Fabri Fibra: intervista a Mr. Simpatia

by • 18/12/2004 • IntervisteComments (0)5875

Questa intervista a Fabri nasce nel caos di una sera di fine estate. Quando ascolto il disco di mister simpatia non posso fare a meno di riascoltarlo più volte, i brani, i testi, hanno tutti un qualcosa che attira….le parole, le situazioni, apparentemente sono caotiche superficiali, a tratti triviali, ma per ogni frase c’è un fondo di verità che si fionde in situazioni assurde… turpiloquio, posizioni politiche, sociali, beef di quarta categoria. L’idea è che non si riesce a farsi un’idea. Il disco bistratta tutti, tutte le icone del rap, e non solo, sfilano nomi di personaggi noti, nessuno si salva dalle frustate di questo mister simpatia che attacca amici, nemici nel modo più diretto e assurdo. Non c’è spazio per il “politically correct”, non c’è spazio per la retorica, tutti sono vittime di questo demonio partorito dalla morte di quel Fibra profondo che eravamo soliti ascoltare. Tra tutti i bersagli però quello più colpito e bistrattato è proprio lui: Fabri Fibra. Si perché l’orecchio si sofferma di più sul beef più o meno nascosto rivolto all’esterno, ma di fatto il personaggio più attaccato è proprio Fabri Fibra, in uno sfogo bestiale che si contorna di espressioni volgari e becere al punto da saturare le orecchie, sino a raggiungere il livello di rumore verbale sul quale galleggiano le vere intenzioni del disco, le vere situazioni,. Una volta assuefatti al turpiloquio si capisce la vera essenza del disco e ci si rende conto come Fibra non sia affatto cambiato rispetto al passato, ma abbia semplicemente affinato una capacità di comunicazione già molto incisiva.

Di fronte a tutto questo l’unica soluzione per capirci qualcosa è andare direttamente alla fonte, parlare con Tarducci, vedere se è impazzito, se sta legato con la camicia di forza oppure se se ne sta in spiaggia, a bersi il suo cocktail contando i soldi dei dischi che vende…

Le domande che seguono, con le relative risposte, non hanno una trama definita, un percorso preciso, nascono tutte da una serata passata tra ristoranti , vino, puttane e un bel po’ di cannoni, di conseguenza appaiono slegate tra loro ed effettivamente è così, alcune sono fatte prima altre dopo certe situazioni, altre si ripetono, ma hanno tutte lo stesso obbiettivo: capire Mr. Simpatia con le parole esatte, precise, pronunciate da Mr. Simpatia in persona.
Tante polemiche sono nate attorno a questo disco, a causa dei dissin’ di Fabri contro tutto e tutti…ma la persona che esce più bistrattata, insultata, vilipesa da questo disco è proprio lui: Mr. Simpatia, alias Fabri Fibra alias Fabrizio Tarducci.

A che scopo ? Che significa tutto questo? Ve lo spiego in dettaglio, con le parole dello stesso Fabri, in un’intervista nata in una serata col rap nelle vene.

M.F.: Allora Fibra, senti di aver fatto qualcosa di nuovo?

Io non ho fatto nulla di nuovo, ho preso un nick name e ho detto quello ciò pensavo, fregandomene, proprio come nelle boards, però qui c’è la mia faccia, la faccia di Mr. Simpatia.
Mr. simpatia non ha la verità ma sembra che tutti l’aspettino per poi saltarti al collo se non gli è piaciuta. I ragazzi hanno tutti bisogno di mille altri pareri per sapere se stanno sbagliando, se stanno seguendo l’artista più figo o la moda più figa, io sono il risultato di questa confusione.
Io non ho più vent’anni, e ci sono cose che oggi mi danno molto più fastidio e non so neanche cosa sta succedendo all’hiphop in Italia, ma so che qui da noi bisogna affrontarlo in maniera più coraggiosa, osando e non riciclando vecchie formule e vecchie icone.
Oggi la musica italiana è in crisi e io piuttosto che portare un contributo, preferisco essere un danno, non mi sento una persona che si è integrata nel sistema, io mi sento un disadattato, a volte vorrei trasferirmi ma ovunque vada finisco per tornare nel mio piccolo posto in cui sono cresciuto dove siamo tutti dei coglioni qualunque…

Matro Filinus: Parli dell’Italia del rap, ma come la vedi sostanzialmente quest’Italia?

