Essential Underground Hip Hop Vol. 1

by • 24/09/2002 • RecensioniComments (0)525

Consapevole di aver scoperto l'acqua calda, devo dire che dischi come questo Essential Underground Hip Hop sono sempre una chicca quando esci di casa, fuori piove, le foglie marcie ti s'incollano alla punta delle shelltoes e l'ultima cosa che vuoi sentire sono le batterie plasticose da dirty south, che se già in estate risultano orribili, in inverno riescono ad essere ancora peggio.

Prosa da osteria a parte, deus vulet che proprio in un simile giorno mi sia trovato questo sampler tra le mani. Dico sampler perchè è una raccolta di pezzi di svariati artisti distribuiti dalla Landspeed usciti nell'arco dell'ultimo anno, quali gli Infamous Mobb, 7L & Esoteric, Cormega, Guru ed altri. Anticipo subito il principale difetto del disco: data la sua natura, è probabile che molti pezzi li si abbia già o comunque li si abbia già ascoltati, specie se alcuni erano i veri e propri cavalli di battaglia degli album sui quali apparivano. Questo è il caso di "We Gon Buck" (Lake w/ Capone 'N' Noreaga & Cormega, che fa pure rima), a mio modesto avviso uno dei 3-4 pezzi davvero belli di 41st Side. Prodotta da Alchemist, è una specie di toccasana per tutti i nostalgici dei CNN e che, oggi come oggi, non sanno sotto che gamba di tavolo mettere l'ultimo CD di Noreaga. Capone e Cormega come al solito capeggiano su Lake ed il costantemente what-whateggiante Noreaga, il quale però se non altro stavolta ha il buongusto di limitare i suoi urletti allo stretto indispensabile.

"Get Out Of My Way" di Cormega è stato uno dei pezzi di punta del suo primo album solista ufficiale, Tha Realness, e pur restando oggettivamente una bomba è sicuramente già strasentita. Volendo, gli stilatori della tracklist avrebbero potuto inserire qualche perla dall'LP di Reks, uno degli MC più sottovalutati di questo periodo. In ogni caso, il buon Mega ritorna più avanti sul CD con "Built For This", questa volta tratta dal suo secondo album (la scelta poteva essere più felice, una "A Thin Line" mi avrebbe fatto più felice, ma va bene lo stesso).

"Nickle Nine" di Royce Da 5'9'' è un pezzo superfluo per due motivi: 1) è già uscito sulla Eastern Conference All Stars II (peraltro come B-Side, se non sbaglio) ed inoltre 2) non è chissà che roba. Carino ma poi stop. Volendo, se proprio doveva essere Royce, allora tanto valeva pensare a My Friend, dato che fa ridere come concetto ed inoltre è prodotta da Premier. Ma pazienza, sopravviveremo.

Tanto Premier torna a comandare su altri due pezzi: "Rock Stars" dei Non-Phixion (beat più potente degli ultimi 4 mesi, d'accordo?) e "Any Type Of Way" di Big Daddy King Asiatic Nobody's Equal. Quest'ultimo merita una menzione a parte in quanto non facilissimo da reperire qui da noi: è sostanzialmente un "ghetto-tale" di vecchio stampo, solo che è scritta da Kane e prodotta da Premier. Questo significa che non siamo al livello di tamarrismo lirico degli Infamous Mobb, ma che ci si spinge un po' oltre da un punto di vista contenutistico, senza parlare dei massimi sistemi ma comunque lasciando qualche traccia di particolarità nella nostra mente ("When they say 'the drug game's dead' it's not a fable/ Hustlers is locked down or either got a label", oppure "In another minute there gon' be no middle class/ What you think, this shit'll last!?!"), grazie anche a Primo che -al solito- produce basi all'altezza degli artisti che gliele richiedono.

Parlando appunto di quei superzarri degli Infamous Mobb, questi appaiono due volte con i due pezzi più potenti del loro album, ovverosia "Mobb Niggaz" e "Big T.W.I.N.S.", ambedue prodotti dall'onnipresente Alchemist. Ora, fermo restando che liricalmente sono quel che sono (delle specie di Carlo Verdone un po' più thugged out), i due pezzi sono veramente delle bombe, i bassi picchiano come pochi, e gli scratch su "Big T.W.I.N.S." aggiungono un altro motivo per muovere la capa.

E, a proposito, di muovere la capa, apro una parentesi speciale per uno dei miei 5 gruppi preferiti degli ultimi 4 anni: 7L & Esoteric. Dopo aver fatto un casino d'inferno nell'underground bostoniano per 4 anni, appunto, stanno per far uscire il loro secondo LP dopo "The Soul Purpose": "Dangerous Connection". Sappiate che quest'album sarà LA Merda, per dirla alla Rido, ed un assaggio dell'album può essere "Word Association", una cosiddetta concept track dove Eso si lancia in libere associazioni e tira fuori perle come "Aguilera? Lame slut!", "Limp Bizkit?!? Don't ask!" (LOL!!!) o "Kangaroos? Velcros/ Fat Lace? Shelltoes!" che fanno sì che uno ascolti attentamente il pezzo per capire se c'è una punchline nascosta o se il nesso fa figo, è condiviso o meno, suona bene ecc. Poi, una volta finito di ascoltare il testo, resta sempre la base, a cura di 7L il quale, tra produttore e DJ, e qui non ci piove, ha una scrivania per sè ed una per i suoi coglioni. Definitivamente la gemma dell'intero disco, e peraltro tratta da un prodotto in uscita e quindi doppiamente interessante.

