Da Lontano

by • 17/04/2005 • RecensioniComments (0)530

"Da Lontano" segna il ritorno di Michel dai tempi di quel "Champions League" a dir la verità passato abbastanza inosservato, proprio come nel precendente lavoro troviamo il produttore svizzero ad occuparsi di tutti i beats e di qualche rima, aiutato da una schiera di mc's più o meno conosciuti a comparsare al microfono. Utilizzo il verbo "comparsare" purtroppo non a caso visto che talvolta si ha come l'impressione che alcuni pezzi avrebbero funzionato meglio come semplici strumentali. Michel in questo periodo di silenzio ha affinato il suo stile e si dimostra notevolmente migliorato, è abile nel comporre beats dalle sonorità smooth e nel citare Jay Dee senza scadere mai in un'opera di bieco riciclo, lavora in particolare sull'estetica dei suoni e offre il meglio di sè nella programmazione dei bassi e delle batterie.

Il problema è che le canzoni sono quasi tutte di livello medio-basso, il tutto suona sì omogeneo ma piatto e privo di mordente.

Delle 21 tracce del disco, skit compresi, ben poco è memorabile e sono proprio alcuni dei grandi nomi a deludere. "Bella" con Esa sembra una "Resta ancora" deforme, "Fuori di qua" è l'ennesimo noioso egotrip di Bassi ed in "Espira" e "Non Stop" troviamo i Cdb e Medda spenti come non mai. Lo stesso Michel prende il mano il mic in un paio di occasioni ma non fa nulla di straordinario e sia "Majors" che "Vacanze al mare" sono ben scritte ma interpretate in modo non troppo convincente. Mediocri anche le performances di Bless, Massakrasta e Miguel nei rispettivi tre pezzi.

Da salvare i sempre ottimi scratch di Jay K, lo stile fresco e trascinante di Mastino in "Scaldala", il "Cash dreamin" di Inoki ed il remix "Nell'aria", stesse strofe dell'originale posate dal beatmaker svizzero su un beat souleggiante arricchito dagli scratch finali di Dj Sice.

Discorso a parte per "Megalopoli suono" e "Amo/tradisco/perdono", nella prima il Club Dogo tiene fede al suo nome su una torbida strumentale venata di cupo funk, due grandi strofe a metà tra lo street rap e la denuncia sociale per Jake La Furia e Guè Pequeno, nella seconda Kaso e Maxi B parlano "d'amore" in modo finalmente maturo e consapevole accompagnati dalla voce di Camilla nel ritornello, Michel incastra un sample di chitarra acustica ad un ritaglio di voce campionata su un fantastico impianto ritmico alla Jay Dee.

In conclusione non si può considerare questo "Da Lontano" un prodotto pienamente riuscito, se da un lato bisogna riconoscere il buon lavoro svolto da Michel al sequencer dall'altro ci si trova di fronte a rappers non sempre all'altezza della situazione, ciò mina la qualità complessiva del disco che a tratti è davvero deludente soprattutto se si tiene conto delle potenzialità dei nomi coinvolti.Peccato, un'occasione mancata.

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