Dj Double S: l’intervista

by • 26/09/2011 • IntervisteComments (0)740

Abbiamo avuto l'onore di incontrare, per gentile concessione sua e della sua etichetta, il Dj forse più "prolifico" dello stivale: Rino Costante a.k.a. Dj Double S. Quasi venti anni di esperienza ai piatti, come selezionatore e supporto ad un'infinità di artisti che hanno segnato la scena musicale hip-hop italiana, passata e presente. Da Neffa a Fabri Fibra, passando per il Tecniche Perfette, la scena torinese e One Mic, Alien Army… potremmo continuare per ore. Noi l'abbiamo intervistato per farci raccontare, in anteprima, qualcosa riguardo il suo mixtape in uscita il prossimo primo ottobre, ed intitolato "Lo capisci l'italiano?!?". Mixtape che esce per "Tempi duri", la neonata etichetta di Fabri Fibra.

 

Luca Malatesta: Double S ha un'esperienza quasi ventennale come dj, venti anni di musica e di scratch: ma come si fa a restare Peter Pan tutta la vita, come te?

Dj Double S: Me lo chiedo anche io! Ho sempre cercato di fare le cose nel modo migliore limitando per quanto possibile le forzature, le cose che si fanno diciamo così per “convenienza”, cosa che fanno in molti condizionati anche dalle leggi di mercato. Fare le cose che si ha piacere di fare, con passione e amore, non per forza bisogna apparire dappertutto. Questo credo mi abbia aiutato ad andare avanti, a non perdere gli stimoli nonostante il periodo buio che l’Hip Hop italiano ha attraversato  intorno al 2000. Tutti noi spesso ci ritroviamo a farci delle domande sul se e sul come continuare, le risposte poi si danno con i fatti, con l’impegno che si mette quando suoni o quando affronti determinate situazioni. Molti danno tutto subito e finiscono per bruciarsi o stufarsi, io preferisco fare di meno ma bene, per lasciare il segno, le cose di qualità pagano sempre rispetto a quelle fatte per fare quantità!

L.M.: Una curiosità: sappiamo che sei un collezionista di vinili, quanti dischi hai attualmente nella tua collezione?

D.S: Guarda, sinceramente i veri collezionisti sono altri, con questo non voglio sminuirmi, al momento ho una collezione di dischi di circa 9000 titoli di diverso genere. La maggior parte sono dischi Hip Hop (moltissimi singoli), il resto sono R’n’B, Reggae, Soul, Funk e Rap italiano. Compro dischi da quando avevo 15 anni, non ho mai smesso, anche ora che uso il Serato continuo lo stesso a comprare, mi piace troppo! Adoro il Rap Old School e anni ’90, quando trovo dischi che fanno riferimento a questi periodi storici dell’Hip Hop difficilmente mi trattengo dallo spendere. I singoli e gli LP in vinile purtroppo stanno scomparendo, quando esce qualche bel pezzo nuovo la cosa che mi viene subito in mente è acquistare la copia fisica, quando esiste. Continuare a comprare i dischi supportando gli artisti è IMPORTANTISSIMO, lo dico soprattutto ai giovani che con l’ausilio delle nuove tecnologie si avvicinano alla musica, non è necessario avere una collezione infinita di dischi o CD ma è necessario supportare gli artisti comprando la loro musica, fisica o digitale che sia.

L.M.: Come già detto, sei stato il dj di una moltitudine di rappers, avrai partecipato a centinaia di jam e concerti… ma, come ognuno di noi, è logico che tu abbia un tuo gusto personale. Senza voler "sminuire" tutti gli altri, mi fai il nome dell'artista con cui ti è piaciuto di più suonare? Quello che magari ti ha fatto pensare: "questo qui lo accompagnerei per tutta la carriera"….

D.S: Proprio perché mi è sempre piaciuto collaborare con artisti diversi non ho mai pensato di accompagnarne uno in particolare per sempre. Ho avuto la fortuna di lavorare con tantissima gente, imparando molto; l’esperienza te la fai girando, condividere situazioni, scambiarsi pareri, anche conoscere persone al di fuori del tuo circuito serve molto. Tornando però al succo della tua domanda, il Freestyle credo sia stato l’elemento che mi ha permesso di divertirmi di più in assoluto. Con Neffa negli anni ’90 e con Ensi di recente, durante le session di Freestyle nei Live o alle Jam a volte stentavo a credere a quello che stavamo facendo, alti livelli, e te lo dico con tutta la modestia del caso. Dopo un po’ raggiungi un livello di feeling che non si può spiegare a parole, quando sei li lo percepisci e lo vivi. Se parliamo invece di Tour, quello di Controcultura con Fibra è stata un’esperienza fantastica, adrenalina pura, lo rifarei subito!

