Frankie Hi-NRG MC: quattro chiacchiere su Sanremo e tutto il resto

by • 19/02/2014 • Copertina, IntervisteComments (0)930

Approfittando della nostra trasferta sanremese abbiamo scambiato due battute con Frankie Hi-NRG rispetto alla sua partecipazione al festival (è in gara con il brano Pedala, che anticipa l’album Esseri umani in uscita domani, 20 febbraio) e alle questioni emerse durante la diretta di ieri sera: in particolare le più calde e dibattute, ovvero la definizione data da Fazio di “padre dell’hip hop italiano” e il (probabile) campionamento di Tenor Saw. Ecco cosa ci ha risposto.

 
Blumi: Prima domanda d’obbligo: com’è andata ieri sera? È passata la canzone in cui speravi?

Frankie Hi-NRG: Quando si è trattato di proporre le mie canzoni alla commissione ho consegnato l’intero album, e hanno scelto loro. Fornendo la tracklist avevo messo un asterisco a fianco a Un uomo è vivo, a cui ero particolarmente affezionato e che in effetti hanno scelto, ma che non è stata premiata dal televoto: probabilmente l’esecuzione non è stata proprio al meglio delle mie possibilità, ieri sera. È un pezzo che deve essere ascoltato a lungo, oltretutto. Comunque, per quanto mi riguarda, l’importante è che sia passata una mia canzone.

B: si erano presentati diversi altri rapper alle selezioni di quest’anno, soprattutto nella categoria campioni, ma a parte te e Rocco Hunt sono stati scartati tutti. Chi ci avresti visto bene, su questo palco così complicato per chi fa hip hop?

F: Non saprei: non riesco a metterci delle persone, devo metterci delle canzoni. Qualunque bella canzone ci sta bene, per quanto mi riguarda.

B: Una domanda che è sorta spontanea tra gli ascoltatori di hip hop: ieri sera Fazio ti ha presentato come “Il padre dell’hip hop italiano”. Ti riconosci in questa definizione?

F: Assolutamente no. Non potrei mai rispecchiarmici, non sono neppure il pronipote dell’hip hop italiano! Il padre è qualcuno che sta all’origine, e senz’altro io non ero lì all’epoca. O meglio, c’ero, ma negli anni ’80 ero completamente solo, non conoscevo nessuno, vivevo l’hip hop nel mio isolamento a Caserta: solo verso la fine del decennio ho conosciuto altre persone che avevano la stessa passione, da cui ho imparato tanto. I padri dell’hip hop italiano sono gente del calibro di dj Gruff, Iceone, The Next One, Dee’mo… Io sono arrivato dopo, e loro mi hanno insegnato tante cose che spero di riuscire ad applicare e trasmettere a modo mio.

B: In sostanza tu ti senti ancora parte della scena hip hop italiana?

F: Non mi sento parte della scena, ma l’hip hop è senz’altro ancora un universo di riferimento per me, nel quale mi piace transitare con una certa frequenza. Se qualcuno pensa che io stia rubando il posto a qualcun altro, però, mi sposto, eh! Non c’è problema! (ride)

B: Un’altra domanda legata alla diretta di ieri sera: in molti hanno notato che Pedala contiene parti di un riddim di Tenor Saw…

F: E certo, c’è il campione di Golden hen di Tenor Saw! Mi sembrava una cosa talmente evidente che non mi sembrava ci fosse bisogno di spiegarla. Infatti mi sono molto stupito leggendo su Twitter e Facebook dei commenti che gridavano al plagio. Non mi sembra di essere il primo che campiona qualcosa…

B: Forse lo hanno considerato strano perché è probabilmente la prima volta di un sample a Sanremo, visto anche il regolamento molto severo sull’originalità delle canzoni…

F: Non mi sembra un grande scandalo che ci sia un campione! Anzi, possiamo dire che in una sola canzone ci sono due campioni: io e Tenor Saw! (si riferisce al fatto che la categoria un tempo conosciuta come Big quest’anno si chiama proprio Campioni, ndr)

B: Progetti futuri?

F: Continuerò la promozione di Esseri umani anche con una tournée, come prevede la tradizionale liturgia discografica. Sono particolarmente contento perché mi sto presentando da indipendente, arrivando con le mie gambe all’esperienza di Sanremo e assemblando una squadra che in oltre vent’anni di carriera ho conosciuto e arruolato progressivamente.

B: C’è qualcosa che non ti ho chiesto e che ci tenevi a dire?

F: Ci tengo a dire che in questo disco non ho messo canzoni brutte. È un breve LP che contiene il meglio di quello che siamo riusciti a fare in questo anno e mezzo di lavoro.

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