FloWeed: l’intervista

by • 17/05/2014 • IntervisteComments (0)597

floweed

Abbiamo intervistato il giovane artista reggae hip-hop della scena salentina Giuseppe Liaci in arte FloWeed. Il suo album Un altro livello è appena uscito e sta raccogliendo molti consensi.

Haile Anbessa: come è nata la tua passione per il reggae?
FloWeed: ho sempre avuto interesse per la musica, intorno ai sedici anni, ascoltando un cd di una storica formazione reggae del mio paese, S.Cesario, rimasi come “folgorato” da quel ritmo in levare e presto entrai a far parte della crew, incidendo canzoni, diffuse prevalentemente su web.

H.A.: quando hai iniziato a cantare?
F.: ho iniziato a comporre senza sosta, da quando ho iniziato a frequentare il piccolo studio di Filomuzik, una realtà con cui sono cresciuto, cimentandomi su ogni genere di riddim, poi , incontrato Treble Lu Professore, sotto suo suggerimento, ho provato a raffinare la tecnica vocale frequentando insegnanti di canto e piano piano a “sognare” un cd tutto mio.

H.A.: quali altri generi musicali ti appassionano maggiormente?
F.: come dicevo prima mi affascina proprio l’idea di non costruirmi barriere di generi o stile, anche perché voglio fare in modo che il mio stile sia riconoscibile a prescindere dalla base .E’ quello su cui stiamo puntando insieme a Filomuzik e Treble, i miei produttori.
Sicuramente tra gli stranieri mi ispira molto Tech9 , e tra i nostrani Caparezza.

H.A.: tu vieni dal Salento come molti altri esponenti importanti del reggae nostrano. Come è al momento la scena?
F.: vedo una scena che all’apparenza, almeno a giudicare da quello che succede su Facebbok( e non nella realtà) sembra attiva e fervida. Ma c’è molta lotta di sopravvivenza e spirito di sfida , poca ricerca musicale, mi sembra tutto appiattito sul TING del momento.

H.A.: quali sono i tuoi modelli di riferimento musicalmente parlando?
F.: sono in realtà attratto molto dal modo di tagliare le rime, come incalzare sul ritmo, cerco il Flow appunto sia nell’ascolto che nelle mie composizioni, ma sono ugualmente trasportato dagli arrangiamenti avvolgenti, davvero cerco di trovare questo in tutto quello che ascolto. Quindi questi sono i miei riferimenti, li posso trovare in ogni stile

H.A.: il tuo featuring dei sogni?
F.: non posso negarlo, anche perché risulta chiaro dalla citazione nel brano COMMEDIA , dove tra i personaggi c’è CAPAREZZA appunto, è lui .Mi appare in sogno quasi!

H.A.: parlami del tuo ultimo disco Un altro livello. Che ruolo ha avuto Treble nella tua formazione musicale? E in questo disco in particolare?
F.: Questo album ha una storia intensa, fatta di giorni e mesi dedicati da Treble , che devo dire mi ha davvero messo sotto, a migliorare le melodie, i testi, Tutti i brani sono nati sull’onda del mio entusiasmo e passione , ma sono stati chiusi dopo ascolti e ascolti, finchè il Professore non riteneva che il tutto avesse un suono omogeneo. Mi sento di essere cresciuto molto , ho fatto diversi live con Treble, mettendo in pratica le sue indicazioni datemi giornalmente. Treble non dà tregua , ti sta sopra finchè non ti sfianca, “lavorare duramente” è un concetto spiegatomi in mille modi e diventa confortante verificare che ora posso praticarlo senza stancarmi, riuscendo a mantenere originale lo stile, fresca la voce. Non posso che essere contento di aver incontrato due grandi produttori, che hanno permesso la realizzazione del mio album , Treble e Filograna . Perché l’album è stato costruito partendo da basi e strumentali di Filograna, riarrangiate, riviste e finalizzate da Treble Lu Professore.

H.A.: progetti futuri?
F.: il progettopiù imminente è quello di portare in giro il live del mio album, comincio a fare le prime prove e, grazie alle mazzate di Treble, sono già ben “oliato” e pronto per rappresentare l’album in dj set,ma verrà creato a breve il relativo progetto con band. Dal punto di vista discografico, faremo uscire un altro paio di singoli estratti dall’album e a breve il video clip ufficiale.

 

 

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