GRATTATE LEGGENDARIE: Food & Liquor 5th Anniversary Edition

by • 03/10/2011 • ArticoliComments (0)425

I finanziamenti della CIA ai contras nicaraguensi passati sotto silenzio; l'accettazione acritica delle "prove" fornite dall'amministrazione Bush per giustificare l'invasione dell'Iraq di Saddam Hussein; la criminalizzazione dei movimenti di protesta dal '68 a oggi; l'avallo del teorema secondo il quale i mercati sarebbero capaci di autoregolarsi a beneficio di tutti. Questi sono solo alcuni esempi recenti di come i mass media manipolano quotidianamente la realtà a favore degli azionisti di riferimento e dei Poteri Forti transnazionali; di come la loro ignavia ha spesso condotto a vere e proprie campagne d'odio nei confronti di innocenti e, più in generale, di come l'attiva propinazione d'ignoranza sia riuscita a ostracizzare quegli elementi di cambiamento imprescindibili per il progresso della civiltà.

Ebbene, a questa breve ma significativa lista di crimini oggi si va ad aggiungere un altro, non meno ignominioso dei precedenti: l'aver nascosto alla popolazione mondiale la clamorosa notizia che Lupe Fiasco pubblicherà Food & Liquor: 5th Anniversary Edition. Sì, avete capito bene: l'edizione speciale di Food & Liquor stampata in occasione del QUINTO ANNIVERSARIO dell'uscita dell'originale.
Ora: potendo usufruire di uno strumento potente e "dal basso" come internet, non è più tempo di nascondersi dietro l'impotenza del singolo individuo. È ora di reagire, e io sono qui per questo.

Perciò, in attesa dell'occorrenza del mesiversario di Watch the Throne e della relativa deluxe edition in puro cioccolato belga con cristalli Swarovski, nonché dell'imprescindibile limited di Totally Krossed Out (64 copie numerate, ciascuna con uno dei dentini da latte di Mac Daddy e Daddy Mac), vediamo di eviscerare la genesi di un progetto così ardito e coraggioso. Le sue caratteristiche intrinseche sono innumerevoli, e per scovarle bisogna sondare gli abissi della psiche umana, in particolare l'Eros e il Thanatos di Lupe Fiasco, novello paladino della lotta contro i fake emcees e contro il senso del ridicolo in generale. Un'operazione, questa, senz'altro complessa, ma di fondamentale importanza.

Innanzitutto si deve essere dotati di un moderato talento, dove la parola chiave è "moderato". Insomma: essere sì capaci di mettere in rima più di quattro parole, ma senza esagerare, ché altrimenti si fa la fine di un Pharoahe Monch qualsiasi e della schiera di trentenni frustrati che ancora si prendono la briga di comprargli i dischi.
Analogamente, è buona cosa sapersi districare tra pezzi autocelebrativi e concept tracks: i primi però non dovranno ostentare troppo materialismo e anzi sarebbe meglio contenessero un po' di autocommiserazione (Eminem insegna: ha scritto tre interi album sui patemi d'animo legati al possedere un conto in banca superiore al PIL del Mozambico), mentre per quanto riguarda i secondi va bene "osare" un po' ma, anche qui, senza esagerare. Piuttosto che una "Stray Bullet", meglio optare per una spiritosa parabola in cui il pretesto del racconto della vita di uno skater cela la voglia di sfondare e la tenacia che ciò richiede. Come si suol dire: è chic e non impegna.


Lupe Fiasco – Kick, Push di Warner-Music

Il secondo prerequisito consiste nel disporre del carisma di un fermacarte. Siccome la musica prodotta dev'essere dimenticata nel minor tempo possibile, in modo da poter far uscire edizioni commemorative anche PRIMA dello scadere dei cinque anni, è importante incarnare l'equivalente musicale della Golf.
Come la Golf infatti è necessario risultare trasversali rispetto a qualsiasi strato sociale, mantenere un'aura di coolness del tutto ingiustificata, ed essere comunque capaci di non sfigurare in occasione di eventi mondani. In tal senso aiuta anche la scelta di beat "con potenziale": un tappeto musicale che si lasci ascoltare senza sforzi ̶ trattandosi sostanzialmente di un cacciucco composto dagli scarti dei grossi nomi degli anni '90  ̶  ma che comunque sappia spingersi oltre le scopiazzate seriali a Premier e Pete Rock fatte dal 90% dell'underground attuale.

Terzo: ottenere l'appoggio di Kanye West. Senza, ti ritroveresti a fare musica da sfigati ipso facto e la stampa mainstream non ti si filerebbe.

Quarta e ultima pietra angolare del fenomeno (?) Lupe Fiasco è la sua fetta di mercato, o per meglio dire la nicchia di riferimento che è riuscito a crearsi. Esclusi gli ascoltatori occasionali, lo zoccolo duro dei suoi fan è infatti costituito da ?uestlove  ̶  ossia l'Aldo Busi dell'hip hop, che qualsiasi puttanata spari "comunque fa pensare"  ̶  e dai blogger ventenni, puristi del nuovo millennio. Sono soprattutto questi ultimi a risultare essenziali, in quanto glorificano qualsiasi prodotto degli anni '90 (e intendo dire QUALSIASI, pure gli Ill Al Skratch), osannando allo stesso tempo qualsivoglia fetenzia contemporanea che vi s'ispiri e si sappia distanziare dal dirty south. L'immotivato e ingiustificabile successo dei Little Brother, per esempio, è dovuto in larga parte a questa categoria di individui.

Ma ancora più importante di questi quattro punti è la megalomania: è fondamentale essere dotati di un'autostima del tutto sproporzionata rispetto all'effettivo ruolo che si ricopre all'interno dell'hip hop. Bisogna ritenersi all'altezza lirica di un Nas o di un Kool G Rap e poi darsi un'importanza che trascenda la musica, illudendosi così che le proprie canzoni producano cambiamenti che si spingono oltre un "Play" premuto per quattro secondi sull'iPod.Bisogna farsi trip lisergici in cui milioni di persone attendono con ansia la ristampa di un discreto album uscito appena cinque anni fa e a tutt'oggi facilmente reperibile in tutto il mondo con tre-click-tre. Bisogna illudersi che la propria opera sia degna di essere riscoperta dalle nuove generazioni, cioè da quelle più giovani di sei mesi rispetto ai fan della prim'ora, quindi dotate di una memoria storica che risale al massimo alla settimana precedente. Bisogna altresì essere consapevoli di aver dato seguito a un discreto esordio con due dischi tra il mediocre e l'incircolabile. E siccome non si riuscirà a bissare i successi del debutto (intitolare la prossima opera Food & Liquor 2 è di per sé un pessimo presagio), allora vale la pena battere sempre sullo stesso chiodo e sfruttare quell'ultimo briciolo di hype rimasto in tasca dal 2006. Del resto, se Warren G avesse continuato a ristampare Regulate fino alla fine dei suoi giorni, forse oggi non si troverebbe a coprirsi di ridicolo in pubblicità per il [email protected].

Bisogna, insomma, essere Lupe Fiasco.

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