God of War Collection volume 2

by • 15/09/2011 • Rubriche, The Game VaultComments (0)449

La coppia di capitoli PSP è stata un po’ un esperimento, quasi un azzardo, per Sony. Chain of Olympus e Ghost of Sparta, partoriti dalla mente dei talentuosi Ready at Dawn già famosi per Daxter, sono un sorprendente esempio di come un franchise del calibro di GoW possa ridimensionarsi senza troppi problemi. Il gameplay spettacolare ed intuitivo è rimasto invariato, così come la base generale che vede varie arene da liberare dai nemici e rompicapi ambientali anche se mai troppo complessi da risolvere. Non sono stati dimenticati neanche i Quick Time Events, spettacolari sequenze che tanto hanno contribuito alla cinematograficità della saga. Violenza, regia e senso di potenza, i tre baluardi che hanno consacrato le avventure di Kratos, riescono ad entrare nelle limitate capacità hardware della PSP senza perdere troppo smalto. I risultati hanno visto questi due spin-off tra i migliori action-game della piccolina di casa Sony, ora pronti ad essere emulati anche su PS3. Chains of Olympus si posiziona cronologicamente prima rispetto a tutti gli altri e vede Kratos, appena arruolato come servo di Ares, sbalzato nei più sperduti angoli della Grecia. La trama in sé non appassiona più di tanto, ma ha qualche interessante risvolto segreto sul protagonista, oltre che personaggi ed eventi che verranno poi ripresi nell’ultimo capitolo come la moglie di Ade, o il particolare rapporto che Kratos ha con Elio.
Ghost of Sparta, invece, è un bel salto in avanti rispetto al predecessore. Pur non raggiungendo le vette della trilogia casalinga, riesce a sotterrare Chains of Olympus sotto praticamente ogni aspetto, dalla spettacolarità alla durata, senza dimenticare quello che è – in verità – il suo elemento cardine: la trama. Forse pochi se lo aspettavano, ma Ghost of Sparta è forse uno dei capitoli più importanti dell’intera serie, sotto questo aspetto. Non solo è un grande excursus sull’oscura infanzia del protagonista, ma è anche l’unico capitolo a spiegare le vere intenzioni di Atena nei confronti di Kratos e degli Dei. L’apparizione di Deimos, fratello da tempo scomparso, aggiunge solo carne al fuoco, e si ricollega perfettamente anche con i piani di vendetta dei Titani nei confronti dell’Olimpo. La longevità si attesta attorno alle 8 ore e anche qui possiamo notare qualche novità, come l’attacco in carica e un miglioramento delle sezioni subacquee. La conversione HD è mondiale. Graficamente non siamo ai livelli del terzo episodio, ma dobbiamo pur tenere a mente che si tratta di titoli portatili, non solo sviluppati su un hardware molto meno prestante di PS3, ma anche pensati per essere goduti su uno schermo infinitamente più piccolo. La fluidità è da Oscar, così come è ben riuscita la smussatura dei bordi e l’upgrade delle texture. Il sonoro in Dolby 5.1 e il supporto ai Trofei completano il quadro di quella che sicuramente è una delle migliori conversioni esistenti sul mercato. Ancora una volta, Sony ci dimostra come nessuno meglio di lei sa ri-masterizzare un  titolo su PS3. Dopo la prima GoW Collection e quella di Sly, ancora una volta abbiamo la prova che – se fatti bene – i lifting di titoli presi da console minori possono riuscire eccome. Per quanto riguarda la qualità, sapevamo già a cosa andavamo incontro. Il prezzo budget, poi, è uno stimolo in più.

GRAFICA: 8
SONORO: 8
GIOCABILITA’: 8
LONGEVITA’: 8
VOTO FINALE: 8

HOT SPOTS:
–    Ottima conversione
COLD SPOTS:
–    Un po’ breve

Produttore: Sony
Sviluppatore: Ready at Dawn
Genere: Action

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