Fabri Fibra: L’italia è un paese drogato dall’immagine, votiamo un criminale solo perché è di bell’aspetto, si vendono le immagini anziché i contenuti. Mr. simpatia rappresenta un malessere generazionale, io non dico a nessuno cosa fare o come comportarsi, non faccio il predicatore, e tanto meno do consigli, io do un mio quadro di quello che è e per me oggi è così, per tutto ci sta un motivo, ho voluto descrivere e rappresentare uno stato d’animo e sono servite immagini forti per rendere l’idea, se vuoi un film dell’orrore devi usare immagini dell’orrore, purtroppo la gente vuole sentirsi dire cose che fa comodo sentirsi dire, chiedetevi il perché, se sei un cane che continua a mordersi al coda Mr. simpatia non è per te, nel disco dico più e più volte di non prendere nulla sul serio, voglio che la gente cominci a mettere in dubbio qualunque cosa, non siamo tutti stupidi, c’è chi ha capito, è un po’ come quando arrivi a dire alla persona che ami “io ti odio” un po’ per scherzo un po’ per l’ira e la rabbia del momento, me tu la ami anche se poi avresti anche motivi per odiarla, dico cose che tutti pensano, ma poi dico che scherzo, allora a cosa sto pensando veramente? I ragazzi vogliono che io sia qualcuno per forza quando in realtà non sono veramente un cazzo di nessuno, Mr. Simpatia invece è qualcosa di nuovo, il disco parla di cose crude e violente, ma per quanta violenza ci sia dentro la realtà di fuori è tragicamente più brutale, sembra la fine del mondo, siamo tutti nella stessa situazione, io non sono in guerra con nessuno, sono gli altri che pensano di fare la cosa giusta mettendosi in guerra contro me, io ho le mie battaglie quotidiane e comunque mister simpatia è soltanto un disco e non mi cambia la vita.

M.F.: Ma com’è che la diffusione dei testi, attraverso internet, è iniziata ben prima dell’uscita del disco stesso?

F.F.: La diffusone dei testi su internet è una cosa che è sfuggita un po’ di mano, perché pensavo che la distribuzione fosse già avviata i testi sono stati distribuiti su internet, la gente è impazzita e pensava che io fossi impazzito a mia volte, nel disco io dico più e più volte di non prendermi sul serio di non prendere sul serio tutto questo, perché comunque sia portare la gente a mettere tutto in dubbio qualunque cosa in dubbio è il modo, secondo me più efficace per far crescere in senso critico la scena, in realtà bisognerebbe riuscire a far diventare l’hiphop in Italia un qualcosa di importante e per riuscirci la gente dovrebbe veramente osare di più senza scadere in stereotipi standard.

F.F.: Bisogna innanzi tutto vedere cosa le persone pensano in prima persona e poi vedere se quello che pensa si riscontra in quello che c’è dentro Mr. Simpatia, la cosa importante è distinguere Fabri Fibra da Mr. Simpatia e da Fabrizio Tarducci, Fabrizio Tarducci è una persona che ha la vita di tutti quanti gli altri, mentre Mr. Simpatia è comunque la voce che prende tutto questo malessere generale che c’è, non saprei descriverlo in maniera diversa…

M.F.: Sostanzialmente cerchi di fare una specie di “al lupo al lupo” , ovvero dici tante volte una parola sgradita sino al punto che ti anestetizzi e la vedi per quello che è senza l’emozione dell’impatto iniziale…

