Emis Killa è il giovane Supereroe di cui il rap italiano sentiva la mancanza

by • 15/10/2018 • Copertina, RecensioniCommenti disabilitati su Emis Killa è il giovane Supereroe di cui il rap italiano sentiva la mancanza291

Dopo un decennio trascorso ai vertici del gioco, contraddistinti da diverse pubblicazioni ascrivibili alla categoria di game changer, per un artista continuare a reinventarsi, a creare musica nuova senza scadere nello scontato o nel banale, non è affatto semplice. Lo sanno figure iconiche come Gue Pequeno o Fabri Fibra in Italia, lo sanno leggende come Eminem e Dj Premier negli Stati Uniti. Quando però il decennio trascorso ai massimi livelli nella scena culmina con il tuo ventottesimo compleanno, si crea una sorta di cortocircuito nel sistema appena descritto. Aver dominato per anni la scena da giovanissimo implica l’aver imposto una quantità piuttosto nutrita di trend, essendo stato di fatto l’autore dei cambiamenti stilistici, il vero innovatore. Nel momento in cui – com’è naturale che sia – giungono nuovi innovatori, più giovani, ti trovi in una posizione di vantaggio rispetto agli OG delle generazioni più vecchie: anagraficamente tu e le nuove leve non siete poi così distanti, i linguaggi parlati hanno punti in comune, le attitudini sono compatibili. Il feeling quindi esplode subito, sia con le nuove influenze sonore che con i nuovi nomi che iniziano a popolare la scena. Se non avete ancora capito di chi sto parlando, la risposta è Emis Killa: il nuovo album Supereroe è la riprova che il rapper milanese è al contempo un’istituzione per la scena e un fratello maggiore per i nuovi arrivati, una figura alla quale ispirarsi e con la quale confrontarsi senza eccessivo timore reverenziale, forti proprio di una vicinanza anagrafica evidente.

Dopo la tiepida accoglienza riservata a Terza Stagione – un album particolarmente apprezzato dalla critica ma non un successo assoluto di vendite -, il rapper del roster Carosello si è preso del tempo per cercare la formula migliore con la quale realizzare un nuovo disco. La natura fortemente introspettiva di Terza Stagione, a tratti più cupa di quanto molti si aspettassero, ha fatto sì che in tanti ne apprezzassero lo spessore lirico, la maturità delle riflessioni del rapper e la lucidità della narrazione – soprattutto nei due storytelling Jack e 3 messaggi in segreteria. Questo tipo di struttura ha però altresì reso il disco poco immediato per un pubblico più giovane, come quello che caratterizzava la scena rap italiana nel 2016, alla ricerca di progetti meno impegnativi, impedendo di fatto al disco di raggiungere i traguardi sperati. Una volta svuotatosi della negatività e dei fardelli personali che hanno contraddistinto le liriche di Terza Stagione, Emis Killa è potuto tornare in studio con più leggerezza, con un’ottica più costruttiva, piuttosto che da valvola di sfogo, con l’obiettivo di rimettersi in gioco e prendere di petto un mercato ulteriormente rinnovato, rispetto a due anni prima. Big Fish e Don Joe sono i produttori che lo hanno accompagnato in studio: due figure adulte, non solo anagraficamente ma anche dal punto di vista della permanenza della scena, che hanno accettato la sfida di confrontarsi con i nuovi trend sonori per cucirli su misura sullo stile aggressivo e iconico dell’autore di Keta Music.

