Faster than you know

by • 07/02/2004 • RecensioniComments (0)747

Secondo album per i quattro di Philadelphia, entrati nell’olimpo delle chart europee tre anni fa grazie alla loro Things I’ve seen. Faster than you know vorrebbe presentarsi come la naturale prosecuzione del percorso intrapreso con SIOSOS vol 1: rap morbido e consapevole, condito da un’equa dose di soul e accompagnato da beat delicati e precisi. Anche se da una parte l’esperimento può risultare interessante a noi ascoltatori del terzo millennio, abituati a un rap mainstream arrogante, denso di ego trippin e punchlines, l’approccio degli Spooks non riesce a convincere del tutto. I beat rimangono poco incisivi, le rime (soprattutto nei pezzi d’amore, molto frequenti nella tracklist) sbiadite, le tematiche piuttosto inflazionate: il disco scorre via liscio, senza intoppi ma anche senza picchi eclatanti. L’unica performance che va oltre la sufficienza è decisamente quella di Ming-Xia, la vocalist del gruppo, che tuttavia fatica a ritagliarsi uno spazio degno di questo nome: ritornelli e bridge le vanno stretti, si spera che nel prossimo disco si decidano ad assegnarle perlomeno un’intera strofa. Faster than you know è il classico album da sottofondo: tutto sommato gradevole, si lascia ascoltare fino in fondo, ma difficilmente replicherà il successo di SIOSOS. Cose che capitano, quando i pezzi con la verve di Things I’ve seen scarseggiano.

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