F.F.: Esatto, tutto è vero come è vero tutto il contrario, nel senso l’ira e la rabbia del momento sono sempre in contrasto con la razionalità della persona, quando poi le due cose si fondono allora abbiamo il nostro vero punto di vista, a volte ti trovi a dire cose che dopo mezz’ora già ti penti di aver detto, quando poi in realtà nel momento in cui le hai dette eri al cento per cento delle tue facoltà delle tue facoltà mentali e sapevi che quello che stavi dicendo rappresentava in pieno la tua rabbia e qui voglio soffermarmi, è il punto su cui insisto: uno sfogo è uno sfogo bisogna soltanto chiedersi perché questo sfogo ha inizio, una persona non tira fuori il suo disagio nel momento in cui non c’è bisogno. Posso soltanto dire che la gente che ha ascoltato questo disco ha trovato nelle parole di Mr. Simpatia il vero Fabrizio Tarducci cioé la vera persona disadattata che è Fabrizio Tarducci la si ritrova nella tristezza di Mr. Simpatia che tuttavia porta tutto ad un eccesso per far rendere l’idea delle cose

M.F.: Quindi Mr. Simpatia altro non è che una caricatura di te stesso, o meglio di un lato di te.

F.F.: E’ la caricatura della reazione di tutti noi ad una serie di fenomeni in un determinato arco temporale, il prossimo album non sarà sicuramente un altro Mr. Simpatia a meno che non mi succedano eventi sgradevoli come quelli che mi sono successi prima che facessi questo disco…ho avuto un periodo veramente negativo che mi ha portato a non nascondere la parte peggiore di me che era comunque quella che mi stava tenendo in vita, ho preferito portare avanti questo discorso piuttosto che nascondermi davanti a finti ottimismi o preconcetti di perbenismi completamente fasulli.

M.F.: Tornando al disco… a conti fatti si tratta di una farsa in cui tu prendi tutti per il culo…

F.F.: Non sto prendendo per il culo tutti, perché penso che chi è veramente intelligente ha capito il senso di Mr. Simpatia, l’essere umano ha un sacco di contraddizioni in se a volte la parte razionale prende il sopravvento, a volte è la parte irrazionale ci fa reagire come mai avremmo pensato di reagire, io ho cercato di essere più onesto possibile con chi mi segue cercando di esternare la mia situazione.

M.F.: Come già facesti in turbe giovanili…

F.F.: Turbe giovanili era un altro periodo ero un altro ragazzo in un altro momento, ero più speranzoso, comunque sia ripeto non ho più vent’anni, ho ventott’anni e mi ritrovo a dover affrontare delle situazioni in cui non mi va più di essere falso con me stesso. La mia soddisfazione mi viene da quando riascolto i pezzi e capisco che quanto sto facendo è qualitativamente superiore a quello che ho fatto in precedenza.

M.F.: Ma a trent’anni uno che fa il rap a fare? Non è roba per quindicenni brufolosi?

F.F.: Io sono convinto che la mia attitudine è quella di esternare le mie sensazioni, ho avuto un infanzia in cui trovare degli amici nella città in cui sono non è mai sempre così semplice, quando ne trovavi uno sembrava che avessi veramente tra le mani la gallina dalle uova d’oro, quindi l’hiphop è stata per me la possibilità per conoscere altra gente di vedere se un ragazzo di provincia come me potesse a vere qualcosa da spartire con qualcuno nato in grandi città a centinaia di km di distanza.

M.F.: Quindi l’hip hop per te è stato come internet oggi per tanta gente, non tanto un ghetto ma un modo per rapportarti con persone che la pensano come te che però magari stanno molto distanti per cui hanno bisogno di un sistema di comunicazione più ampio del semplice “ci vediamo in piazza”…

F.F.: Io non dico nulla contro le persone che usano internet anche magari in maniera estrema, nel senso che se magari una volta avevo bisogno di prendere il treno da Senigallia a Pesaro per vedere se c’era qualcuno che dipingeva magari oggi ci si collega ad internet per vedere se nella propria città c’è qualcosa o qualcuno che la pensa allo stesso modo. Ciò che dico che magari molte volte si possono sfruttare delle situazioni stuprandole, rendendosi protagonisti di cose che magari possono causare dei danni agli altri senza dargli il giusto peso, quando in realtà è un artista conosciuto a fare questo per far capire che bisogna dare veramente del peso alle parole,la situazione cambia porto tutti quanti ad una riflessione su questo tema, le parole pesano quindi bisogna vede sino a che punto prenderle sul serio ciò che veramente bisogna prendere sul serio è la situazione attuale della scena.