Carosello sceglie di presentare il disco in anteprima alla stampa nella cornice de Il Cinemino di Milano, in viale Seneca, organizzando una vera e propria proiezione, piuttosto che un semplice listening party con annesso confronto con i giornalisti. Questo perché Supereroe è un progetto nato per “essere declinato su più media rispetto alla sola musica: volevamo aggiungere valore al progetto a 360 gradi, mi divertiva l’idea di cimentarmi nei panni dell’attore e mi piaceva l’idea di essere il primo in Italia a realizzare un fumetto in questo contesto” – Emis Killa introduce così la sua ultima fatica, mostrando una grande voglia di mettersi in gioco su più piani (anche se un fumetto con un disco lo avevamo già visto con Salmo, sebbene lo sviluppo dei due lavori differisca in maniera piuttosto evidente). Se il fumetto vede il rapper nel ruolo del supereroe protagonista – grazie ai disegni di Alessandro Vitti (illustratore Marvel) -, Emis Killa è anche la firma dietro a tutti i testi dell’opera, che si lega poi al cortometraggio di prossima uscita, con il rapper sempre protagonista di una storia a sfondo supereroistico insieme a Giacomo Ferrara, conosciuto al grande pubblico come Alberto “Spadino” Anacleti in Suburra. Tantissima carne al fuoco quindi, un progetto ambizioso che si lega alla musica ma in qualche modo non teme di osare e provare ad esplorare nuovi territori, anche in maniera piuttosto autonoma e concettualmente distaccata dal disco. Supereroe è infatti un album con diversi legami con il concept di partenza, ma per larghi tratti anche completamente distaccato dal concept stesso: “i supereroi a cui mi riferisco sono i vigili del fuoco che rischiano la loro vita, gli insegnanti che cercano di costruire un futuro migliore per gli studenti, le madri e i padri che fanno sacrifici per il bene dei figli” ma anche “al modo in cui crescendo vedevo i miei rapper preferiti e a come i miei fan spesso mi fanno sentire, chiedendomi consigli e confidandosi con me”. Sono temi che fanno capolino a più riprese durante l’ascolto, ma non in maniera pervasiva, prendendosi spesso anche lunghe pause in favore di momenti di puro intrattenimento, dissipando qualsiasi dubbio legato alla possibile natura da concept album di Supereroe.

I riferimenti piazzati da Emis Killa lungo le 13 tracce che compongono l’album sono molteplici, alcuni ad uso puramente metaforico – come la figura retorica che si riferisce al presidente americano in Donald Trump -, altri senza un riferimento effettivo ma con il potenziale di colpire e incuriosire – come il titolo di Cocaina, il brano realizzato con Capo Plaza e prodotto da Ava -, altri ancora utilizzati per spiegare la natura stagnante di alcuni rami del mercato discografico italiano, restio alle novità e particolarmente diffidente nei confronti del rap – come la citazione a Ligabue, una delle più chiacchierate durante l’intera conferenza stampa. Nonostante un brano intitolato Donald Trump, Emis Killa non parla di politica, non ha intenzione di farlo, non solo nella conferenza stampa ma in generale all’interno della sua musica, perlomeno per il momento: “cerco di non influenzare nessuno, politicamente parlando, attraverso le mie canzoni e i miei canali di comunicazione, perché non spetta a me fare l’insegnante o il genitore”. Non ha paura di rivendicare l’antipatia per certi tipi di leader politici, che fanno propaganda con discorsi simili a quelli che si potrebbero sentire la mattina al bar, ma preferisce tenere le proprie opinioni politiche fuori da un discorso musicale. Fuori dalla musica tiene anche tutta la sua vita privata, a partire dalla relazione con la compagna, fino alla sopraggiunta paternità: come spiegato da lui stesso, il disco non ha risentito delle sue nuove vesti da genitore, poiché completato prima della nascita della bambina, quindi non stupitevi se liricamente Supereroe non presenta un Emis Killa sotto nuove vesti, anzi.

La novità è invece rappresentata dalla presenza di altri autori accreditati alla realizzazione dei testi (nel vero senso della parola: hanno collaborato alla stesura delle strofe rappate da Emis), da Jake La Furia che firma il singolo Fuoco e Benzina – “per me è stato un onore, Jake è il rapper che mi raccontava Milano durante la prima adolescenza”, spiega Killa -, fino a Federica Abbate. Il risultato finale è un disco dal suono incalzante e fresco, in grado di convincere l’ascoltatore più giovane grazie alle atmosfere leggere e luminose, ma anche quello più navigato, grazie ad un lavoro tecnico e metrico che ha sfornato strofe di pregevole fattura. I featuring si rivelano perfettamente azzeccati sia nei mood che nell’esecuzioni, dalla natura it-pop del brano con Carl Brave fino alla travolgente autocelebrazione di Dope 2, realizzata in collaborazione con 6ix9ine e Pasha.

Supereroe è un disco che fa dell’immediatezza il suo punto di forza, forse a discapito di una profondità lirica che però l’autore ha effettivamente profuso nel disco precedente. Si tratta di un progetto meno personale ma molto più universale, in grado di passare contemporaneamente in radio, nei club e anche nelle cuffiette dell’amante delle punchline e degli incastri elaborati, rivelandosi perfettamente studiato per una platea molto vasta. Emis Killa ha criticato il mondo radiofonico e la sua proverbiale ottusità a più riprese all’interno del disco, ma Supereroe ha tutte le carte in regola per fargli ottenere lo spazio più volte reclamato.

 

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