Dead or Alive 5 Last Round

by • 07/03/2015 • Rubriche, The Game VaultComments (0)595

doa 5

Non si tratta solo di un Dead or Alive “riveduto e corretto”. Tra meno interessanti unloackables ed introduzioni invece promettenti come il Combo Challenge Mode per interiorizzare al meglio le stringhe e smussare la curva d’apprendimento, Dead or Alive 5 Last Round si mostra un degno “fratello maggiore” di Dead or Alive 5: ideale sia per chi voglia approcciare questa nuova versione del picchiaduro, sia per coloro i quali abbiano già esperienza riguardo alla “versione base”. In Dead or Alive 5 Last Round il combat system del picchiaduro Tecmo resta sostanzialmente quello di sempre, aderente all’ormai celebre Triangle System. Ci sono tre tipi di attacco a disposizione dei lottatori di Dead or Alive, ed ognuno è in rapporto con gli altri secondo uno schema di priorità e debolezze. Il colpo normale, che sia calcio o pugno, vince sulle proiezioni: provate voi ad afferrare l’avversario mentre quello sta salutando i vostri denti con la tibia. Sull’attacco basico vince però la classica “reversal”, che si esegue premendo il pulsante della parata al momento giusto, in combinazione con una delle direzioni dello stick analogico o del D-Pad. Ovviamente le reversal non hanno scampo contro le prese: il movimento di contrattacco va a vuoto, ed il lottatore finisce nelle grinfie del nemico. Le proiezioni servono anche per contrastare avversari che tendono a chiudersi in guardia senza avanzare troppe strategie offensive. Questa è la filosofia generale, che si incasella su un control scheme scheletrico: due tasti d’attacco (calcio e pugno), uno per la guardia (con cui si effettuano anche le reversal) ed uno per gli afferramenti. Per gli attacchi alti o bassi ci sono due comandi indipendenti, che funzionano indistintamente contro pugni e calci, mentre se vogliamo contrastare i colpi medi bisogna stare attenti ed avanzare o arretrare a seconda che stiamo per ricevere palmate o tallonate. Questo evita fortunatamente l’abuso delle tecniche di contrattacco, che proprio sui colpi centrali (solitamente quelli portati con più frequenza) risultavano in passato troppo sbilanciate. Ma è anche vero che, una volta metabolizzate le dinamiche di gioco, le combo di quasi tutti i personaggi risultano abbastanza facili da leggere: basta stare in guardia ed attendere uno sbilanciamento verso l’alto o verso il basso per eseguire contromosse che riempiono di soddisfazione. Il sistema, globalmente, funziona alla grande: si entra in partita molto velocemente, ed anche nel caso in cui si vogliano coinvolgere giocatori alle prime armi, qualche sessione di training è sufficiente per metabolizzare il tutto. I ritmi di gioco sono sempre velocissimi: i lottatori schizzano da una parte all’altra dello schermo, esibendosi in sequenze che più rapide non si può. Nella versione Ultimate, a livello di puro gameplay, si introduce inoltre la Power Luncher, che fa il paio con il Power Blow quando non ci sono pareti o ostacoli nelle vicinanze sui quali scagliare il nemico. In questo caso lo lanceremo infatti in aria, esattamente a portata di juggling. Si tratta di una tecnica molto divertente da utilizzare ma non particolarmente interessante in termini strategici, dato che non aggiungerà alcuna significativa variabile in più ad un battle system già consolidato. Pur senza troppe introduzioni il risultato globale ha sempre un certo fascino sui patiti del genere, anche in questa versione Ultimate. E’ anche vero che Dead or Alive non si presta a tecnicismi sopraffini, preferendo un approccio più disimpegnato rispetto a quello del già citato Virtua Fighter. Questo non sarebbe di per se un problema, se di mezzo non ci fosse il fatto che i moveset di ogni personaggio sono in fondo poco caratterizzati. Anche i “newcomers” della versione Last Round, da questo punto di vista, non aggiungono molto al pacchetto. Dopotutto non si tratta nemmeno di personaggi totalmente nuovi. Momiji e Rachel arrivano da Ninja Gaiden, Jack da Virtua Fighter e Leon ed Ein da Dead or Alive 4. Parlando di moveset veri e propri la più