M.F.: A te non frega veramente un cazzo di diventare famoso?

F.F.: Quando dico che non aspetto un treno che passò anni fa è perché la mia creatività è un qualcosa completamente indipendente dalla mia carriera artistica, anzi molte volte è inversamente proporzionale, più sento che sono incastrato più la mia creatività si fa sentire non sono più un sognatore, sono molto più realista, quando ho scritto la sindrome di fine millennio avevo 21 anni oggi ne ho 28 non ti dico che sono un guru, assolutamente, però esternare i propri pensieri senza alcuna falsità penso sia il primo passo per iniziare qualcosa di nuovo.

M.F.: Non fare la puttana…ne vogliamo parlare?

F.F.: Ne vogliamo parlare di sto pezzo?

M.F.: Direi che ne possiamo parlare…

F.F.: Allora, non fare la puttana nasce dal fatto che tutti mi stanno chiedendo perché teste mobili non è live, teste mobili è una realtà che nasce dal centro Italia, non siamo di Senigallia in provincia d’Ancona, tutto l’hiphop si concentra al nord e noi per farci una serata dobbiamo farci più di 400 km in macchina la maggior parte delle volte guido io e non sono della lucidità tale da poter assicurare che arriviamo sani e salvi, vorremmo spostare un po’ la cosa nel centro Italia perché c’è tanta gente interessata a sta cosa anche al centro, decentrare la cosa rispetto al nord per vedere se sia fattibile. Teste mobili non è un progetto che trovate sui palchi di tutta Italia perché quando tocca spostarci non c’è una struttura adeguata per portarci in giro in maniera dignitosa.

M.F.: Quindi non è un testo contro una donna che rompe le palle…

F.F.: La gente pensa che non fare la puttana sia dedicata ad una ragazza; è invece la gente che dice a Fabri Fibra “non fare la puttana” vieni a cantare in giro…

M.F.: Quindi la puttana in questione è Fabri Fibra.

F.F.: Si la puttana in questione è Fabri Fibra che non riesce a portare lo show live in giro perché è decentrato rispetto al resto della scena italiana per cui : “Fabri Fibra non fare la puttana”. Però non è così semplice portare i live in giro, io ho il sogno di portare tutti quanti i miei testi live, non è così realizzabile perché in mezzo ci sono degli ostacoli non facili da superare…

M.F.: Si perché la scena maggiore sta al nord, Milano, Verona, Torino, vero, c’è anche Roma Napoli ma sono comunque più distanti.

E’ tutta al nord ma preferisco non crederci perché comunque so che comunque c’è talmente tanta gente nel centro Italia o comunque sia gente nei paesini che si aspetta di far parte di qualcosa io sono convinto che la gente che segue l’hiphop in Italia non chiede nient’altro che sentirsi parte di qualcosa, quello che inizialmente è stato anche per me, sentirsi parte di un movimento,. Questo movimento arriverà stiamo solo cercando di organizzarlo bene, però se vedete che Fabri Fibra non è nei live è perché NON sta facendo la puttana, solo non ha mezzi per arrivare dappertutto.

M.F.: Passiamo a “Faccio sul serio”…perché ti dovrebbero venire a prendere a casa? Che senso ha scrivere un testo per poi negarlo con la vocina a inizio canzone?

