Dishonored: La Morte dell’Esterno

by • 12/10/2017 • Rubriche, The Game VaultCommenti disabilitati su Dishonored: La Morte dell’Esterno12

La Morte dell’Esterno è una sorta di Spin Off o DLC a se stante del grande successo Dishonored. L’avventura è indipendente quindi giocabile anche senza i capitoli precedenti del franchise. La struttura del gameplay e le atmosfere sono naturalmente le medesime dell’ultimo capitolo dell’avventura e quindi rappresenta un’ottima occasione sia per gli amanti della serie che per coloro i quali si approcciano per la prima volta alla serie.
Arkane Studio mantiene un impianto stealth molto ben realizzato e appagante. Dovremo come sempre pianificare infiltrazioni e attacchi silenziosi con molta cura per avere sempre la meglio sui nemici.
Rimane come sempre un level design coi fiocchi che consente ogni tipo di scorribanda e approccio all’eliminazione dei nemici. I poteri oscuri poi la fanno nuovamente da padrone.
Impersoneremo Billie Lurk un paio di mesi dopo la conclusione delle vicende dell’ultimo capitolo. Cominceremo nel salvare il nostro maestro Daud, ovvero il responsabile della morte dell’imperatrice. Ora la sua missione è uccidere l’Esterno, ovvero una sorta di divinità che domina Karnaka. Eliminadolo Daud spera che il caos abbia finalmente termine.
Ci troveremo quindi a fronteggiare proprio gli Orbi ovvero gli adoratori dell’Esterno a Cyria Alta. La prima cosa da fare è impossessarsi del pugnale a doppia lama che creò l’Esterno e quindi con esso porre fine alla sua esistenza.
Ci ritroveremo anche a viaggiare nel Vuoto e quindi scoprire dettagli delle varie sottotrame e intrecci dei vari personaggi coinvolti.

Ci sono segreti, personaggio secondari bizzarri e tantissimi documenti da scartabellare per perdersi nei meandri di una storia dalla scrittura profondissima. Per gli aficionados della serie sarà un piacere ripercorrere le strade di Corvo e scoprire cosa è successo in seguito al suo passaggio.
Le missioni in totale di questo stand alone sono cinque e potremo terminarli in circa sei ore nel caso in cui non perderemo tempo nell’affrontare missioni secondarie.
Gli ambienti, come già detto sono vasti ma non in maniera eccessiva, con un level design che esalta e sorregge l’intero gameplay. Le ambientazioni principali sono quattro, ognuna caratterizzata da elementi tipici. Gli interni hanno conservato le caratteristiche da labirinto dei capitoli precedenti.
Nella prima missione non avremo poteri sovrannaturali e successivamente potrmo impratichirci con i poteri di Billie: Potremo utilizzare la Dislocazione che funziona come il Blink, ovvero la creazione di un fantoccio con cui distrarre i nemici. Potremo anche utilizzarlo come mossa offensiva facendo scoppiare dall’interno un nemico teletrasportandoci nella sua esatta posizione. Potremo utilizzare Somiglianza per rubare l’aspetto a un nemico mentre Preveggenza ci consente di fermare il tempo e viaggiare come fossimo uno spirito in maniera indisturbata. La barra dell’energia mana si ricarica in maniera automatica e quindi potremo sbizzarrirci con i poteri, abbassando così il grado di difficoltà generale.
Le missioni secondarie sono rappresentate dai Contratti con cui potremo sperimentare tecniche di azione e allargare il mondo di gioco in maniera importante. Al termine del gioco potremo attivare una modalità di gioco con cui ricominciare da capo ma con dalla nostra tutta una serie di poteri che già abbiamo amato nei capitoli precedenti della saga.
La Morte dell’Esterno è un’avventura molto avvincente, adatta sia agli amanti del franchise di Dishonored che ai novizi. La formula è quella rodata di sempre e il prezzo budget ne fanno un acquisto davvero indicato.

Voto: 8.5

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