Gappy Ranks:l’intervista

by • 22/08/2010 • IntervisteComments (0)1054

Grazie alla disponibilità di Vp Records abbiamo avuto modo di intervistare l’astro nascente del reggae Gappy Ranks, alla vigilia dell’uscita del suo prossimo album. Vediamo cosa ci ha raccontato.

Haile  Anbessa: allora Gappy, prima di tutto come va? Come hai passato l’estate?
Gappy Ranks: beh è stata una estate particolare, molto impegnativa perchè passata a promuovere il mio disco di prossima uscita. Non vedo l’ora di raccogliere i frutti.

H.A.: come hai iniziato a cantare?
G.R.: ho la musica nel sangue. Sono nato e cresciuto a Londra ma i miei genitori sono giamaicani quindi sono stato esposto fino dalla più tenera età alla musica, in particolare quella reggae. Crescendo nel quartiere giamaicano di Londra canti e ascolti musica sempre e comunque. È così che ho iniziato ad appassionarmi a questo genere di musica.

H.A.: dato che sei inglese, come vedi la scena reggae in Europa rispetto a quella giamaicana?
G.R.: non bisogna mai scordarsi che questo genere di musica viene proprio dalla Giamaica. È sempre difficile fare un paragone. Posso dirti che se si tenta di conservare quello spirito originario e quello flavour il risultato è sempre ottimo. Inghilterra, Germania, Francia e Italia per esempio posso assolutamente dire la loro in questo campo e lo possono fare in maniera egregia.

H.A.: nella scena di oggi chi ti piace di più?
G.R.: apprezzo molto Million Stylez dalla Svezia per la sua ecletticità. Io ascolto ogni sfumatura del reggae anche se mi si confanno più i ritmi scatenati della dancehall.

H.A.: e per quanto riguarda il passato?
G.R.: come ti dicevo apprezzo molto la dancehall quindi i miei modelli su tutti sono stati Shabba Ranks prima, da cui mutuo il nome, e Bounty Killer poi. Mi piacciono molto anche per i loro differenti approcci Buju Banton e Beenie Man. Per quanto riguarda la foundation direi su tutti Bob Marley naturalmente e Sugar Minott. Questo è il bello del reggae, che in unico contenitore puoi trovare migliaia di sfaccettature diverse, tutte ricche di significato.

H.A.: da quello che si sente nelle tue tunes sei affascinato anche dal mondo hip-hop. La contaminazione tra reggae e rap la vedi come cosa positiva?
G.R.: certo che sì. Credo che la matrice di questi due generi sia la medesima e perciò una maggiore contaminazione non possa che portare un arricchimento reciproco.


H.A.: parlaci ora del tuo nuovo album Put the Stereo On che sta per uscire.

G.R.: che vuoi che ti dica è una bomba! (ride). Parlando seriamente è un album a cui tengo molto perchè il tema di fondo è: ricordati da dove vieni per migliorare ciò che sei. Tutti i ritmi sono molto ballabili e opera di grandi producer. Sono molto soddisfatto insomma. Mi piace anche il tocco di R’n’B che pervade tutto il disco. Sentire per credere.


H.A.: chi è stato coinvolto nella realizzazione dell’album?

G.R.: tutte le produzioni sono di assoluto livello come dicevo prima, mentre per quanto riguarda i featuring  posso citare su tutti Million Stylez e Beenie Man.

H.A.: stai preparando un tour promozionale ora?
G.R.: sì certo presenterò presto il mio lavoro in tutto il mondo in una serie serrata di concerti. Toccherò l’Europa ma anche posti come la California e l’Australia. Amo i festival e l’atmosfera che c’è in questi happening musicali.

H.A.: e l’Italia?
G.R.: ci verrò presto! Adoro l’Italia e il suo pubblico. Ho grandi ricordi della massive di Roma e del Salento! Anche se in pochi capiscono alla perfezione le liriche in Inglese, il calore l’amore si fa sempre sentire! Questa è la vera forza del reggae Ho collobarato anche con il grande producer Macro Marco per alcune tunes.

H.A.: grazie mille per tutto Gappy e in bocca al lupo per l’uscita dell’album!
G.R.: crepi e grazie a te.  

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