F.F.: Perché le ire del momento sono cose che ti mandano il sangue al cervello e con la stessa velocità tutto si sgonfia, c’è però un momento in cui l’ira è al massimo in cui tu pensi le cose più spregevoli, da non prendere sul serio perché la razionalità comunque sia equilibra tutti in seguito, però all’arte non ci devono essere dei limiti, soprattutto all’espressione dell’artista stesso, se ti ritrovi in una situazione in cui certe cose ti viene da dirle ma ti rendi conto che per il perbenismo nazionale sarebbe meglio auto-censurarsi non ci sarebbe motivo per fare questa musica, il rap è una musica basata sulla realtà sputata in versi, sulla quotidianità che per la maggior parte della volte può essere meschina sia con te che con se stessa quindi ti ritrovi a dover fare della scelte, o auto-censurarti e comunque sia reprimere la tua creatività, oppure esternare la tua situazione per poi magari sentire che qualcosa potrebbe partire da li in poi…osare comunque sia, se con questo pezzo dico che mi verranno a prendere a casa è perché so che molta gente vorrà spiegazioni, ma tutte le spiegazione che servono sono nel cd, è solamente un disco e deve essere preso per quello che è… E’ comunque un punto di rottura, da una situazione critica che degenera magari può nascere qualcosa di positivo, al momento, secondo me, la situazione italiana è in fase di stallo , quindi qualunque cosa potrebbe smuoverla o sbloccarla, per far nascere qualcosa e per far morire un qualcosa che comunque sia è giusto lasciarsi alle spalle.

M.F.: In pratica è una trama che tu intessi per poi veder i vari personaggi che iniziano a muoversi.

F.F.: Si, io cerco di trasferire lo shock che è successo a me mentalmente, cerco di trasferirlo nella mia musica spiccando tutto quello che mi è intorno, ripeto da uno shock iniziale può nascere qualcosa di positivo in seguito, serve un qualcosa di drastico per far si che la gente si renda conto che è successo qualcosa, nel momento in cui succede qualcosa ci sono delle conseguenze, speriamo siano produttive per tutti.

M.F.: Arriviamo quindi a “Palle Piene”…quindi? Sei sul serio sfigato come dici? Un rifiuto un rottame…che cerca di emergere oppure…?

F.F.: Nel libretto del CD mi ritrovo con le corna della sfiga alzate in alto, come a dire…se è la sfiga quella che ci perseguita che sfiga sia, la chiamo per primo, perché se è la sfiga quella che accompagna l’artista italiano che non riesce emergere cerchiamo di cavalcarla insieme per vedere dove ci porta, in realtà chi ha ascoltato Mr. Simpatia ha ritrovato il mio stato d’animo cattivo, la persona insoddisfatta, nella quale si identifica, io sono dell’opinione che quando i ragazzi stanno insieme e parlano del più e del meno si ritrovano a parlare delle stesse cose che si sentono in mr simpatia, non di certo a fare discorsi politici o comunque chissà quanto più profondi, quando stai con gli amici cerchi di svagarti, io ho soltanto riportato su un album i discorsi che si fanno tra amici, mr simpatia non ci senti solo la mia voce, ci senti la voce di mille persone che stanno in una stanza fumando e dicendo cazzate su quello che accade

M.F.: In soldoni il racconto riguarda te e nel contempo si porta su un piano generale, si allarga, al punto che certe frecciate che sembrano sciocche stupidate dal contenuto indirizzate a determinate persone sono in realtà contenuti più ampi interpretabili su più piani…

F.F.: Si è una guerra a determinate icone affinché tutti capiscano di che cosa si sta parlando, in realtà non c’è nulla di personale all’interno di tutto questo, è un modo diverso di comunicare uno stato d’animo, forse il più azzeccato, perché in questo momento della mia vita non avrei saputo trovare altro modo per esprimerlo.

