizzato un progetto che soddisfi le mie, di aspettative, e che raggiunga i traguardi che mi ero posto. Anche se, chiaramente, questo non vuol dire che io pensi di aver realizzato un lavoro perfetto: come qualsiasi musicista, penso sempre che l'album successivo sarà senz'altro più bello del precedente. Comunque non so, né saprò mai, se le sensazioni che prova il resto del mondo quando ascolta Io Grido siano le stesse che provo io: la musica è un campo estremamente soggettivo, non è una casa di cui distingui a occhio nudo se i muri sono costruiti dritti o storti. Ad alcuni una canzone può piacere tantissimo e ad altri può fare cagare, è giusto e normale che sia così.

B: Restando sulle tue impressioni rispetto al disco: qual è il brano che ti rappresenta di più, quello di cui sei più soddisfatto?

G: Sono due in particolare. Il primo è la title track, Io Grido, che mi rispecchia molto sia nell'attitudine che nelle rime, mentre l'altro è Per l'ennesima volta, un brano in cui ogni verso potrebbe essere un manifesto del mio modo di essere. Per come la vedo io, però, 12 tracce sono davvero pochissime, passano in un soffio. Credo che vadano ascoltate tutte, per farsi davvero un'idea di come sono io, e forse non bastano neppure. Già durante una singola giornata attraverso molti stati d'animo diversi: io sono sia incazzato che spensierato, e quindi sia il pezzo incazzato che quello spensierato mi rappresentano. L'intero album mi rappresenta.

B: C'è, invece, qualche sfizio che non ti eri mai potuto togliere prima negli album con la band, ma che ti sei tolto ora?

G: Diciamo che si è trattato di un lavoro molto diverso da quello che faccio di solito con i Gemelli, anche solo per il fatto che quando sei parte di un gruppo ti occupi di realizzare un quarto di ogni canzone, mentre se sei da solo è tutto in mano tua. Non direi che mi sono tolto degli sfizi particolari, non in senso stretto: però, visto che ero da solo a decidere e non dovevo confrontarmi con gli altri, sicuramente sono riuscito a prendere delle direzioni che magari, in un lavoro collettivo, avrei dovuto discutere con gli altri o modificare.

B: Parlando degli altri Gemelli, tutti si aspettavano la presenza di Strano e Thema nel disco, così come quella di tuo fratello. Come hai selezionato i featuring di Io Grido?

G: Strano, Thema e Ax erano la presenza più scontata, un loro featuring sembrava fin troppo ovvio: proprio per questo, abbiamo voluto spiazzare chi già si era fatto delle aspettative. Nel caso di Ax, poi, è stata una scelta di comune accordo. Ci capita spesso di lavorare a dei brani insieme, senza neppure sapere su quale disco finiranno: ci siamo chiesti se fosse il caso di inserire uno di questi brani nel mio album, e alla f
ine abbiamo deciso che era meglio di no. Già mi danno del raccomandato di solito, meglio non dare alla gente un motivo in più per pensarlo! (ride) Comunque, lui è stato in qualche modo parte del progetto fin dai primi provini, anche perché la sua etichetta Willy L'Orbo ha acquisito le edizioni dell'album e le registrazioni sono state tutte effettuate tutte in Best Sound. Anche se non è segnalato nei crediti, quindi, è stato comunque un affare di famiglia.


B: Con che criterio hai scelto i beat?

G: Alcuni vanno in una direzione più dance, soprattutto nei brani più ignoranti. In ogni caso non si è trattato di una selezione ragionata, ma di una scelta dettata dal gusto oppure dalle sensazioni del momento. Mi piace rappare su tutti i ritmi e su tutti i suoni, e amo sperimentare, quindi ho cercato di variare il più possibile.


B: Una curiosità: qual è la musica che ascolti, ultimamente?

G: Da sempre io ascolto soprattutto rap. Mi piace molto informarmi sulle novità italiane, cosa che oggi è molto complicata, perché su YouTube spuntano una decina di gruppi nuovi al giorno… (ride) Non disdegno neanche la radio, e spesso mi innamoro di canzoni ascoltate per caso, di cui non conosco neppure l'autore. Ascolto la musica nello stesso modo in cui la faccio: in maniera molto libera, senza pormi limitazioni.

B: Se dovessi consigliare un disco ascoltato ultimamente?