interessante è senz’altro Momiji, che presenta interessanti possibilità di juggle e qualche combo aerea particolarmente soddisfacente soprattutto per i giocatori più smaliziati. Tutti gli altri non rivelano particolari attitudini. Jack mantiene moveset e command list pressoché identici rispetto alla tradizione, Leon ed Ein vedono solo qualche adattamento nel sistema di input, eccellendo -rispettivamente- in counter e colpi potenti alternati a brevi e veloci combinazioni, e Rachel (la meno soddisfacente del pacchetto) si presenta piuttosto lenta e macchinosa da padroneggiare. La presenza di due soli tasti d’attacco smussa di parecchio le possibilità strategiche che DoA concede al giocatore, lasciandogli la possibilità di variare le altezze con i modificatori di direzione. Non c’è quindi una vera e propria “strategia del personaggio”: piuttosto una generale “strategia dello scontro”, basata proprio sul sopracitato Triangle System. É questo il vero problema di un sistema basato sullo schema “Carta, Forbici, Sasso”: che alla lunga l’utente avrà l’idea di giocare a “Carta, Forbici, Sasso”, invece che di padroneggiare tutte le mosse del suo beniamino. Per quanto riguarda le dinamiche di Juggling bisogna sottolineare che la fisica di gioco è ancora una volta abbastanza permissiva: i lottatori proiettati in aria tendono a rimanere immobili, costretti a sopportare combinazioni molto lunghe che l’avversario esegue senza troppe difficoltà. Dal punto di vista delle modalità di gioco, Dead or Alive 5 Last Round aggiunge diverse novità alla classica pletora di Game Mode che tutti abbiamo imparato a conoscere. Il Combo Challenge Mode, ad esempio, che insegna soprattutto ai novellini (assieme alla maggior estensione del tutorial) come concatenare efficacemente i colpi. O ancora Team Fight, dove saremo in grado di selezionare una squadra di sette lottatori e farli combattere uno dopo l’altro contro altrettanti comandati da un amico o dalla CPU. Troviamo poi qualche novità nel Survival Mode,che metterà il giocatore di fronte ad una sfilza di nemici da abbattere praticamente senza interruzioni. Sono in questo caso stati aggiunti i “drop” una volta abbatuti i nemici, utili ad accumulare punti e sbloccare nuovi unloackables e ripristinare la salute dei lottatori. Si tratta di opzioni piuttosto interessanti e decisamente ben implementate, che non solo allungano la vita del prodotto ma lo rendono “nuovamente appetibile” anche ai fan più sfegatati già in possesso della versione “base”. Proprio a loro sono infine dedicate le diverse aggiunte nell’ambito multiplayer online. Una nuova modalità Tag Team consentirà a due amici di unire le forze per sfidare il Mondo ed un sempre più dettagliato ranking system rinnoverà la corsa alle top leaderboard (mantenendo ovviamente i progressi da Dead or Alive 5). Il team ha inoltre pensato di inserire nuove tipologie di punteggio: i Character Points, utili alla semplice dimostrazione della propria potenza (tramite titoli e tanto altro) come all’ottenimento di nuovi unloackables che faranno la loro comparsa in questa versione Ultimate. Si tratta perlopiù di vestitini succinti et similia, tanto per sollazzare ancora un po’ il lato “guardone” in ognuno di noi. Nuovi bonus per le win-streak e diversi tweak minori che migliorano sensibilmente il netcode chiudono, in buona sostanza, la questione “novità”. Nessuna modifica dunque per lo Story Mode, che rimane ancorato a quanto (di non eccelso) ci aveva già fatto vedere. Le situazioni del plot sono al limite dell’assurdo, e le scuse per mettere in scena i combattimenti fra le più triviali di sempre. I lottatori di Dead or Alive son gente che ti spaccherebbe la faccia perchè non gli va tanto a genio come sei vestito, o perchè li hai urtati leggermente mentre passeggiavi per strada. Il bilancio, soprattutto per i fan della serie e dei beat’em up in generale, è comunque moderatamente positivo. Per una volta possiamo consigliare, soprattutto a chi sentisse la nostalgia di Dead or Alive, anche questa interessante revisione.

 

Voto: 8

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