Con quella faccia un po’ così/ che abbiamo noi (rapper) prima di andare a Genova (x Voi)

by • 26/09/2016 • Articoli, CopertinaCommenti disabilitati su Con quella faccia un po’ così/ che abbiamo noi (rapper) prima di andare a Genova (x Voi)366

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Speriamo che Bruno Lauzi, il compianto cantautore tra i capostipiti della scuola genovese, e Paolo Conte, che ha scritto la canzone-manifesto Genova per noi (interpretata poi proprio da Lauzi), ci perdoneranno la licenza poetica che ci siamo concessi storpiando i primi versi del loro capolavoro per il titolo di questo articolo. Difficile resistere alla tentazione, anche perché rendono perfettamente l’idea della situazione: spesso e volentieri i rapper arrivano a Genova x Voi senza ben sapere cosa aspettarsi, spaesati in un contesto di cantautori in grado di suonare uno o più strumenti musicali, di riconoscere un ritornello da un inciso, di destreggiarsi tra vari generi musicali. Oltretutto, al vincitore di questo concorso si richiede di fare in qualche modo un passo indietro, di non essere più protagonista dei propri pezzi, ma di scriverli per altri, una cosa che per un rapper abituato a mettere la propria personalità al centro di ogni barra risulta doppiamente difficile. E allora, perché la scena hip hop dovrebbe essere entusiasta di partecipare a un concorso del genere? A bocce ferme, con l’edizione 2016 appena conclusa (e vinta dall’ottimo Maurizio Chisari, cantautore, con la sua Malintenti), ecco un po’ di buone ragioni per farlo.

PER APRIRE LA TUA MENTEL’hip hop italiano fa da sempre storia a sé, non si mescola con gli altri generi. Chi ascolta rap, spesso, tende ad ascoltare quasi solo quello. Altrove nel mondo non è così: in America, per esempio, non c’è una distinzione così netta e non è raro che i rapper si cimentino con altro (vedi il caso di Jay-Z che produce dischi pop come quelli di Rihanna o di Anderson.Paak che suona/canta/rappa e proprio per questo risulta uno dei fenomeni più interessanti degli ultimi 5 anni). A Genova, durante una settimana di laboratori e workshop, si ha l’occasione di entrare in contatto con la musica a 360 gradi, mettendosi alla prova e imparando molte nozioni utili; per non rimanere per sempre confinati nel proprio orticello, ma anche (e soprattutto) per trovare nuovi stimoli.

PER APRIRE LA MENTE DEGLI ALTRILa musica pop italiana, soprattutto quella più raffinata e d’autore, nutre fortissimi pregiudizi nei confronti dei rapper. Giudicati ignoranti o poco versatili, spesso vengono emarginati e non sono considerati dei veri artisti, non è chiaro sulla base di cosa. In quattro anni, Genova x Voi ha in qualche modo ribaltato la prospettiva: i rapper in concorso in genere sono liricisti di gran lunga migliori dei loro colleghi cantautori, tanto che spesso danno una mano ai concorrenti più in difficoltà a riscrivere i propri testi, e anche a livello melodico sono spesso molto più freschi e istintivi, essendo abituati a scrivere sul beat. In un contesto pieno di musicisti ed addetti ai lavori, esercitare il proprio talento aiuta a far capire a chi ancora non c’era arrivato che i rapper sono Artisti con la A maiuscola.

PER METTERSI ALLA PROVAIl premio non è onorifico, si vince un vero contratto di edizioni con la major più importante del mondo. I finalisti, quindi, vengono messi alla prova per capire chi di loro è davvero pronto a lavorare in un contesto così altamente professionale. Si lavora sui testi, sulle melodie, sugli arrangiamenti, con modifiche spesso sostanziali da portare a termine in tempi brevi; i tutor assegnano dei compiti, supportando ma anche valutando il lavoro dei propri protetti; ci sono dei veri e propri stress test che aiutano a capire la prontezza e la capacità di reazione di ognuno. Un ottimo modo, quindi, per capire se davvero si è pronti per lavorare nell’industria musicale. (CONTINUA DOPO LA FOTO)

Un gruppo di concorrenti, tra cui il nostro Mark De’Medici, prova una canzone scritta collettivamente durante la settimana di laboratori alla Civica Scuola di Musica di Ovada insieme ai tutor Emanuele Dabbono e Franco Fasano.

PER CAPIRE DI PIU’ SULL’INDUSTRIA MUSICALE: Conoscete la differenza tra contratto discografico e contratto di edizioni? Sapete come si suddividono i diritti d’autore, e a quanti soldi avete diritto per ogni disco venduto e/o per ogni passaggio in radio? Avete capito che ente è più vantaggioso tra Soundreef e Siae? Sapete qual è la differenza tra cantautore e autore di canzoni, nella pratica? Avete chiari i criteri con cui un giornalista o un radiofonico selezionano un disco per promuoverlo sui propri canali, e quelli per cui alcune canzoni arrivano a Sanremo e altre no? Se la risposta è no eppure ambite a fare musica a livello professionale, Houston, avete un bel problema. Ma una settimana a Genova x Voi può contribuire a chiarirvi le idee su molti punti, grazie ai molti esperti che accompagnano i concorrenti durante la settimana, organizzando tra le altre cose discussioni e incontri anche sugli aspetti più pratici del mestiere di autore.

