Grandmasters

by • 06/11/2005 • RecensioniComments (0)412

DJ Muggs e Gza. Il primo un produttore sottovalutato nonostante il gran successo ottenuto nei primi anni 90 con i Cypress Hill, il secondo un mc, anch'esso sottovalutato, che, insieme al Wu-Tang Clan, ha portato il rap ad un altro livello. Chiuso il capitolo presentazioni ovvie ma necessarie passiamo a parlare del disco. "Grandmasters" è stato concepito e realizzato in brevissimo tempo grazie anche all'esperienza in studio dei due. La struttura del disco è molto semplice, beats prodotti da Muggs e rime di Gza affiancato in diversi episodi da Rza, Raekwon, Masta Killa (Wu-Tang Clan) e Prodigal Sunn (Sunz Of Man). Le dodici tracce del disco scorrono via tranquillamente e in alcuni casi sorprendono.

Per l'occasione Muggs si è travestito da Rza abbandonando in parte i suoni cupi dei primi Cypress Hill in favore di suoni più grezzi con campioni ripetitivi e a volte addirittura fastidiosi che si insinuano nelle sinapsi e rimangono in testa. Gza invece appare un po' meno in forma nella delivery rispetto a "Legend Of The Liquid Swords" risultando, in alcuni pezzi, un po' "moscio" rispetto a quanto ci si aspetterebbe. Questi sono i difetti (minimi a mio avviso), i pregi sono molti di più e molto più importanti: innanzitutto Gza scrive ancora come pochi, uno dei vocabolari più ampi del rap e una delle menti più fantasiose in giro; il più vecchio del Wu-Tang in episodi come "Exploitation of Mistakes" riesce ancora a spaventare come ai tempi di "Liquid Swords" riuscendo anche ad emozionare in altri pezzi.

Muggs nel suo tentativo di assecondare i "bisogni" dell'mc di turno riesce comunque a rimanere originale e a creare tappeti sonori semplici ma d'effetto; un chiaro esempio è "Queen's Gambit" un beat dall'incedere lento che sovrasta un campione di pianoforte ripetitivo e suggestivo; poche e a tratti impecettibili, le linee di basso, ampio invece l'uso di suoni distorti come in "Those That's Bout It" (che ricorda parecchio pezzi come "Duel Of The Iron Mic") o "Illusory Protection" tipici del primo Rza.

Per quanto riguarda i pezzi nello specifico una buona metà sono gran pezzi che da soli valgono l'acquisto, tra questi senza dubbio le già citate "Exploitation Of Mistakes" e "Those That's Bout It", "Destruction Of A Guard", "Advance Pawns" (con Rza e Raekwon in gran forma), "Queen's Gambit" (in cui gza riprende per la quarta volta l'idea usata originalmente per "Labels" citando, in questa occasione, i nomi di tutte le squadre della NFL) e "Smoothered Mate". Gli altri pezzi non sono da meno, da segnalare sicuramente il secondo singolo "General Principles" (un inno all'hip hop) e "Illusory protection" (che ricorda le atmosfere tipiche dei Cypress Hill) e "All In Together Now" (pezzo in memoria di Ol' Dirty Bastard).

Bene o male tutti i pezzi lasciano qualcosa all'ascoltatore dimostrando che i due "vecchietti" (entrambi vicini ai 40) sono ancora capaci di stupire e possono ancora dire la loro. Per Gza è il quinto disco azzeccato su cinque (non me ne vogliano i detrattori) e per Muggs è un ulteriore conferma della sua versatilità e della sua abilità al campionatore. Un piccolo segnale di vita da parte del Wu-Tang e un'ottima idea messa in pratica egregiamente.

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