Febbre a 33 Giri

by • 21/06/2018 • Knowledge is Power, RubricheCommenti disabilitati su Febbre a 33 Giri170

Per sua stessa ammissione, la vita di Fabrizio “Mr. Roots and Culture” Laganà è come un vecchio disco in vinile; di quelli che si trovano dopo molto tempo un po’ piegati e che fanno saltare la puntina  spesso e volentieri se suonati.
Puoi provare a metterli sotto una pila di libri per raddrizzarlo, oppure una moneta sul giradischi per non creare dislivelli ma il disco rimane pur sempre così, diverso, speciale.

La vita di Fabrizio può avere fatto qualche salto ma è sempre rimasta la stessa, coerente con l’amore di tutta una vita. Quell’amore che per molti sembra quasi una mania, una malattia, come la descrive alla perfezione il leggendario Peter Tosh in Reggae Mylitis, che ti consuma e ti brucia nelle ossa.
La passione per il reggae di Fabrizio è nata verso la fine degli anni Settanta, in una giornata di settembre, quando in camera sua entrò il 33 giri di Exodus di Bob Marley.
Dal quel momento il resto sono quarant’anni di storia.

Febbre a 33 Giri racconta proprio questo percorso che da Vigna Clara ci porta per mano in un lunghissimo viaggio che tocca la Roma degli anni di piombo, la Londra della discriminazione razziale nei confronti delle etnie caraibiche ma anche dei mitici concerti di Dennis Brown e Yellowman, passando per Cuba, l’Etiopia, la Grecia della crisi ma anche l’Abruzzo delle trasferte per seguire la Lazio contro il Pescara.

Quasi un diario di bordo, un flusso di ricordi dai contorni documentaristici messi nero su bianco grazie al contributo fondamentale del salentino Luca Brindisino.
Impreziosiscono il racconto le note dell’esperto Mr. Roots and Culture riguardo alle top chunes degli artisti menzionati e i migliori album degli stessi.

In molti appassionati della musica in levare tra le pagine si rifletteranno nei sogni come quello di gestire la distribuzioni di vinili in esclusiva per una etichetta londinese, nelle passioni divenute realtà nell’incontrare i propri idoli nei backstage, nelle avventure pazzesche pur di presenziare a un festival ma anche nei fallimenti che capitano nella vita di tutti.

Un vero e proprio atto d’amore e di ringraziamento sincero nei confronti della musica da parte di uno dei pionieri del reggae in Italia.

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