Gli occhi del 2007

by • 08/01/2008 • ArticoliComments (0)390

Il 2007 ha appena chiuso gli occhi, donando vita ad un neonatissimo 2008, anno carico di aspettative per molti versi. Hotmc.com vuole ripercorrere le immagini impresse sulla retina dell'anno appena trascorso, per cercare di comprendere lo stato di salute della musica hiphop in Italia.
A guardare le cose da lontano, verrebbe decisamente da sorridere: sembra che il Rap in Italia stia decisamente tornando di dominio pubblico. Numerosi e diversi tra loro sono i rappers finiti con una firma in calce ad un contratto con Major discografiche, ne citiamo alcuni: Amir, Club Dogo, Fabri Fibra, Turi, Inoki, Cor Veleno, MondoMarcio. Tutti usciti nel 2007 con un disco. Per alcuni era l'esordio in Major, altri cercavano la riconferma. Il mercato, salvo errori e omissioni, da ragione praticamente al solo Fibroga, che ha debuttato a fine novembre, direttamente al terzo posto delle classifiche di vendita. Ipotizziamo quello che potrebbe essere il progetto delle Major: attingere dal rap artisti in grado di garantire una certa vendibilità a medio-lungo termine. Dopo il tentativo di esplosione immediata provato con Marcio (tentativo a parere mio fallito) le Major hanno cambiato strategia, ecco forse perchè la scelta è ricaduta su artisti meno "giovani" ma decisamente esperti. Questo cambio ha partorito album probabilmente validi ma non memorabili : "Vile Denaro" (che non raggiunge Mi-Fist, a mio avviso), "Colpa delle donne", "Nuovo Nuovo", "Generazione X", "Bugiardo", "Nobiltà di strada", che non verranno ricordati come gli episodi migliori dei rispettivi artisti. A ricontarli pare impossibile. A pensare che siano così numerosi gli artisti hiphop che si affacciano nel mondo della discografia che conta, viene da sorridere. L'hiphop è nuovamente considerato un genere principale. Se ne organizzano eventi di grossa caratura, lo si riporta massicciamente sui palchi importanti e lo si tiene in considerazione durante i classici appuntamenti live (vedi MtvDay, e concerto del Primo Maggio). La voce del rap si fa di nuovo ascoltare in Italia, o almeno pare sia quella la strada che si sta percorrendo. Persino i Gemelli Diversi, che ne avevano decisamente abbandonato le sonorità, hanno dato alla luce nel 2007 un album impregnato di musicalità black, che segna una decisa inversione di tendenza: un dietro-front dettato palesemente dal ritorno in pompa magna dell'hiphop (e qui mi elevo a funzione di vituperatore).
Certo, gli stereotipi dell'immaginario collettivo forse non sono mutati, forse sono addirittura peggiorati, ma è evidente che è stata decisamente strappata via dagli occhi delle etichette quella benda di pregiudizi che ne impediva la diffusione di massa.
Le immagini che segneranno, a mio parere, questa "fascia Major" di musica hiphop sono legate tutte alla tv. Ricorderemo la maschera bianca dipinta sul volto di Fibra, la "fotta" di Primo sul palco dell'Mtv Day, la retina nera sulla testa di Marcio per l'intervista di turno, le tre teste del cane dei Dogo (che credo rivedremo molto spesso, a mio avviso sono loro che "torneranno da Re" commercialmente parlando)… Immagini diffuse, sino a uno, forse due, anni fa esclusivamente tra gli appassionati dell'underground, ma che ora si diffondono a macchia d'olio nel circuito mainstream.

Ma l'anno appena trascorso non ci ha lasciato solo esordi in TV.

