Got soul?- Issue 3

by • 21/10/2005 • ArticoliComments (0)388

Come sempre, eccoci di nuovo qui per l’inventario delle migliori uscite dell’ultimo periodo in materia soul music. Dopo una stagione estiva pressoché morta, l’inizio di quest’autunno è particolarmente denso di novità: senza perdere altro tempo, andiamo dunque ad analizzare quello che il mercato discografico ci propone.

Come da tradizione, cominciamo facendo il punto della situazione sui dispersi eccellenti, ovvero tutti quegli artisti che da tempo immemore dichiarano ai quattro venti di lavorare a un album che, per il sì o per il no, non esce mai. Una dei maggiori esponenti di questa corrente è Lauryn Hill, data per perduta tra crisi mistiche e crisi isteriche: per quanto riguarda il suo lavoro solista, nessuna novità all’orizzonte, ma il suo prossimo tour in compagnia di tutti i Fugees (no, non è una leggenda metropolitana: tutte le date sono già fissate, compresa quella italiana) fa ben sperare almeno per un nuovo album della crew del New Jersey. Una new entry nella categoria è invece Stevie Wonder: dopo la pubblicazione del singolo So what the fuss, brano non propriamente rivoluzionario ma comunque gradevole, il suo disco vero e proprio, già pronto da mesi, non è mai stato pubblicato, nonostante la sua uscita fosse prevista per luglio e nonostante si vociferi di una sua diffusione capillare a fine mese. In attesa di notizie su questi fronti, consoliamoci con Alicia Keys: le registrazioni del tanto chiacchierato unplugged per Mtv, previsto per gennaio, sono state anticipate al mese scorso e sia il disco che il dvd sono ormai acquistabili ovunque, anche dalle nostre parti. I potenziali acquirenti tengano presente che il dvd contiene numerosi extra, rispetto al semplice cd: entrambi vedono comunque la partecipazione di Adam Levine (Maroon 5), Common, Mos Def e Damian Marley.

Parlando invece di uscite reali e tangibili, tra le più datate in ordine cronologico, ci sono quelle di due vecchie conoscenze di questa rubrica: Lemar e Jaguar Wright. Il primo, dal titolo Time to grow, non è nulla di notevole, fatta eccezione per lo splendido timbro caldo del vocalist e per un molto ben riuscito primo singolo, If there was a justice. La seconda, invece, ci riserva qualche sorpresa in più: divorzia dalla sua etichetta in senso letterale, quella discografica, che le imponeva una politica un po’ troppo radio friendly, e divorzia anche dall’etichetta metaforica, quella di cantante nu-soul, che a suo dire le stava fin troppo stretta per sopportarla oltre. Il risultato è Divorcing from Neo 2 marry Soul, un’ottima seconda prova anticipata da un singolo superlativo, Free. Se un intero album non vi bastasse, inoltre, in rete è in circolazione un suo godibilissimo bootleg (o forse bisognerebbe definirlo una versione advanced?) dal titolo And your point is: si tratta di un album imbastito per la precedente label, mai pubblicato, e contiene vari brani poi inseriti in DFN2MS, una serie di inediti e alcuni featuring di personaggi del calibro di Musiq e Ginuwine. I fan della ex corista dei Roots apprezzeranno sicuramente.

