Gods Eater Burst

by • 26/03/2011 • ArticoliComments (0)471

Gods Eater Burst è la vesione migliorata di quel Gods Eater che Namco Bandai pubblicò l’anno scorso su PSP sulla scia del successo di Monster Hunter. Nel titolo si pone molta enfasi sul comparto narrativo e sulla campagna riservata agli avventurieri solitari. Questa la trama. Siamo nel 2071 e il mondo è piuttosto cambiato. Misteriosi organismi monocellulari, capaci di assimilare altre strutture organiche e di combinarsi in creature complesse, hanno “divorato” buona parte delle forme di vita terrestri. Uomini e animali compresi, ovviamente. I pochi superstiti si sono asserragliati in enormi complessi urbani schermati chiamati Arcologie. A difenderli ci sono i Gods Eater, guerrieri capaci di usare fantascientifiche armi battezzate God Arc. Le God Arc sono armi che sfruttano le cellule oracolo di cui sono fatti mostri, dando così ai Gods Eater la possibilità di attaccarli. I mostri in questione, battezzati con il nome di Aragami, sono tanti, pericolosi e cattivi. Ci sono gli Ogretail, che sono molto comuni e che diventano veramente minacciosi solo quando si schierano in gruppo o quando sono accompagnati da creature più potenti. I Chi-You, invece, sono mostri alati: sfruttano il loro corpo esile e sottile per cariche improvvise seguite da rapide ritirate. I Vajra, ancora, sono gli Aragami simbolo dell’intero gioco: vantano fattezze leonine, una buona resistenza ai colpi e straordinarie capacità offensive. Il comparto grafico è ottimo così come quello sonoro con una colonna sonora firmata da Go Shiina, capace di mischiare atmosfere tradizionali giapponesi a momenti orchestrali con interventi nel j-pop o nella fusion. Gods Eater Burst non costringe il giocatore a scegliere fra la modalità single player e quella riservata al multiplayer. Al contrario, consente anche nello story mode di portarsi dietro fino a tre alleati, tutti gestiti da un’ntelligenza Artificiale piuttosto sopra la media. Gli alleati vengono scelti fra i vari Gods Eater che popolano la base: ognuno, ovviamente, è dotato di abilità e personalità proprie. Avremo la possibilità di soccorrere i compagni di squadra sconfitti in battaglia. il sistema di combattimento è rapido, frenetico e meno tecnico di quello di Monster Hunter. Gods Eater Burst è caratterizzato anche da una personalizzazione estrema che consente di modellare il proprio guerriero per assecondare uno stile di lotta piuttosto che l’altro. Tanto le spade quanto le armi da fuoco si dividono in tre categorie, a loro volta composte da un numero elevatissimo di armi diverse per estetica e tipo di danni inferti. Non solo: se le armi da fuoco hanno caratteristiche proprie, a influenzarle si aggiungono anche i proiettili, dotati di vari attributi legati al tipo di fuoco, alla cadenza, a al loro allineamento elementale. Dal terminale disponibile nella base Fenrir, Norn, è poi possibile personalizzare in modo totale l’equipaggiamento, creando o upgradando spade, fucili e scudi grazie agli oggetti estratti dagli Aragami sconfitti o ottenuti alla fine delle missioni. Il gioco risulta quindi ben progettato, ricco di spunti moderatamente originali e pure discretamente accessibile. Un buon gioco, quindi, consigliato soprattutto ai fan del genere del monster hunting. Il titolo è insomma impreziosito da una direzione artistica di alto livello  e costruito su un comparto single player ben architettato, è consigliato soprattutto ai fan del genere ma anche ai semplici curiosi.

GRAFICA: 8
SONORO: 8
GIOCABILITA’: 8
LONGEVITA’: 8
VOTO FINALE: 8

HOT SPOTS:
–    Ottime ambientazioni e scenari

COLD SPOTS:
– Nemici a volte parecchio ostici

Produttore: Namco Bandai
Sviluppatore: Namco Bandai
Genere: Strategico

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