Ego

by • 03/01/2004 • RecensioniComments (0)1092

Difficile classificare Ego, anzi, quasi impossibile: chi ha fatto un tentativo del genere non ha certo capito lo spirito del disco. Il rap di Nesli è un mezzo, non un fine: un mezzo per farsi ascoltare, per farsi capire, per mettere nero su bianco una parte di sé. Del resto, è Nesli stesso ad affermarlo: non potrebbe fare a meno di fare quello che fa, i suoi pezzi sono una specie di diario del suo quotidiano o, meglio ancora, sono “riflessioni di un ragazzo qualunque”, come recita il sottotitolo dell’album. Effettivamente, le sue strofe possiedono il raro pregio di essere riflessive, intense e dirette al tempo stesso: tracce come Eccomi qua, La mia immaginazione, Un altro giorno, sono lontane anni luce da quel tecnicismo ostinato e ossessivo che è ormai il marchio di fabbrica di parecchi mc’s nostrani. Questo, se vogliamo, è un po’ il punto di forza e il limite dell’intero disco: se da una parte le sensazioni trasmesse restano intense, il canale di trasmissione risulta alle volte poco rifinito, un po’ opaco. Per quanto riguarda le produzioni, ci troviamo di fronte a qualcosa di veramente particolare: tra linee di basso, riff di chitarra e accordi di pianoforte, tutti concepiti da Nesli stesso e successivamente suonati da reali strumentisti, l’elettronica è utilizzata solo per un lavoro di taglia e cuci, per un risultato ruvido e a tratti un po’ tirato, ma di sorprendente genuinità. Nel complesso, quello di Ego è un hip hop originale, delicato e molto sentito, ma ancora non molto ben perfezionato dal punto di vista tecnico: il suono è nuovo, di conseguenza l’approccio è ancora sperimentale, e ovviamente il rischio di sbavature si moltiplica. Un album dal sapore insolito e fresco, consigliato esclusivamente a chi non abbia paura di ampliare i propri orizzonti.

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