L.M.: Qual'è stato invece il punto più basso, se c'è stato, della tua carriera artistica, il momento in cui hai pensato di mollare tutto e fare l'impiegato…


D.S:
Come già ti ho accennato prima, non è stato sempre rose e fiori. C’è stato un periodo che in Italia si lavorara poco (inteso come serate) e c’era pochissima attenzione verso il Rap e l’Hip Hop in generale. Molti in quel periodo hanno smesso totalmente, io ho continuato ma ho anche fatto altri lavoretti per sostenermi economicamente, ti assicuro che vivere solo di musica in Italia non è affatto facile! Vedi, fare l’impiegato magari per qualcuno è alienante, però dopo le tue 8 ore di lavoro hai finito e ti puoi dedicare alle cose che più ti piacciono. Quando vivi di musica invece non stacchi mai, a volte devi fare delle cose a degli orari assurdi anche se non ne hai voglia e anche quando sei in relax la mente è in continuo movimento, pensi sempre a cosa potresti fare, progetti nuovi, collaborazioni. Chi pensa sia solo un divertimento si sbaglia, ci sono degli aspetti di questo lavoro che non hanno nulla a che fare con la musica. Sia chiaro, se tornassi indietro lo rifarei ad occhi chiusi, dico solo a quelli che spesso con molta sufficienza dicono che “noi facciamo la bella vita” perché andiamo in giro a suonare, che ci va molta tenacia in questo lavoro, se dietro a tutto questo non ci fosse la passione avrei già smesso da una vita. E’ un continuo lavorare su se stessi, le soddisfazioni sono molte ma a tratti è anche molto stancante, bisogna anche esserci un po’ tagliati secondo me.

L.M.: Tanti anni di musica, un progetto tutto nuovo ma dal sapore retrò: "Lo capisci l'Italiano!?" è in realtà il sequel di una serie di mixtape da te già prodotta, il primo quando avevi 19 anni. Com'è questo nuovo parto?

D.S: Erano anni che stavo pensando di realizzare un altro volume di “Lo Capisci L’italiano?!, un po’ lo volevo io e un po’ anche la gente che durante questi 10 anni di silenzio dall’uscita dell’ultimo volume mi chiedevano quando ne avrei fatto un altro, gli artisti stessi me lo dicevano spesso. Nonostante questo non ero convinto, forse anche spaventato dal fatto che ripetere i numeri fatti con i volumi precedenti era praticamente un’impresa, anche perché il periodo storico è completamente diverso, come d’altronde il pubblico. Una sera in hotel dopo un Live parlando con Fibra abbiamo deciso che era il momento di far uscire un nuovo volume, è il periodo giusto per sfornare un lavoro del genere, la scena Rap italiana è in pieno fermento. Io avevo bisogno di essere spronato e quando Fibra mi disse che avrebbe dato il suo apporto mi sono gasato. Durante un Tour vieni bombardato dagli stimoli, a me è capitato così, le persone che hai accanto sono artisti come te che oltre a condividere con
te l’esperienza Live hanno dei loro progetti da portare avanti. Il fatto di confrontarti con loro ti da lo stimolo per produrre le tue cose e migliorarti, anche la sana competizione aiuta tanto. E’ un po’ una sfida, che però giova a tutti quanti.

L.M.: Qual'è la differenza nel concepire un prodotto realizzato a 19 anni ed un altro che ha visto la luce quando di anni ne hai 14 in più, di carriera e di età?

D.S: Il modo di concepirlo e di lavorarlo è identico; io non produco basi e di conseguenza non ho mai fatto un disco tutto mio con le mie strumentali e gli MC’s che ci rappano sopra. A livello di produzioni quindi mi posso esprimere con gli scratch e i Mixtapes. Produrre un Mixtape per me equivale a produrre un disco per un produttore, capisci l’importanza? Anche se suono i pezzi degli altri per me la selezione e i mixaggi sono di sostanziale importanza. Diciamo che da qualche anno a questa parte è cambiato il modo di distribuirli i Mixtapes, prima li stampavi e li vendevi a mano alle Jam, alle serate o li spedivi via posta, ora questi ultimi metodi ci sono ancora ma hanno lasciato spazio soprattutto al download su internet. Questo è il mio primo Mixtape che metto in Free Download, la differenza forse sta proprio in questo oltre al fatto che molti, soprattutto i più giovani, non sanno minimamente cos’è “Lo Capisci L’italiano?!”, essendo passati 11 anni dall’ultimo volume a molti questo titolo suonerà come nuovo.

