Dj set di ?uestlove a Milano: report + foto

by • 21/11/2008 • ArticoliComments (0)816

Siamo abituati a considerarlo semplicemente un batterista; in realtà, ?uestlove è molto più di questo. È stato il produttore esecutivo di alcuni degli album più interessanti dell'ultimo decennio: Voodoo di D'Angelo, Like water for chocolate di Common, Fantastic vol. 2 degli Slum Village. Ha lavorato come beatmaker e arrangiatore per Erykah Badu, Bilal, Joss Stone, Dilated Peoples, Blackalicious, senza per questo trascurare i Roots, di cui da sempre è l'anima e la mente. Ha fondato Okayplayer.com, che non è certo il solito online magazine a tema rap: raccoglie in un unico network gli artisti black più prestigiosi, scopre nuovi talenti, produce e diffonde musica inedita, accoglie le discussioni di fan e addetti ai lavori. E, last but not least, i suoi dj set sono ormai leggenda.

Per la seconda volta nella sua onorata carriera (la terza, se si conta anche il concerto dei Roots dell'anno scorso), ?uestlove è tornato a deliziare i suoi fan italiani con un dj set al Blanco Cafè di Milano. Per chi si fosse perso l'appuntamento precedente, ricordiamo che quella di due anni fa non è stata una selezione qualunque: ?uesto aveva costruito l'intera scaletta della serata come una sorta di quiz a tema sampling: il brano originale si trasformava pian piano nel campione per poi sfociare nel brano campionato. Inutile sottolineare che la folla era in delirio e l'effetto Sarabanda (leggi: gli astanti che balzavano in piedi urlando "La so!") era assicurato. Anche in questo caso il nostro eroe ha voluto stupirci; stavolta, però, il tema portante del dj set era un altro. ?uestlove ha aperto la serata con una dichiarazione d'intenti: "L'hip hop non è quello che credete voi. L'hip hop non è solo musica, l'hip hop non è solo quello che voi ritenete degno di essere incluso nella categoria. L'hip hop ci circonda, è in ogni cosa intorno a noi, basta saperlo trovare". E seguendo questi binari, ha accompagnato per mano il pubblico in un giro turistico di ciò che è l'hip hop per lui. Un luogo in cui i classici old school convivono con l'RnB patinato, il reggae è la prosecuzione naturale dei banger rap, in cui J Dilla si fonde con Michael Jackson e anche il rock riesce a ritagliarsi uno spazio. Un luogo in cui nessuno si scandalizza se in una selezione di ?uestlove, raffinato artista conscious, spuntano fuori a sorpresa brani come Hot in herre di Nelly, Señorita di Justin Timberlake, Waiting for tonight di Montell Jordan. Il signor Ahmir ?uestlove Thompson ci ha ricordato una verità che molto spesso tendiamo a dimenticare: per il vero, genuino hip hopper, la distinzione tra commerciale e underground dovrebbe contare relativamente. L'unica distinzione valida e lecita dovrebbe essere quella tra musica fiacca e musica che spacca, in qualsiasi ambito o sottogenere essa si trovi.

Foto di Renato "Proff"Adenzato – Tutti i diritti riservati

 

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