Gemello – Indiana Ep: Recensione

by • 06/06/2017 • Copertina, RecensioniCommenti disabilitati su Gemello – Indiana Ep: Recensione129

A tre anni da Niagara Ep, Gemello torna con un nuovo progetto solista, dando continuità alla corrente stilistica abbracciata proprio con il precedente lavoro.
Indiana Ep è infatti il seguito perfetto di Niagara, un progetto che con naturalezza procede sul percorso precedentemente inaugurato, senza stravolgere nulla e senza ingegnarsi troppo, quanto piuttosto ampliando la narrazione intima e minimalista alla quale Gemello ci ha abituati.
Indiana è un disco emotivo, intimo, ma non nel senso strappalacrime o introspettivo del termine; Gemello racconta le piccolezze di una relazione, ne narra i tira e molla giornalieri, il continuo rincorrere e rincorrersi. Le atmosfere soffuse e crepuscolari donano un’aura particolare alle tracce, non tanto malinconica quanto incerta, combattuta, sempre in bilico sul filo della rottura.

La forte componente elettronica nelle produzioni intervalla attimi più densi a tempi molto più dilatati nelle tracce, rafforzando l’ambivalenza intrinseca dei testi, che danzano tra la dolcezza dei ricordi e l’ansia del futuro, accarezzando un presente incerto che però si anima solo al tramonto, quando le luci artificiali della cittá fanno da sfondo allo scorrere del tempo, che a tratti sembra non tangere i racconti di Gemello.
La frenesia ritmica di Sirena, ad esempio, è infatti bilanciata dal ritmo quasi da ballad di Nostalgia III, all’interno della quale si inserisce perfettamente la voce al ritornello di Victor Kwality. Gemello si è appropriato dell’arte di enfatizzare poeticamente istantanee e oggetti del quotidiano, incastrando più elementi in un quadro composto da singoli elementi all’apparenza estremamente semplici, ma che nel complesso del risultato finale colpiscono in maniera inaspettata – un po’ come l’artista stesso fa quando dipinge, campo nel quale ha sviluppato un’identitá unica che per certi versi ha riproposto in Indiana.
C’è una grossa fetta della narrazione che si sviluppa infatti tramite i colori, dando vita ad un binomio sensoriale vista-udito che immerge l’ascoltatore all’interno delle atmosfere evocate in maniera vivida, quasi fisica – una scelta che si rivela vincente e non disorientante anche grazie alla struttura del lavoro, composto da sole sei tracce.

Impossibile poi parlare di questo disco senza riservare lo spazio per una menzione d’onore a Sine, produttore di tutte le tracce e autore di un lavoro davvero encomiabile: l’ossatura elettronica che contraddistingue il progetto è infatti arricchita e integrata da una miriade di particolari musicali di natura eterogenea, eppure dal risultato finale incredibilmente “uniforme”. Basti pensare all’introduzione di Incognito, che scorre elegantemente sotto le prime rime di Gemello, in maniera a tratti quasi noir, oppure l’incalzante melodia del ritornello di Con In Testa Le Nuvole, o ancora l’apertura dalle tinte blues di Stanza 106 con Coez… Insomma, ogni traccia ha un’identitá sonora ben precisa, legata indissolubilmente alle liriche che ospita: Sine si dimostra ancora una volta uno dei produttori più versatili del panorama italiano.

Indiana Ep conferma il processo evolutivo e di maturazione di Gemello, che giá da Non Parlarmi D’Altro aveva iniziato a muovere passi in una precisa direzione. I nostalgici dei tempi di Delorean o Deadly Combination rimarranno delusi, ma l’impossibilitá oggettiva di accontentare tutti in questo caso è accompagnata dalla consapevolezza di aver dato vita ad un Ep fortemente caratterizzato, pregno degli elementi che contraddistinguono il rap di Gemello da anni a questa parte. Se il tutto è accompagnato poi da produzioni di questa caratura, le uniche obiezioni che rimangono possibili sono legate esclusivamente al gusto personale.

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