Eazy Skankers: l'intervista

by • 19/09/2009 • IntervisteComments (0)378

Abbiamo rivolto qualche domanda ai componenti degli Eazy Skankers giovane e promettente band del reggae nostrano

Haile Anbessa: Quando e come avete iniziato a suonare?

Eazy Skankers: Abbiamo iniziato a suonare nel 2002, è partito tutto da me (Raphael) e Botta, il bassista. Inizialmente provavamo e scrivevamo i primi pezzi in camera sua. Poi pian piano abbiamo coinvolto altri ragazzi nel progetto, e si è cominciato a provare regolarmente… dopo qualche mese i primi live, e in questi anni ci sono stati vari cambi fino a raggiungere la formazione attuale.

H.A.: Quali sono i vostri modelli musicali?

E.S.: Essendo un gruppo di sei persone abbiamo i più variati ascolti. Ovviamente siamo accomunati dai grandi miti del genere quali Marley, Steel Pulse, i nostrani Africa Unite… Poi ognuno ascolta diversi generi, dal jazz all' hip hop…

H.A.: Preferite più i suoni roots o ska/rock steady?

E.S.: Agli inizi suonavamo anche pezzi ska e rocksteady, ma andando avanti con gli anni ci siamo identificati maggiormente nello stile roots, nelle sue diverse forme ed a volte contaminandolo.

H.A.: Parliamo ora del vostro primo album To The Foundation: avete girato un po’ il globo per registrarlo; New York, Giamaica e Italia. Raccontatemi questa esperienza…

E.S.: Vivendo in Italia le prime fasi si sono svolte qui, abbiamo passato molto tempo in sala prove per la preproduzione. Poi nel marzo 2008 siamo andati a registrare e mixare le tracce in Jamaica, al Tuff Gong. Una volta ultimate le session e mixati i brani abbiamo spedito il tutto allo Sterling di New York per il Mastering.

H.A.:Le maggiori differenze rispetto ai vostri primi Ep. In che cosa è consistita maggiormente la vostra crescita?

E.S.: Sicuramente questo lavoro riflette una maggiore maturità rispetto ai primi ep, i quali sono stati registrati diversi anni fa. L'attività live e in sala prove negli anni ha fatto crescere l'amalgama e l'affiatamento della band, e la situazione in cui è stato concepito l'album ha alimentato l'ispirazione.

 H.A.: Cosa avete provato a registrare nei mitici Tuff Gong Studios di Kingston? Che cosa vi ha portato là?

E.S.: Abbiamo deciso di registrarlo la dopo aver conosciuto l'engineer dopo un concerto. E'stata una grandissima esperienza, trovarsi nella "mecca" del reggae, dove sono stati registrati grandi capolavori ed hanno transitato i migliori artisti, reggae e non. Ci ha arricchito moltissimo musicalmente ed umanamente.

H.A.: Come avete coinvolto nel vostro album nomi come Perfect, Lutan Fyah o il veterano Michael Rose. Come è stato lavorare con loro?

E.S.: Ci siamo messi in contatto con Perfect e Michael Rose tramite i loro agenti. Abbiamo fatto loro ascoltare i brani ed è stato un onore avere la loro partecipazione. Lutan invece è praticamente piombato in studio durante una session ed ha accolto il nostro invito con entusiasmo. Con tutti e tre c'è stata una grande intesa ed il fatto che compaiano sul disco è un grande valore aggiunto.

H.A.: Cosa avete appreso dall’esperienza del grande Roland McDermott?

E.S.: Roland è un engineer dalle grandi qualità, avendo lavorato con i piu grandi nomi. Da lui abbiamo appreso molte nozioni per rendere il nostro sound più roots, e vicino agli standards giamaicani.

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