Greve & Croma: l’intervista

by • 21/01/2020 • Copertina, IntervisteCommenti disabilitati su Greve & Croma: l’intervista438

Nonostante un variegato percorso musicale con cui, da solisti, hanno trapassato da ascoltatori o da musicisti svariati generi musicali dal punk al metal, ciò che emerge subito ascoltandoli è invece l’amore comune per la cultura hip hop, che accompagna entrambi ormai da molti anni: da questo nasce ad esempio anche 4you, un ep realizzato con Esa due anni fa. Il duo Greve & Croma in questo senso costruisce attorno a sé uno status, un fine comune che oltre alle singole rime benedice il tutto. Cosa c’è quindi di amaro nella vita di entrambi lo scopriamo in questo loro ultimo disco che, in breve, sintetizza tutto il loro messaggio, la loro esperienza ed in primis le loro idee. Tutto attraverso una costante ricerca tecnica e lirica, per racchiudere istanti della loro vita amara in versi incisivi dentro i quali c’è la loro storia, ma c’è anche un po’ della storia di tanti di noi.

Luca Stardust: Come ogni coppia che si rispetti, la domanda iniziale sorge spontanea: scavando nel passato, come vi siete conosciuti e come mai avete puntato a questo progetto per rafforzare il vostro sodalizio?

Greve & Croma: Ci siamo conosciuti anni fa, dalle parti di Voghera. Greve aveva una fidanzata da quelle parti e Croma, che faceva parte già della DSCT Crew, bazzicava quelle zone con Sano, Mila e Double B, membri della nostra crew. A distanza di anni da Brutal Philosophy (progetto da cui è partito tutto e che è andato molto bene) avevamo bisogno di tornare a fare un disco insieme e dimostrare che assieme possiamo continuare a sfornare bombe come sempre.

L.C.: Il titolo Amaro rappresenta bene le tracce, con strofe di varia natura: biografiche, sociali, auto celebrative o altro. Il senso è quindi quello di voler lasciare l’amaro in bocca o è l’aggettivo che meglio si addice alle vostre rime?
G&C.: Il titolo è dovuto sicuramente alle nostre esperienze personali e a quello che ci portiamo dietro.
Il nostro bagaglio personale è AMARO e traspare dalle rime e dal disco.
L.C.: Ci sono importanti richiami musicali alla golden age e anche citazioni dirette ad esempio ai versi dei Sangue Misto. Quanto vi ha influenzato quel mondo lì?
G&C.: Le strumentali di Greve sono completamente fatte da sample, tranne qualche cosa suonata, ma per la maggior parte i sample dominano sul sound del disco. Arriviamo entrambi da quella cosa, ci ha segnati. Siamo riusciti a portarla a un livello più evoluto, più moderno diciamo. A gusti personali Greve è in fissa col sound della golden age, Croma apprezza di più la nuova wave e si fa trasportare anche da sonorità più nuove.
L.C.: Nonostante questa influenza, nel disco non vi perdete in qualcosa di già fatto: come siete riusciti quindi a non cadere nella tentazione di non rifugiarvi nel passato, con la voglia quindi di reinventarsi?
G&C.: Come dicevamo prima, siamo ben coscienti che rispetto a quello che esce in questi ultimi anni la nostra roba suona un filo più “old”; ci siamo cimentati in questo progetto con un tot di strumentali che sono caratterizzate dal sound sporco dei campioni ma che strizzano l’occhio alle uscite più moderne.
L.C.: Anche a livello musicale c’è comunque una certa appartenenza hip hop, ma che ha diversi momenti di freschezza, oltre che una visione globale della musica grazie anche ad esempio all’esperienza punk di Croma. Le basi nascono da esigenze liriche o è il sound quello che si adatta ai vari testi?
G&C.: Le basi erano già tutte edit, erano nel computer di Greve che giravano da un paio di anni.
Quando abbiamo deciso di fare il disco, abbiamo fatto una scelta molto selettiva e siamo arrivati a quei 7 beat, da li in poi è partito il processo di scrittura
L.C.: Concentrandosi sul lavoro musicale, importante è l’uso dei sample: ne troviamo diversi, ad esempio uno di Mina in Manicomio. Per Greve quindi, come li hai selezionati per rendere compatte le produzioni?
G&C.: Come dicevamo, erano beat già prodotti, e certamente avevano un sound più fresco rispetto all’ 80% del materiale che aveva Greve nei computer. Erano strumentali che mi erano uscite negli anni,sfogandomi creativamente e senza darmi dei limiti, né nel campionare, né nel suonare. Quello che potete sentire è il risultato.
La base di “Veleno“ è stata interamente creata da Greve e il piano aggiuntivo che entra nel bridge e nel ritornello lo abbiamo composto insieme a Diemme (membro della nostra crew DSCT da anni). Per quanto riguarda il campione vocale di Mina, è stato frutto di un esperimento insieme a Crom, andato perfettamente a buon fine.
L.C.: Infine, come vi state muovendo per quanto concerne i live? Avete già date pronte o state ancora valutando?

G&C.: Per quanto riguarda i live abbiamo fatto la prima data di presentazione di AMARO con ESA e DJ SKIZO a Torino. Ne abbiamo un altra insieme al COLLE DER FOMENTO sempre a Torino l’ 8 Febbraio , all’Askatasuna. Successivamente, ci sarà una serie di date in arrivo in tutta Italia.

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