Anche se passerà agli annali per essere stato con ogni probabilità l'anno più florido per il rap mainstream (almeno in relazione al numero degli artisti), per gli appassionati del genere, per le generazioni meno "nuove", per i b.boy (termine che sta perdendo di significato, o forse si sta semplicemente evolvendo) il 2007 sarà un anno memorabile anche per altri motivi. Un anno che ha visto il ritorno sulle scene di alcune delle maggiori realtà storiche della cultura hiphop. Non possono infatti passare inosservati gli album di artisti che hanno scelto di restare underground. Dopo anni di silenzio discografico, vedono la luce "Anima e Ghiaccio" e "Karma", rispettivamente di Colle der Fomento e Kaos-One. A mio parere, sicuramente questi due dischi si inseriscono a pieno titolo tra i migliori dieci dischi dell'anno appena trascorso. Danno e Kaos sono forse i migliori mc dello stivale, sicuramente tra i più longevi. Resterà a lungo nella memoria l'immagine della copertina di "Anima e Ghiaccio", ma ancor più a lungo la fantastica allegoria creata con il booklet di "Karma": innocente uccellino tranquillamente appollaiato su filo spinato lucido e minaccioso. Tra i "ritorni" discografici di artisti storici, ci sono indubbiamente da segnalare anche i lavori dei fratelli Cellamaro: "Alibi" e "Non mi spezzo" infatti sono le ultime creature di Tormento ed Esa, queste due uscite forse non hanno lasciato nessuna impronta indelebile, ma segnano comunque la longevità di questi due artisti (uniti nell'interessante progetto di "One Time TV"). Da ricordare anche Dj ENZO con "Vuoti a perdere", la sua ultima fatica recentemente uscita per First Class Music. Tra i "ritorni" discografici c'è da citare pure quello di Dj Shocca, forse il beatmaker più apprezzato d'Italia. In combutta con Frank Siciliano s'è inventato "Strugglemusic", un album in cui la parte del leone la fanno i beats, ma gli mc's al microfono sono di tutto rispetto, spesso alternati in connubi tutt'altro che scontati. Un lavoro che l'ha fatto notare anche dall'altra parte dell'oceano, in occasione dell'ultimo disco di Edo G "Stereotypez". E' stupefacente vedere come nella tracklist del disco, Shocca sia finito tra Pete Rock e Dj Premiere… mica roba di tutti i giorni!

E poi il 2007 ha sfoderato gradevoli sorprese.

C'è, a mio avviso, una corrente ideologica che sta venendo a galla, con i suoi tempi e le sue diversità, ma in maniera decisa e determinata. Mi riferisco alle recenti uscite di artisti come Franco Negrè, Ghemon Scienz, Giuann Shadai e, anche se più fondamentalista, Mirko Kiave. Anche se in realtà "Robots" è uscito nel 2006, lo si potrebbe annoverare, sempre ideologicamente parlando, al gruppo di artisti che sta dando una maggiore profondità anche "letteraria" all'hiphop made in Italy. Suoni e modi di scrivere e interpretare che forse sarebbero paragonabili, con le dovute proporzioni, ad un tipo di rap semi-impegnato che in America si è trovato quasi esclusivamente con Common e Slum Village. Un modo decisamente "soul" di intendere il rap. Ovviamente questa è un'opinione strettamente personale, condivisibile o meno, ma non credo di uscire troppo dal seminato asserendo che i sopra menzionati artisti facciano parte di una corrente hiphop "culturalmente più impegnata".
Tra le altre sorprese di quest'anno ci sono gli esordi di Lucariello e Fuossera, Vincenzo da Via Anfossi, Montenero, il nuovo video dei Co'Sang, il primo album solista di Svez, quello di Rayden, le uscite First Class Music e Blocco Rec, quelle di Soulville ed Alto Ent… sarebbero veramente troppe per poterle menzionare tutte.

Tirando le somme, ho l'impressione che quest'anno appena trascorso sia stato sicuramente molto intenso. Non so se il 2008 saprà fare altrettanto, ma credo sinceramente che sia difficile. Tra riconferme, lanci sul mercato, sorprese, ritorni e promesse, il 2007 italiano sia un esatto specchio, variegato di sfaccettature e stracolmo di immagini, della società che l'ha partorito.

Related Posts

Powered by Calculate Your BMI