Una menzione d’onore merita poi la scuderia Hidden Beach: resa nota soprattutto dal talento della sua punta di diamante, Jill Scott, in questo periodo si propone a noi con una serie di artisti dall’eccezionale caratura, tutti freschi di nuova uscita. I primi in ordine di gradimento (della sottoscritta, ovviamente), sono i Kindred the Family Soul: non molto noti in Italia, ma apprezzatissimi dalla critica statunitense, Aja e Fatin Dantzler sono legati da un matrimonio d’amore e artistico che dura già da diversi anni. È proprio il loro affiatamento il segreto dell’eccellente riuscita del loro terzo lavoro, In this life together, un piccolo gioiello per tutti gli amanti dell’extra-smooth senza tempo. Altra buona prova è quella di Lina, che il pubblico italiano ha conosciuto qualche anno fa in veste di supporter del Jazzmatazz tour di Guru: il suo nuovo album, The inner beauty movement, sarà apprezzato soprattutto dagli amanti del nu-soul più sussurrato e easy listening, ma non verrà disdegnato neanche dagli estimatori delle sonorità più urban. La terza e ultima proposta della label per quest’autunno, Mike Phillips, è invece un’autentica rivelazione della musica strumentale: combinando una tromba solista con delle ritmiche hip hop, una malinconia che ammicca al soul, alcuni campioni vocali di gusto vintage e una gamma armonica prettamente jazz, dà vita a una perfetta creazione da sedici tracce intitolata Uncommon denominator. Ma non è tutto: per non lasciare scontenti i seguaci della slam poetry, l’etichetta ha inoltre pubblicato a fine estate il primo libro in versi della sopra citata Jill Scott, The moments, the minutes, the hours. Ancora inedito dalle nostre parti, lo trovate in lingua originale in tutti i principali negozi online.

Visto che ci avviamo alla conclusione del nostro piccolo spazio, passiamo immediatamente a parlare dei must di questo numero; questo mese le uscite imprescindibili sono due, di carattere totalmente diverso. Il primo, doveroso omaggio a uno storico artista scomparso di recente, è l’album-tributo a Luther Vandross, So amazing, che vede i suoi maggiori successi reinterpretati da personaggi del calibro di Mary J. Blige, Aretha Franklin, Alicia Keys, Patti Labelle, John Legend, Babyface, Wyclef Jean e molti altri. Il secondo è la quasi-opera prima (quasi perché preceduta da un EP) di un eccezionale quasi-esordiente, Raul Midòn. Mezzo afroamericano e mezzo argentino, cieco dalla nascita, Raul dedica tutta la sua vita alla musica, in veste di compositore e performer: il risultato è lo splendido State of mind, un sapiente mix di soul, funk e melodie latine, accompagnato dal semplice arpeggio di una chitarra acustica e poco più. Come da migliore tradizione, in Italia il prodotto non è distribuito, ma è facilmente acquistabile via web (dove, oltretutto, troverete senza fatica tutti i preascolti del caso).

Ora che abbiamo consegnato anche il premio speciale della giuria di Hotmc, non resta molto altro da aggiungere. Prima di lasciarci e di darci appuntamento alla prossima puntata, però, qualche breve segnalazione. Gli Earth, Wind & Fire tornano tra noi con Illumination, un album dal sapore quantomeno bizzarro, che potrebbe lasciare i puristi con qualche perplessità (ospiti Big Boi, Kelly Rowland e Will.I.Am, tanto per intenderci); I think I love you, primo singolo estratto dal nuovo lavoro di Dwele, è finalmente ascoltabile in streaming sul suo sito ufficiale, in attesa che i distributori italiani escano dal letargo; esce dal letargo anche Syleena Johnson e dà alla luce il suo Chapter 3: The flesh, sfortunatamente molto al disotto delle aspettative; per i fan di Ricky Fanté, annunciamo che nell’unplugged di Giorgia per Mtv è presente un inedito duetto; Toni Braxton, Glenn Lewis, le Floetry, Keith Sweat e Donnel Jones sbarcheranno in tutti i negozi di dischi il mese prossimo. Inoltre, siamo lieti di annunciare due graditissime uscite italiane: Souldavid, il cui album Amorestereo arriva proprio in questi giorni nei circuiti hip hop di tutta la penisola, e una speciale compilation di Soulville, dal titolo provvisorio Soulvillians, che troverete sempre nei medesimi circuiti entro un mesetto e che conterrà brani inediti di tutti i componenti della formazione (e dunque, lo ricordiamo per i più distratti, anche di Al Castellana). E con questo è davvero tutto, buon ascolto e a presto con ulteriori aggiornamenti.

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