L.M.: Fibra ha dichiarato di recente che spera "che Entics si lasci guidare e segua i consigli di chi è un po' più esperto" all'interno dell'etichetta Tempi Duri… quanto ha influito la sua presenza (ed il suo hosting) in questo tuo lavoro?

D.S: Facendo riferimento a quanto detto prima, Fibra ha influito principalmente sulla decisione di realizzare insieme questo Mixtape. L’hosting è stato automatico, a me faceva piacere che ci fosse lui ad introdurre i pezzi, e dalla sua parte non c’è stato problema. Ne è venuto fuori un hosting contenuto in quanto il Mixtape è di per se già molto serrato, inserirsi tra i vari mixaggi e skit presenti nella selezione non è facile. Ne è venuto fuori un lavoro pulito seppur io ami molto condire i passaggi da un pezzo all’altro con scratch, skit o effetti vari. La selezione è un viaggio continuo e Fibra è un valore aggiunto al tutto. Calcola che i primi 3 volumi non avevano l’hosting, all’epoca si usava poco, ora aver Fibra sul nuovo volume mi fa molto piacere!

L.M.: Qual'è stato il criterio di scelta dei brani per questo mixtape?

D.S
: Anche la scelta dei brani è stata fatta con Fibra; lui mi mandò una lista di pezzi che avrebbe voluto inserire, io un’altra.
Dopo una scrematura (erano tantissimi i pezzi scelti in partenza) siamo arrivati alla selecta definitiva. Ci tengo a precisare che era praticamente impossibile inserire tutti, il minutaggio è 74 minuti e non si possono fare miracoli, sono riuscito ad inserire 36 tracce nel Mixtape, che sono comunque tantissime. Abbiamo cercato di rappresentare un po’ tutte le scuole di Rap italiano, da nord a sud, dal 2007 al 2011. Gli artisti inclusi nella selezione, in alcuni casi, hanno stili e percorsi molto differenti tra loro ma il fatto di rappresentare la scena Rap italiania li accommuna tutti.

L.M.: Che risultato speri e pensi che possa avere questo disco, in termini di riscontro da parte della gente?

D.S: Spero che tutti apprezzino, dal pubblico agli artisti stessi, anche quelli non coinvolti direttamente. L'intento del progetto è più che positivo, e cioè promuovere il Rap italiano in tutte le sue forme e sfaccettature, dal Rap grezzo e aggressivo a quello un po’ più frivolo e divertente, da quello impegnato e schierato a quello più autoreferenziale. E' importante avere il supporto di tutti, la scena cresce se c'è connessione tra gli artisti, diversamente ognuno va per la sua. Sono molto ottimista, aver ripreso un classico come “Lo Capisci L'italiano?!” dopo 11 anni dall'uscita dell'ultimo volume vuol dire tanto per me, se la scena non fosse pronta non l'avrei mai fatto, spero lasci il segno come i passati volumi, i presupposti sono più che buoni.

L.M.: A proposito di ciò, ti faccio due domande in una. Qual'è, ad oggi, lo stato della attuale "scena rap italiana"? Ma, soprattutto, qual'è ad oggi lo stato dell'utenza della scena rap italiana? In pratica: come sono messi gli artisti? com'è messo il pubblico?


