Dopo i corsi di breakdance, (purtroppo) arrivano anche i corsi di rap

by • 27/11/2014 • Copertina, Editoriali, RubricheComments (0)2328

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Questa nostra piccola indagine comincia da una foto che abbiamo visto sul profilo Instagram di Achille Lauro (originariamente pubblicata dal nostro lettore Seco83): il rapper ha infatti trovato in giro per Roma un volantino che pubblicizzava un corso di rap e, basito, l’ha postato sulla sua pagina. In effetti lo slogan è agghiacciante: “Vuoi imparare il rap, uno dei mezzi di espressione più belli ed immediati? Questo corso fa per te! Corso di rap in venti lezioni con il maestro [Nome AKA], vincitore di gare di freestyle e con tre dischi all’attivo. Prima lezione gratuita!”.

Visto che la morte della cultura hip hop italiana passa più da questo tipo di iniziative che dal fatto che (finalmente) ci sono numerosi dischi rap in classifica, abbiamo provato a fare una piccola indagine per scoprire che cosa c’è dietro questo tipo di corsi. Abbiamo scoperto che si dividono tendenzialmente in tre categorie:

#1: I laboratori. Di solito sono rivolti a ragazzi molto giovani e/o di aree disagiate e sono tenuti a titolo gratuito (o con misero rimborso spese/ contributo volontario) da rapper molto rispettati all’interno della scena. L’esempio migliore è probabilmente l’ottimo lavoro che sta facendo a Saronno Mastino con la sua Street Arts Academy, associazione di promozione sociale che porta avanti attività educative correlate all’hip hop, o Moder al Cisim di Lido Adriano, o ancora Kyodo a Bologna. Numerosi anche i corsi tenuti nelle scuole o nelle carceri minorili (mc del calibro di Kiave e Rocco Hunt si sono entrambi prestati a iniziative simili).

#2: Le scuole di musica. Come spesso capita, chi insegna musica è convinto che il rap sia semplicemente una tecnica di espressione in rima e che quindi si possa imparare al pari della musica in levare. Molte scuole di musica, quindi, propongono anche corsi di rap. Attenzione: in questo caso si paga per partecipare, ma spesso i maestri lo sono di nome e di fatto (abbiamo trovato corsi tenuti dal sopra citato Mastino, dal Danno e da diversi altri nomi noti). Spesso si tratta di seminari con un tema specifico: extrabeat, freestyle, uso della voce, storia della cultura hip hop. Insomma, bisogna valutare caso per caso prima di bollarli come fuffa.

#3: I cialtroni. Che ovviamente abbondano. Basta farsi un giro su Yahoo Answers per vedere quanti ragazzini sono alla ricerca di un corso per diventare rapper, e come sempre c’è chi se ne approfitta. Ecco ad esempio come viene descritto il programma di questo corso (con docenti ignoti) organizzato all’interno della prestigiosa scuola di musica di Mogol, con costo di circa 120 euro al giorno: “Un Esperienza umana di puro scambio artistico con insegnanti, produttori e rapper provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa. Tre giorni di lavoro intensivo pensato e destinato a tutti i Rapper e gli MC che vogliono potenziare capacità come il rapping e ikl flow, la dizione, l’interpretazione, la presenza scenica, la gestione dell’ansia da palcoscenico, il look, la scrittura, la promozione della propria musica e così via. Senza rinunciare a momenti di svago e relax come le free style battle e i concerti Live! Divertimento assicurato“. Ecco invece quello di un altro corso di Torino che parte dai fondamentali:
Rappare” è per metà passione e per metà tecnica. Quello che il corso permette è di ricevere insegnamenti sui fondamentali della tecnica del rap e del canto. Imparati i fondamentali, ognuno svilupperà il suo stile, il suo “flow”. Le lezioni di rap possono essere sia di gruppo che individuali. Lezioni di metrica (quartine, quattro quarti, interzinato, exxtrabeat,..) / analisi e riscrittura del testo, nozioni fondamentali per lavorare in studio (barre, bpm,..), impostazione della voce, prese di fiato, fondamentali di canto (intonazione, respirazione), laboratori di freestyle e storia del rap“. Last but not least, c’è anche chi offre ripetizioni private di basi rap. Ma di mestiere fa il chitarrista.

Meditate, gente, meditate.

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