Altri pezzi validi sono "King Of New York" di O.C. ed il remix di "Swordplay" di Inspectah Deck (ambedue prodotti da J-Love, altro produttore da tenere sott'occhio, cfr. il mini-EP con Louis Logic). Il primo ci ricorda che, nonostante l'agghiacciante "Bon Appetit", O.C. è e resta uno degli MC più sottovalutati della Grande Mela, e che la sua unica sfiga è quella di non riuscire sempre a trovare delle basi che lo supportino adeguatamente. La seconda ci fa tornare indietro di qualche anno e dovrebbe servire come monito a RZA, più o meno così: "Smettila di spipparti a suonare melodie ex novo, torna a campionare e VELOCE. Fatto questo, magari non campionare due volte gli stessi pezzi, per giunta su album della tua stessa cumpa!".

"Don't Wanna Fuck Wit' RMX" di R.A: The Rugged Man col featuring di Havoc e Mr. Eon, prodotta da Ayatollah, è un bel passo avanti per uno dei rappusi dalla voce più profondamente irritante (ma sembra ritardato solo a me?) dopo quella di Magoo. No, scherzi a parte, il pezzo picchia, non lo metterei tra i migliori del sampler, ma certamente merita di essere ascoltato.

Il remix di "Conflict" di Guru e Masta Ace, courtesy of Paul Nice, è bellino anche se gli manca il tocco di Primo; senza infamia e senza lode anche "Back Up" (Phil Da Agony w/ King Tee) e "Hip Hop Worth Dying For" (Main Flow w/ Talib Kweli), quest'ultima comunque un gradino più sù dell'altra. Tra l'altro questo pezzo riserva una sorpresa da parte di Talib Kweli, un bel "shoutout" (heheh) al suo amico Mos Def: "Things like Mos Def live but what's up with his leather suits?/ I've seen him on stage singing or doin' rock covers/ [risata]… FUCKING COCKSUCKER". E questa fa brutto…

Purtroppo ci sono anche i pezzi brutti. Non particolari, brutti. Semplicemente.

Quello che mi salta in mente prima e sulle balle dopo è "Thirsty Man" di Thirstin' Howl III. TH III è uno degli MC più dannatamente sopravalutati di tutto il mondo, Timbuctù inclusa. Ma dico, avessi sentito un solo pezzo BELLO, uno, dico… poi, con questo, tocca veramente il fondo. Non pago di essere assolutamente insipido e mediocre al microfono, si cimenta pure nella produzione! ALÈ! MA CHE BELLO, PROPRIO NON VEDEVO L'ORA! Con delle batterie che zaffano di NY underground povero 1994, un riff di chitarra masturbato (probabilmente zappato in incognito ai Gazosa) ed il ritornello più drammaticamente scarso degli ultimi 20 000 secoli, la bestemmia in questione viene a fare una ben magra figura alla diciannovesima posizione, per giunta dopo "Word Association". Secondo me chi ha fatto la tracklist prima ha intascato una cifra faraonica e la madre di TH I
II, poi ha messo 'sta porcheria alla fine del disco (e gliene sono grato) e poi, con un certo sadismo, l'ha posizionato dopo una bomba. Un po' come a dire "Beh, qui sta la merda e la Nutella, fate un po' voi".

50 Cent torna a far ridere -ma non perchè lo voglia- con "U Not Like Me". È un peccato che il fantomatico Rush aka Spyda gli abbia dato una base così scarsa perchè, hook scarso a parte, le rime non sono nemmeno da buttare nel cesso. Chiaro, non è Chino XL, però con un Alchemist al punto giusto, andrebbe sicuramente a far parte di qualche bel mixtape. Così me lo vedo bene giusto al supermercato, ma vabbè.

E qui, anche se è un po' come sparare sulla croce rossa, perchè non parlare dei Group Home? Credo che siano gli unici ad avere tanta fortuna, ma così tanta, che a distanza di 8 anni, malgrado loro siano palesemente SCARSI, riescono a vivere di rendita grazie all'album "Livin' Proof" il quale, non per niente, era interamente prodotto da Premier. Beh, da lì in poi, tra alti e bassi, si sono affezionati ai bassi, e "Handle Your B.I." ne è la riprova. Peraltro, l'unico che riescano ancora a tirare in mezzo è Agallah e, difatti, questa combinazione non è casuale: questo, una volta conosciuto come 8-Off The Assassin, fece uscire un bel singolo tipo nel '96, e la gente cominciò a prestargli attenzione. Purtroppo la pacchia è durata poco, difatti gli EPMD l'hanno mandato a casa e lui, probabilmente indispettito, ha stampato una raccolta di singoli da querela. Una specie di vendetta trasversale ai danni del mondo, che taaaanto gli vuol male…

E, mannaggia, pure i Beatnuts con "Work That Pole" mica mi fanno impazzire… ma lì è probabilmente solo perchè ho nelle orecchie il loro ultimo singolo, Duck Seazon; certo è che il ritornello con le mignotte che canticchiano monate non entrerà negli annali dell'hip hop, mettiamola così…

Comunque sia, questo sampler resta un acquisto veramente valido. Buttandola sulla statistica, abbiamo 9 pezzi veramente BELLI, 3 davvero SCHIFOSI, 6 di qualità medio-alta ed uno sul quale non mi so decidere. Non so, quanti dischi così escono al mese? Chiaro, se avete già tutti i dischi ed i relativi pezzi che meritano, forse l'acquisto può non avere molto senso, ma se l'ho comprato io un senso ce l'ha. Sarà il prezzo giovane e vantaggioso (14€), ma sicuramente non me ne pento… e poi la comicità involontaria di Thirstin' Pippa III non ha prezzo…

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