Dragonball Xenoverse

by • 15/03/2015 • Rubriche, The Game VaultComments (0)647

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La storia di Xenoverse corre parallela a quella delle varie saghe, trovando una scusa per rileggere e scombussolare gli scontri più importanti. Per qualche misterioso motivo, infatti, il tessuto temporale si sta disgregando, e gli eventi che tutti conosciamo prendono pieghe inaspettate. A fare in modo che il passato resti quello di sempre troviamo la Pattuglia Temporale capitanata da Trunks, che trovandosi un po’ in difficoltà utilizza le sfere del drago per chiedere a Shenron di materializzare un guerriero in grado di aiutarlo. Questo nuovo salvatore sarà ovviamente che l’alter ego del protagonista, costruito tramite un editor sufficientemente articolato. Fin dalla fase di creazione del personaggio, insomma, Xenoverse ribadisce la volontà di offrire un’esperienza finalmente libera dai vincoli narrativi imposti dal contesto di riferimento. La costruzione del proprio guerriero sarà sicuramente stimolante: dovremo scegliere la nostra razza (ci sono Umani, Namecciani, Majin, Sayan e gli stravaganti combattenti del Clan di Freezer) ed il sesso, valutando semmai le abilità di ciascuna combinazione (certe razze sono più portate al combattimento corpo a corpo, altre invece hanno bonus legati al recupero dell’aura, e via dicendo). Una volta sbrigate le operazioni preliminari, in ogni caso, si può avanzare nell’avventura, divertiti sulle prime dall’idea di mettere lo zampino negli scontri più celebri per farli andare proprio come dovrebbero. Dragon Ball Xenoverse, si diceva, cerca di inventarsi anche una struttura tutta nuova. Superate le prime missioni veniamo catapultati infatti nella condensata Toki-Toki City, area centrale da cui possiamo avviare le varie attività previste dal titolo Dimps. Sulle prime dovremo destreggiarci tra le missioni della trama principale e gli incarichi secondari, ma ben presto saremo in grado di darci anche agli scontri competitivi oppure di svolgere quest in co-op. L’idea alla base è intrigante, attenta alla componente social e persino ben studiata, anche se non manca qualche spigolo nella progressione. Per fortuna che il gioco cerca sempre di ricompensare gli sforzi con un sistema di crescita ben ponderato: passando di livello si acquisiscono punti per aumentare le caratteristiche del nostro combattente, ma anche soldi con cui compare nuove mosse speciali, indumenti, e oggetti per rendere meno impervie le (spesso estenuanti battaglie). Ad onor del vero ci sono certi scontri abbastanza difficili e non è escluso che qualche volta si debba ricorrere (addirittura) al tanto odiato “grinding”, dedicandosi agli incarichi più triti e noiosi solo per accumulare esperienza e risorse. La visuale alle spalle dei lottatori ed il sistema di lock sul nemico sono quelli di Battle of Z, mentre le combo di base si eseguono alternando la pressione dei due tasti d’attacco. La timida componente strategica arriva dalla gestione di due risorse, Vigore e Aura: la prima ci permette di eseguire rapidi teletrasporti alle spalle del nemico e schivare quindi le sue combo (come succede nei picchiaduro dedicati a Naruto), accumulando la seconda possiamo invece esibisci in mosse e super mosse speciali, semplicissime da eseguire (basta usare i dorsali). Sebbene sia chiaro che, sulla lunga distanza, un sistema di combattimento così semplice e diretto non possa avere la stessa tenuta di quello di un brawler game più strutturato, Xenoverse piacer a chi cerca un titolo disimpegnato. Eppure, il tutto è funestato da qualche bizza della telecamera e dal sistema di lock alle volte spinoso.C’è anche da dire che, nonostante il titolo promuova la componente co-op come una delle sue principali attrattive (permettendo di formare delle squadre e poi affrontare le molte missioni secondarie, ma anche reclutando i personaggi di altri giocatori in una sorta di modalità “asincrona”), gli scontri di gruppo possono risultare, oltre che sbilanciati, abbastanza frustranti. Capita spesso che si schermo si crei una gran confusione, e che le mosse speciali vadano a vuoto perché il colpo di un compagno ha spostato di qualche metro il nostro bersaglio. L’esperienza di gruppo, sebbene sostenuta da un netcode solido (al netto di qualche fenomeno di warping) e da un matchmaking rapido nel trovare le partite (che però si riempiono molto in fretta), non è proprio quella principale. Meglio gli scontri 1 vs 1, possibilmente nelle arene più “pulite” e senza troppi elementi di mezzo, in cui l’urgenza di studiare le tempistiche d’attacco e concatenare colpi regolari a mosse speciali (tenendo d’occhio l’indicatore del vigore) sopperisce al fatto che il combat system sia abbastanza evanescente. A guardarlo dal punto di vista dei contenuti, Dragon Ball Xenoverse non si fa mancare proprio nulla. Oltre settanta personaggi giocabili, un bel numero di arene, una storia che copre tutte le saghe principali e riserva persino qualche sorpresa: un impegno produttivo di proporzioni enciclopediche. Dragon Ball Xenoverse è il primo, dopo una lunga serie di titoli dedicati all’opera di Toriyama, che prova a fare qualcosa di diverso, dal punto di vista del racconto e della progressione.

Voto: 8

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