M.F.: La tua quindi non è una guerra personale contro determinati individui, i nomi che tiri fuori sono semplicemente simboli di un qualcosa che rappresenta il rap italiano oggi…

F.F.: Si assolutamente così, è l’angolo in cui tutti ci siamo incastrati infilandoci con le nostre personalità, con in nostri intenti, se magari all’inizio pensavamo di distinguerci tutti quanti, ci siamo ritrovati tutti in uno stesso ambiente scontrandoci l’uno con l’altro, a volte confrontandoci, quando in realtà non c’era motivo, perché ognuno sta facendo qualcosa di diverso e ognuno crede in quello che sta facendo. Lo sfogo di mister simpatia è appunto l’impossibilità da parte di chiunque di venire fuori, perché è come se ci fosse una maledizione, su tutto questo ambiente hiphop italiano che ci porta a dire “forse è il caso di cambiare formula”…

M.F.: … se non addirittura per molti è anche il caso di dire “è il caso di cambiare mestiere”…perché tanti alla fine han fatto così, alcuni famosi ad un certo punto hanno cambiato mestiere perché probabilmente hanno visto che non c’era più uno sbocco da quella parte e bisognava cambiare.

F.F.: Con tutta la gente con cui ho avuto rapporti di lavoro nella musica mi sono ritrovato che alla fine del progetto hanno lasciato stare, o ero io che portavo sfiga e da qui è nata la bandiera, o in realtà la passione della gente è limitata ai risultati che il progetto poi porta, in realtà per me non è così perché il risultato del progetto non è poi così importante, l’importante per me è vedere se alla fine del progetto ci ritrovo quello che inizialmente ero quando mi ci sono messo, ovvero la voglia di comunicare le cose e voler far parte di un determinato suono.

M.F.: Comunque con i tuoi pezzi, le tue uscite al veleno hai sempre l’intenzione di smuovere le persone, di convincere a qualcosa…oppure a conti fatti non te ne frega un cazzo?

F.F.: No io sono una persona cui piace veramente provocare, chi mi conosce sta cosa la sa, sono uno che provoca dall’inizio alla fine per vedere la reazione della gente, se la reazione è quella che mi aspettavo allora c’è spazio per lavorare, se non è come mi aspettavo allora ho semplicemente sbagliato indirizzo in quel momento, sono una persona che vuole veder le reazioni dell agente, per vedere se dove il mio cervello va è la stessa direzione in cui vano quelli degli altri, molte volte si è rivelato così molte volte no, però è soltanto curiosità alla fin fine, è provocazione…fossi veramente disperato a sto punto non sarei nemmeno entrato in studio di registrazione.

M.F.: Qundi mr simpatia è solo una specie di alter ego, in realtà tu sei in perfetta forma e molto coi piedi per terra.

F.F.: Purtroppo si, Mr. Simpatia è la voce che si fa carico di tutto questo malessere generazionale, è la voce che si prende la responsabilità di dire cose che normalmente uno non avrebbe le palle di affrontare…questo è quello che molti hanno fatto vanto, poi bisogna vedere cosa succede di qui in poi, comunque sia qualcosa succederà e sta già succedendo…

M.F.: Effettivamente c’è tutta un grosso polverone nella scena attorno a questo mister simpatia, ma poi le foto all’interno del cd sono una distorsione di Farbrizio Tarducci, della sua faccia della sua immagine reale…

F.F.: Il fatto che le uniche foto che ci sono mi vedono a bocca aperta, col sangue in faccia, è per far capire che non me ne frega assolutamente un cazzo dell’immagine…

M.F.: Quindi l’immagine è zero punti soprattutto sul contenuto…

F.F.: Si, punto sul contenuto… non hai ascoltato il mio discorso iniziale ( ride)? Preferisco che la gente capisca che ho un mio disegno in testa, e preferisco rinunciare alla parte estetica della cosa e usare piuttosto un contenuto provocatorio, per far capire che arrivo anche senza un’immagine particolarmente funzionale…anche se oggi funziona più avere un immagine potente….poi, riguardo alla frase “io faccio il rap solo per dare via un po’ più d’uccello” è perché comunque sia preferisco fare una cosa simile piuttosto che cercare disperatamente il singolo che qualche radio possa tenere in considerazione perché passabile…

