Donda non è un disco nella media ma gli manca ancora qualcosa

by • 30/08/2021 • Articoli, CopertinaCommenti disabilitati su Donda non è un disco nella media ma gli manca ancora qualcosa726

Dopo l’attesa infinita propinata da Kanye nell’ultimo anno circa Donda, un progetto in cui l’artista di Chicago avrebbe rimesso la veste delle grandi occasioni, il disco sembra apparentemente essere arrivato. Un po’ tutti avranno seguito l’epopea di questo lavoro, in particolare l’ultima parte che ha coinvolto tutto il periodo estivo e che si è conclusa in maniera casuale nella giornata di ieri alle ore 14.00 con la pubblicazione improvvisa del disco. Breve recap per rinfrescarci la memoria: 3 opening party giganteschi tra Atlanta e Chicago, Ye che si barrica proprio nel Mercedes Benz Stadium di Atlanta per completare il lavoro, scenografie e ospiti incredibili, Donda per intero, matrimonio con Kim, merch esclusivo con resell stellari, atmosfere surreali, maschere, costumi, luci e anche un lettore Bluetooth da 200€ con cui “smontare e rimontare” i brani dell’album.

Lo stesso album che in fin dei conti era in giro nella versione finale da più di un mese, abbastanza per farsi più di una mezza idea sul progetto: su YouTube le tracce più attese con The Weekend, Travis o Carti avevano già milioni di views ma c’è chi ci ha tenuto ad aspettare l’okay ufficiale di Kanye, indipendentemente dal fatto che prima o poi arrivasse o da sostanziali cambiamenti che cambiassero il prodotto. Non è andata così e anzi quella pubblicata ieri sui vari digital store è persino la versione clean; nonostante possa passare in secondo piano per il pubblico italiano, vuoi per la lingua vuoi per la questione Parental Advisory non regolamentata come in America, arrivati alla traccia con Carti e Fivio diventa abbastanza evidente. Tranne per qualche problema di mix, le tracce sono curate nel complesso ma sembrano lasciare per strada piccoli particolari: rimane comunque il grande pathos in cui rientra spesso il discorso della madre e ancora più spesso della fede religiosa, i due principali argomenti affrontati da Yeezus. Alla fine al pubblico va bene così anche perché Kanye, chissà se in preda a un delirio di onnipotenza, afferma sul suo Instagram che a pubblicare l’album ieri siano stati i vertici Universal a sua insaputa, tra l’altro nella versione clean e con la copertina nera proprio per questo. In realtà nonostante ci abbiano creduto in pochi l’assenza di comunicati o annunci sulle pagine social Universal non sembra smentire nulla e anzi l’ultimo post della pagina instagram ufficiale @universalmusicgroup su Lil Wayne ha, a differenza degli altri, i commenti disattivati.

Però ai fan in fin dei conti interessa la musica, nonostante la visione di Donda sia da prendere in maniera molto più estesa, e stando al gioco ringraziano Universal di aver pubblicato il disco. Tra gli ascoltatori e i loro giudizi a caldo si nota subito una cosa: c’è che si affretta a parlare di disco della vita, 10/10, genio assoluto e chi invece è ben più scettico ed è pronto ad etichettare il disco come mid o come non meritevole di tutto l’hype che ha raccolto. La verità in questo caso, probabilmente, sta nel mezzo: 1 ora e 47 per 27 tracce nascondono prodotti di grande fattura e il corposo team di produzione alle spalle riesce in più occasioni a far emergere la dispersione sonora e temporale voluta da Kanye; questa la troviamo forse in tracce meno in hype, dove si nasconde l’anima del progetto. Ora proprio per questi momenti il disco non può mai essere considerato “mid”, nella media: Donda chiaramente non è un disco come un altro e il suo problema non è tanto quello, quanto lo strano presentimento che a tratti possa risultare pretenzioso e pieno di velleità. Tutto ciò è curioso se pensiamo che non è un disco nella media, o almeno rispetto al mondo discografico ai top delle classifiche, ma che il giudizio di molti sia la via di mezzo tra la W e la L; sì, le sezioni commenti americane mi stanno via via divorando. In qualche modo è un disco mid ma non nel senso comune del termine: per spiegarlo meglio ovviamente dovrei rientrare nei gusti personali ma come si deduce facilmente non è quello l’obiettivo di oggi. Donda nella peggiore delle ipotesi è un disco da ascoltare per curiosità con un paio di tracce clamorose, nella migliore è il disco dell’anno, decennio, secolo…dato che il confine non è così vicino, semplicemente, ognuno si può fare la sua opinione.

Non appena chiarita la questione Universal, non appena potremo ascoltare il disco nella versione completa, chissà se il 3 settembre voluto all’inizio, non appena lo avremo digerito per bene, non appena Kanye metterà i puntini sulle i e passerà ad altro avremo un quadro chiaro della situazione. Donda forse era già di tutti ma è chiaramente un disco a cui oggettivamente manca ancora qualcosa come banalmente una copertina, dei video visuals su Youtube, alcune sporche, dettagli nel mix oltre all’explicit version.

Nel frattempo alcuni highlights da non perdere: Lauryn Hill, Jay Electronica, Moon, il trip iniziale Donda 102 volte presto in versione 10 ore su YouTube, Hova and Yeezus like Moses and Jesus, Abel Makkonen Tesfaye, Westside Gunn, Jesus Lord, Mike Dean, Fivio Foreign. E Kanye in diverse occasioni, alla fine anche in questa versione Donda è merito suo ma qualcosa non torna. Un ritiro dal mercato? Cause legali? Chi lo sa. Per questo e per altre opinioni personali aspettiamo l’evolversi dei fatti.

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