Ghetto Youthology

by • 23/04/2009 • RecensioniComments (0)745

Sizzla ci ha sempre abituati a una caterva di album nel giro di pochissimi album. Alcuni sono autentici capolavori mentre altri, di scarsa qualità, sono solo il frutto della fretta e della smania di far uscire qualcosa a tutti i costi.

Con questo Ghetto Youthology, uscito per Greensleeves possiamo tranquillamente affermare che Sizzla ha svolto un lavoro eccellente. Un disco che torna alle origini del singjay, con un suono molto più roots rispetto ai precedenti. In ogni tune si percepisce quasi l’allegria del cantante nell’interpretare certi pezzi.

Kalonji è in questo caso egregiamente accompagnato dalla Firehouse Crew, terzetto di musicisti di assoluto rispetto nel panorama del reggae attuale.

L’album ricorda molto da vicino la qualità di Da Real Thing del 2002, con pezzi magistralmente scritti come Hey Youths o What I Am To Do Baby. La carrellata dei pezzi prosegue con la ficcante Stop It Right Now sul sistema iniquo di Babilonia, con Taxpapers Money sull’ingiustizia che molto spesso i governi del mondo commettono esigendo tasse non proporzionate e con il singolo Black Man in the White House, autentico inno di celebrazione per la vittoria di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti d’America.

La voce di Sizzla gode ancora di ottima salute come si può evincere dal falsetto iniziale su Jah Love.

Insomma il re è tornato alle origini del roots e del one drop style e a noi viene spontaneo urlare in coro: “Bentornato!”

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