M.F.: Quindi tu fai rap perché ti piace fare rap e basta…

F.F.: Si per comunicare i mie stati d’animo e in questo momento i mie stati d’animo sono molto negativi e portano, di conseguenza, negatività nei testi …anche in considerazione della situazione attuale che mi circonda, che è totalmente negativa, cioé, non c’è più un cazzo per cui fare figli…

M.F.: Fabri e la politica? Tutti ti accusano di fare testi senza contenuti ed effettivamente non sei un “Frankie” con testi politicizzati…

F.F.: Politicamente sono completamente azzerato, anche se penso di trattare più problemi sociali io in questo disco che Frankie da “Fight da Faida” in poi….più di tanto non approfondisco sinceramente sono convinto che alla gente non interessa sapere per chi voto io, o io che cosa penso di questo determinato personaggio politico, anche perché in realtà non lo so bene nemmeno io…so solo che è una situazione di disagio totale, e comunque stai a guardare la situazione attuale non è una cosa che ti rappresenta e che ti fa star bene perché non c’è una persona soddisfatta al momento…

M.F.: Tornando al disco…questo Mr. Simpatia è un esplosione delimitata di follia…uno sfogo momentaneo, che deve essere preso con gli avvisi che tu dai qui e la all’interno del disco…

F.F.: Quando una persona ascolta Mr. Simpatia deve tener conto che è solamente un giorno di ordinaria follia, come dice Nesli sulla strofa, il disco è sconsigliato ai maggiori di 18 anni, e qui sta proprio il controsenso iniziale, se la gente che ascolta questo CD si trova questa frase e già non riflette su questo allora c’è qualcosa che non va…se hai più diciott’anni e si presume tu sia in grado di intendere e volere sai che quello che sto dicendo è un qualcosa dettato dalla rabbia e dall’ira del momento…un minorenne che invece ancora non ha avuto la possibilità di confrontarsi col mondo la prende più istintivamente… è sconsigliato ai maggiori di diciott’anni perché questi la capiranno subito, io penso che dopo la decima, undicesima traccia, la gente capisca che è, tra virgolette, una specie di scherzo…dico “tra virgolette” perché comunque sia sotto ogni rima c’è qualcosa di vero…i maggiori di diciott’anni, cioé la gente adulta della mia generazione saranno in grado di capire ciò che sto cercando di fare….i minori, i ragazzi si troveranno traumatizzati perché non si aspetteranno nulla di questo e li ci sarà molto da lavorare per far capire cosa sto facendo.

M.F.: C’è un pezzo, “io non ti invidio”…da cosa nasce? Contro chi è? Qual è il soggetto di questo pezzo?

F.F.: Questa canzone è contro lo stereotipo del fenomeno, è come se quando fai qualcosa che è una forma di arte, per forza per la gente devi diventare famoso per testimoniare che questa cosa la stai facendo sul serio…io non ho bisogno di diventare famoso per farti capire che il rap lo sto facendo sul serio, perché la fama è dettata da un sistema…

M.F.: … da una mediocrità di fondo, perché in genere più sei popolare più sei mediocre…

F.F.: … esatto, nel senso se vuoi veramente diventare famoso e pagare milioni per diventare un divo e andare in video…io so che sbattimento c’è dietro, quindi non ti invidio, e non ti invidio neanche perché so in che stato mentale ti ritrovi quando fai un prodotto che fa successo e al prossimo la gente si aspetta un qualcosa da te e tu magari sei all’altezza di affrontarlo…se sei una persona che vorrebbe sempre essere al centro dell’attenzione e vorresti essere il divo del momento, io non ti invidio perché so che dietro c’è uno sbattimento che a me porterebbe allo sclero…

Sullo sfumare della notte e del Cd si chiude il dibattito tra me e fibra su ciò che è e non è il disco di Mr. Simpatia. Questo spaccato del pensiero di Fabri Fibra aiuta a comprendere un disco controverso, amato ed odiato, che ha generato un vespaio di polemiche e dibattiti, ma che, soprattutto, ha riempito locali di gente che salta al suono e alle rime di Mr. Simpatia come raramente era accaduto in precedenza con altri prodotti rap italici.

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