D.S
: Gli artisti hanno imparato tantissimo in questi anni soprattutto sull'autoproduzione, ci sono molti dischi validi autoprodotti e indipendenti. Anche a livello di Show dal vivo si è migliorati tanto, è importante fare dei buoni Live quanto fare dei buoni dischi. Forse a volte c'è troppa smania di apparire ovunque, fare più di del dovuto e di produrre ad oltranza, non sempre è un discorso che paga. Il bacino di utenza del pubblico invece si è ingrandito moltissimo, molte persone oggi si sono avvicinate al Rap rispetto a 10 anni fa. Quando ho iniziato io, negli anni '90, chi c'era ascoltava solo quello, difficilmente trovavi qualcuno a cui piaceva il Rap e anche il pop. Ora trovi quello a cui piace il Rap italiano e magari anche Lenny Kravitz, piuttosto che Lady Gaga o Vasco Rossi. Magari non sono fan dell'Hip Hop ma sono comunque utenti interessati alla Rap Music e quindi potenziali acquirenti e fruitori. Qualcuno che ha voglia di approfondire e di capire bene cosa c'è oltre al Rap lo trovi sempre, il Rap è solo una parte di un grande contenitore chiamato Hip Hop.

L.M.: Ho notato nel tuo mixtape che, con maestria, "ripeti" scratchandole le frasi più significative delle strofe dei rappers, come volessi tu stesso evidenziare ciò che dicono. Ricomponendo l'ipotetico discorso che ne viene fuori, qual'è il messaggio tra le righe che vuoi trasmettere con questo disco?

D.S: Ti ringrazio per questa domanda! Hai recepito in pieno quello che volevo comunicare. Faccio prima una premessa: se fossi un MC potrei scrivere delle canzoni, incidere dei pezzi e comunicare alla gente il mio pensiero e le mie idee. Noi DJ invece possiamo comunicare i nostri gusti con una selezione musicale piuttosto che con un'altra ma non saremo mai così diretti come un MC. Nel Mixtape ho voluto ribadire diversi concetti espressi da qualche artista che condivido in pieno e l'unico modo che avevo per rimarcarli è il cutting; ripetendo più volte alcune frasi è come se le stessi dicendo io, ho voluto farlo per far riflettere l'ascoltatore, per fargli capire che quella cosa che sto ripetendo è anche un mio pensiero capisci?
Le frasi che ho voluto ripetere sono di diverso tipo, ci sono riferimenti alla mia storia, alla scena Rap italiana, alcune frasi riguardano la vita in generale e alcuni sono messaggi alle nuove generazioni. I messaggi sono tanti, comunicare qualcosa di importante ascoltando musica è il modo migliore per far riflettere, spero li cogliate!

L.M.: Quali sono i tuoi progetti futuri successivi all'uscita di "Lo capisci l'italiano?!" ?

D.S: Stiamo riprendendo con MastaFive le semifinali
regionali del Tecniche Perfette, rimanete sintonizzati su www.tecnicheperfette.com a breve potremmo essere nella vostra zona. In merito al Freestyle vorrei annunciare che nell'anno nuovo ci sarà un programma televisivo su MTV con un tot di MC's validi che si sfideranno improvvisando. Io mi occuperò come nel Tecniche Perfette di selezionare le strumentali, ci sarà una giuria composta da diversi personaggi, alcuni completamente estranei al Rap, mentre a condurre il programma sarà Marracash. In autunno verranno comunicati maggiori dettagli in merito.
Con Tempi Duri ci sono tantissime cose in cantiere, dopo l'uscita del mio Mixtape che ricordo sarà in Free Download a partire dal primo ottobre verrà lanciato ufficialmente il sito www.tempidurirecords.it, è in lavorazione un progetto di Clementino insieme a Fibra dove parteciperemo sia io che Tayone. E' imminente invece l'uscita del Mixtape di Maxi B “Cattivo” sempre per Tempi Duri che precede il suo nuovo album. Con Fibra inoltre c'è l'intenzione di lavorare ad un album Tempi Duri con tutti gli artisti dell'etichetta e vari affiliati. Siamo gasati!

L.M.: Ultima domanda. In quasi vent'anni avrai ricevuto molte interviste e quindi molte domande. Qual'è quella che non ti hanno mai fatto ma che vorresti ti chiedessero? E quale ne è la risposta?
 
D.S: Come hai già detto tu mi hanno rivolto tantissime domande in questi anni ma sinceramente al momento non ce n'è una in particolare che vorrei mi rivolgessero. Colgo quindi l'occasione per ringraziare voi e i vostri utenti, supportate il Rap italiano, supportate la buona musica, comprate i dischi, sia fisici che digitali, solo così darete la possibilità ai vostri artisti preferiti di continuare a far musica. Grazie per lo spazio!

DJ DOUBLE S – Official Links:

www.djdoubles.com
www.facebook.com/djmais
www.twitter.com/djmaisappeal   
www.youtube.com/djmaisappeal

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