G: Domanda da un milione di dollari! Nell'ultimo periodo mi piace molto Wiz Khalifa, ma per me è molto difficile dare consigli, perché c'è sempre qualcuno pronto a dirti che il tuo suggerimento non era abbastanza buono. Perciò do un consiglio di parte: ascoltate il mio, di disco! (ride)

B: A proposito di Wiz Khalifa, in America le commistioni tra pop e hip hop sono all'ordine del giorno e nessuno si scandalizza. Secondo te, in Italia si arriverà mai a una situazione simile?

G: Lo spero tanto, anche perché dal crossover – inteso come unire diverse attitudini – nascono le cose più interessanti. Soprattutto, e lo dico a maggior ragione avendolo vissuto sulla mia pelle con i Gemelli, non capisco perché scandalizzarsi di una tendenza del genere. In fondo si parla di musica, non di scelte etiche: se una canzone ti piace, la ascolti, se non ti piace sei liberissimo di ascoltare tutt'altro.


B: Cambiando argomento, hai dedicato un pezzo al Misscombino (locale molto noto a Milano, i cui giovani gestori sono molto vicini alla scena hip hop e i cui frequentatori sono rapper conosciuti o semplici appassionati, ndr) dal titolo Torniamo a casa lessi. Sai se gli affari sono incrementati, dopo l'uscita del brano?

G: (stavolta sghignazza proprio, ndr) Non ne ho idea! La canzone è nata come un gioco, perché passo spesso le mie serate lì e conosco bene i ragazzi che lo gestiscono. Mi piaceva l'idea di raccontare l'atmosfera che si respirava, ma anche di fare un pezzo più leggero e divertente. L'intenzione non era quella di fare pubblicità occulta, lo giuro!

B: Restando in tema di serate con gli amici, circolano numerose leggende metropolitane su quelle della Spaghetti Funk negli anni d'oro… Hai qualche ricordo in particolare da condividere con noi?

G: Difficile sceglierne uno solo: verso la fine degli anni '90 eravamo sempre parcheggiati in un locale vicino alla Best Sound, che ai tempi si chiamava Cafè de l'Ile, e ne succedeva una ogni sera, praticamente. Non mi viene in mente niente di veramente folle, ma il fatto che un gruppo di amici fosse arrivato insieme al successo e fosse sempre insieme, sia sul palco che nella vita, creava un'atmosfera fantastica in cui poteva succedere di tutto, senza bisogno di fare niente di particolare o di assurdo per divertirsi. Ci bastava davvero stare insieme.

B: Stai per partire in tour: qualche anticipazione?

G: Gli ospiti saranno a sorpresa, quindi non svelo nulla. Quello che dovete aspettarvi è tanta energia, tanta musica pompata a tutto volume e, soprattutto, tanta condivisione tra un lato del palco e l'altro: lo spettacolo cerchiamo sempre di farlo con le persone che sono lì con noi, e non soltanto per le persone che sono lì con noi.

 

PER VINCERE I BIGLIETTI DEL TOUR DI IO GRIDO:

In palio per ogni data, 4 coppie di biglietti (vai tu + un tuo amico). Segui queste istruzioni:

– Scegli il concerto a cui vuoi partecipare:
14 OTTOBRE ROMA @ JAILBREAK
21 OTTOBRE MILANO @ MAGAZZINI GENERALI
12 NOVEMBRE POGGIO RUSCO (MN) @ CLUB PRISCILLA
19 NOVEMBRE VICENZA @ LES POIS
7 DICEMBRE CESENATICO @ DISCOTECA NRG

– Se non lo sei già, iscriviti alla fan page di Hotmc.com su Facebook

– Almeno 48 ore prima del concerto che hai scelto, scrivi a mail(at)hotmc.com mettendo come oggetto del messaggio COMPETITION GRIDO e specificando nome, cognome, eventuale altro nome che usi su Facebook, età e concerto a cui vorresti partecipare. Tra tutte le mail pervenute dagli iscritti alla nostra fan page, estrarremo a sorte quattro vincitori che si aggiudicheranno due biglietti ciascuno.

– Segui le news su Hotmc: ogni settimana aggiorneremo il calendario delle date, ricordando quelle che sono più prossime alla scadenza. Questa settimana, hai tempo fino a giovedì 13 ottobre per partecipare alla data di Roma!

Related Posts

Powered by Calculate Your BMI