Estelle: l’intervista

by • 27/06/2017 • Copertina, IntervisteCommenti disabilitati su Estelle: l’intervista51

La versatilità di Estelle l’ha premiata fin dagli inizi della sua carriera: nata e cresciuta a West London in una famiglia molto religiosa (la è madre senegalese e il padre dei Caraibi), è la seconda di otto figli. Il suo precoce talento per la musica la porta da subito a esplorare territori come il rap, il soul e l’R&B, anche se a livello internazionale si affermerà soprattutto come cantante. A ulteriore dimostrazione del fatto che non ama porsi dei limiti, però, qualche settimana fa è uscita allo scoperto con un nuovo singolo con il featuring di Tarrus Riley, dal titolo Love like ours: un ottimo singolo reggae. Non è la prima volta che si cimenta con la musica in levare (lo aveva già fatto ai tempi dell’ottima Come Over, singolo con Sean Paul), ma la novità è che si tratta del primo estratto di un album interamente votato alle sonorità giamaicane, pubblicato nei prossimi mesi da VP Records. L’abbiamo raggiunta al telefono per parlarne.

Blumi: Sei stata spesso accostata a Lauryn Hill per la tua capacità di cantare e rappare ad alti livelli. Cosa ne pensi di questo paragone?

Estelle: Adoro il fatto che mi paragonino a lei, per me è un onore. Se fai il mio genere di musica e sei una ragazza, Lauryn Hill non può che essere un punto di riferimento per te. Quando ho iniziato istintivamente a rappare e cantare non ero sicura che nel mondo ci fosse un posto per quelle come me, ma quando ho scoperto che esisteva Lauryn ho capito che non ero sola. Ascoltare i suoi dischi mi ha dato fiducia in me stessa e il coraggio di andare avanti, quando ero una ragazzina. Sono molto felice che, anche se ha smesso di pubblicare album, continui a suonare e a salire sul palco.

B: Hai raccontato di essere cresciuta ascoltando musica gospel e roots reggae, perché sei cresciuta in una famiglia molto religiosa e a casa tua la musica profana non era permessa…

E: Sì, è vero. Mia madre era spesso molto severa su quello che potevamo o non potevamo fare, anche in termini di musica da ascoltare. Io e i miei fratelli provavamo a girare intorno alle regole, ascoltando hip hop e R&B di nascosto tramite i nostri cugini.

B: Perché proprio ora hai deciso di fare un album reggae?

E: L’idea mi è venuta poco prima di iniziare la mia carriera in America (Estelle era già molto famosa in Inghilterra prima di emigrare e lanciare la sua musica in tutto il mondo, ndr). Ai tempi non mi sentivo pronta a fare un intero disco, però mi sono detta “Il prossimo sarà un album reggae”. Appena ho trovato il tempo ci ho lavorato: per me è stato un processo molto creativo.

B: Ti sei ispirata a qualcosa in particolare? Quali sono i tuoi album preferiti, se si parla di musica giamaicana?

E: Non mi sentirei a mio agio a citare degli album preferiti, amo tutta la musica: più che altro mi piacciono le canzoni che rendono la gente felice, sono una fan di questo tipo di musica, che sia degli anni ’90, degli anni ’00 o di oggi. Ed è quello che voglio fare anche io con quest’album: far felice gli altri.

B: In qualche modo potrebbe essere considerato un concept album, giusto?

E: Il disco è un tributo alla storia d’amore dei miei genitori: si sono lasciati quando ero molto piccola, ma poi con gli anni si sono ritrovati e si sono rimessi insieme, e ora sono una coppia da tempo ormai. La loro vicenda insegna che tutto può succedere e che nulla è come ce lo aspettiamo. Il loro percorso non è stato a tappe regolari: non c’è stata una fase 1, una fase 2 e una fase 3, ma piuttosto una fase 1, una fase 2, una fase 5, una fase 11, una fase 3, una fase 7… E adesso hanno una bellissima relazione, molto solida.

B: Hanno ascoltato il disco, tra l’altro? Cosa ne pensano?

E: Lo adorano! Ovviamente ho dovuto chiedere il permesso ad entrambi prima di pubblicarlo, perché raccontare questioni così private in un disco non è così scontato, ma alla fine hanno apprezzato molto il risultato. Ascoltare la loro storia da una prospettiva diversa, la mia, è stato molto piacevole per loro. E sono davvero felice del loro riscontro, era davvero importante per me.

B: Il tuo primo album reggae verrà pubblicato dalla VP Records, un vero e proprio sigillo di garanzia per la musica giamaicana…

E: Io e il mio team ci siamo confrontati su chi fosse il migliore interlocutore per la musica reggae, e ovviamente è uscito fuori il nome della VP, che è una delle migliori etichette al mondo in questo senso. Li stimavo già molto per via del lavoro che hanno fatto con Sean Paul e tanti altri, e ovviamente sono cresciuta ascoltando le loro compilation annuali Reggae Gold. Per me è stato davvero un onore collaborare con loro.

B: Un paio di anni fa ti sei lanciata anche nella carriera di attrice, recitando in alcuni episodi della serie tv Empire. Lo farai di nuovo o è stata un’esperienza una tantum?

E: In generale mi piacerebbe continuare a diversificare il più possibile le mie attività: mi sto costruendo un portfolio in tanti ambiti diversi. Fare film, recitare, scrivere canzoni, produrre… Mi sto dando da fare come una pazza ultimamente!

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