Electronic Music Report: Magazzini Generali = Studio 54

by • 23/12/2004 • ArticoliComments (0)799

Per chi non ne fosse a conoscenza, tra gli ultimi trend musicali dei quali si fa paladina mtv coi suoi mille tentacoli, ultimamente c’è il genere electro-house-techno. Un movimento che, seppur presente da anni in Europa, in Italia ha avuto una sua esplosione mainstream (nell’underground c’è da fine anni ’80) negli ultimi due anni.
Sintomo di questo risveglio è che Milano, sempre sonnecchiosa e purulenta di locali che hanno proposto senza sosta musica dance-commerciale (escluse rare eccezioni, tipo l’insuperabile Plastic), oggi propone nei weekend, e non solo, serate musico-danzereccie di tutto rispetto.

Mtv club generation, ossia:
Mtv viene dopo ma guadagna più di tutti.
Bastarda.

Non so se di questo sia concausa o effetto ma i Magazzini generali di via Pietrasanta, sono stati tra i primi locali a proporre questa nouvelle vague della notte milanese, ad offrire un’alternativa all’eroinomania ed ai suoi paradisi artificiali (vabbè, sto esagerando). Chi arriva ora, però, si trova a spendere più del doppio di due anni fa per la stessa serata, con lo stesso diggei, con meno spazio a disposizione e, vi asscicuro, l’inflazione non c’entra nulla.
Solo il fatto che ci sia l’infame nome di mtv dietro queste serate vi può far intuire il volume di business che genera il movimento suddetto.
L’unica cosa è farsene una ragione.

Torniamo alla serata di venerdì 12 che ha visto come protagonista uno dei personaggi (meritatamente) più in auge della scena techno-elctroclash del momento: Felix Da Housecat. Era con grande attesa che io e la mia ragazza aspettavamo la versione dj set dell’afrogattone, personalmente però sono stato abbastanza deluso, ma veniamo al dunque…
Nel pomeriggio mi giungono infauste notizie recanti il messaggio che i Magazzini hanno tolto le liste per il venerdì, quindi mi toccherà pagare il prezzo pieno. Incosapevolmente eravamo comunque inseriti in una delle lista ufficiose ma, ignorando il fatto, siamo entrati con la tessera che alla prima consumazione prevedeva il versamento di una cifra pari a 25 europy, ossia la (quasi) versione europeista della patriotticca mezza gamba. Vabbè.

Entrati nel locale vedo subito una postazione computerizzata dove tre ragazze mtv così così, facevano giocare per vincere vomitevoli gadget tipo cinture di mtv (come se fosse fico mostrare sulla fibbia il simbolo della musica assurta a industria, ma vabbè di nuovo). In postazione PC gravitava attorno agli intimoriti tasti del computer un giovane simil-inglese visibilmente alticcio che probabilmente era il reale propietario del portatile in questione visto che per un oretta il beone non lasciava la possibilità ad altra creatura di avvantaggiarsi di questo favoloso prodigio della tecnologia.

Per consolarmi sono andato di sotto nella sala hip-hop dove c’è il mio barista preferito, ho chiesto un long island, gli ho dato la mia tessera e mi fa… "25 euro". Sto cazzo! da allora non è più il mio barista preferito.
Passiamo alla musica che è meglio, dopo un intro più che degna, anche se breve, firmata Lele Sacchi, dj resident dei magazzini, Felix ha preso possesso della console.

Solo tecnicamente, già in partenza, si presentava come un dj set atipico perchè il micio al posto di piatti e vinili per mixare (o missare) utilizzava CD e relativi lettori, vabbè (stanno diventando tanti, me ne rendo conto). Un tocco di stile davvero chic, era la bottiglia di tequila bianca Souza di fianco al porta CD, dal quale il simpatico musicista traeva lunghe e godute sorsate. Salute!

Dal punto di vista musicale, però, da uno dei personaggi più eclettici ed originali del panonama electro-techno mi aspettavo un’ondata di suoni sintetici e pop fusi in perfetta armonia e proiettati verso il XXI secolo con uno sguardo nostaglico al ventennio scorso ed invece… La serata, per il suo 70%, è stata caratterizzata da un sound sin troppo vintage, con pezzi anni ’70 in alcuni casi in versioni, per me, indistinguibili dall’originale, creando un atmosfera surreale da studio 54 che male si adattava al futurista (d’altronde è dai primi anni del secolo scorso che è così) pubblico milanese affamato di suoni sintetici (almeno io lo ero).

Invece per gran parte della serata, apparte qualche sporadico caso (vedi Silver screen/shower scene, opera di Felix e "cantata" da Miss Kittin), la musica proposta dal casalingo felino sembrava fatta su misura per Johnathan del GF, il quale, a mio parere, avrebbe danzato scatenato agitando oltremodo le braccia sopra la testa in un delirio homo-disco. Era la serata per Disco-Stu, sottovalutato personaggio di Simpsoniana memoria, per John Leguizamo in S.O.S. Summer of Sam (di Spike Lee, imperdibile), insomma, la serata per nostalgici, psicopatici o viaggiatori del tempo. Questo sino alle 4. Perchè dopo l’ultimo delirio di Felix (ha messo the beautiful people del reverendo, originalissima) ha cominciato del bel electro-clash, alternando pezzi più poppeggianti ad altri più sintetici, chiudendo in bellezza con una super-long-remixed version del suo ultimo singolo, Watching cars go by (cyberwhore), facendo ballare gli spiazzati avventori della serata sino alle 5:30, non male come orario. Alla fine usciamo soddisfatti dal club, io e la mia ragazza andiamo a casa sua dove riabbracciamo la sua giovane e nera gatta, electro-battezzata, non a caso, Miss Kittin.

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