PER FARSI ASCOLTARE DA CHI CONTACome ogni business, anche quello discografico è estremamente verticistico: le speranze di riuscire, da emergente, a scambiare due parole con chi sta in cima alla piramide e farsi ascoltare con attenzione sono molto ridotte. Durante l’edizione 2016 di Genova x Voi, tra commissione artistica, tutor e ospiti, i finalisti hanno avuto il piacere di conoscere di persona e di lavorare fianco a fianco con Claudio Buja (presidente di Universal Music Publishing), Klaus Bonoldi (direttore artistico di Universal Music Publishing), Franco Zanetti (direttore di Rockol), Gianpiero Alloisio (cantautore e storico collaboratore di Giorgio Gaber), Franco Fasano (dagli anni ’80 ad oggi autore di molti successi sanremesi come Ti lascerò di Oxa-Leali, ma anche delle principali sigle di cartoni animati che abbiamo imparato ad amare), Emanuele Dabbono (autore per Tiziano Ferro, tra i suoi successi c’è il doppio platino Incanto), Mario Cianchi (uno dei giovani autori più promettenti del momento, ha lavorato con Francesca Michielin e Irene Fornaciari, ma anche con Raige), Alessandro Raina (autore di successi per Malika Ayane, Francesco Renga, Raphael Gualazzi e Marco Mengoni, oltre ad essere uno dei musical producer di X Factor), Mario Lavezzi (un decano degli autori in Italia, ha scritto centinaia di canzoni per Lucio Dalla, Gianni Morandi, Loredana Bertè, Eros Ramazzotti…), Federica Abbate (vincitrice della prima edizione di GxV e oggi al top delle classifiche con i brani che firma) e molti altri ancora. Un’occasione unica di interagire con gente che ha davvero la possibilità di cambiarvi la carriera. (CONTINUA DOPO LA FOTO)

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Claudio Buja, presidente di Universal Music Publishing, tiene una lezione privata sul diritto d’autore a beneficio di tutti i finalisti.

PERCHE’ L’IMPORTANTE E’ DAVVERO PARTECIPAREQuest’anno, come dicevamo, il premio non è andato a un rapper ma a un cantautore. Ma anche chi non si è accaparrato un contratto con Universal, come i nostri due rapper in gara, può star certo che la sua impresa non è passata inosservata. Mark De’Medici si è classificato secondo tra le preferenze generali con la sua contagiosa e originalissima Elegante e con garbo, e ora avrà gli occhi di chi conta puntati addosso, diventando il candidato perfetto per un eventuale contratto discografico oltre che editoriale; Baco Krisi ha vinto il premio per la miglior performance assegnato dalle scuole di musica genovesi, grazie alla sua incredibile verve alla Kendrick Lamar su Quando si ha sete. Willie Peyote (vincitore della seconda edizione per la categoria rap/hip hop) oggi è uno dei tutor di GxV ed è oggi considerato uno dei rapper più originali dell’intera scena; Claver Gold (vincitore della prima, sempre per la categoria rap/hip hop) ha di recente collaborato con Fabri Fibra, unico artista underground a riuscirci; e lo stesso vale per molti altri concorrenti della categoria cantautori come Emanuele Dabbono, Elisabetta Gagliardi e tanti altri. Passare da queste parti non solo porta fortuna, ma porta anche risultati molto concreti, perché ormai il concorso ha un’ottima reputazione e costituisce un notevole trampolino di lancio.

PERCHE’ E’ DIVERTENTE COME POCHE ALTRE COSE AL MONDOTogliendo per un attimo dal piatto della bilancia l’aspetto educativo e i vantaggi per la propria carriera, a Genova x Voi ci si diverte. Immaginatevi un albergo popolato solo da giovani musicisti, con una sala dedicata esclusivamente a loro dove poter suonare e fare casino fino a tarda notte. Il clima è rilassato e amichevole, l’alcol scorre a fiumi (anzi, l’esplicita richiesta degli organizzatori è che ciascuno porti in valigia una bottiglia, in modo da non restare a corto), tra chi deve giudicare e chi è giudicato non c’è nessuna formalità: l’impressione è quella di essere in gita scolastica, solo che anche i professori tirano l’alba con te tra un bicchiere e l’altro. (CONTINUA DOPO LA FOTO)

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A notte fonda Willie Peyote (tutor) e Marta Blumi Tripodi (commissione artistica) discutono del senso della vita davanti a una bottiglia di mirto insieme a Mark De’ Medici, Baco Krisi e ai fratelli Avogadro (finalisti).

Sperando di avervi convinto, anche quest’anno non ci resta quindi che invitarvi a tenere d’occhio Hotmc (le iscrizioni per l’edizione 2017 apriranno tra qualche mese) e ringraziare chi di dovere per questa esperienza sempre più bella ogni anno che passa: Franco Zanetti, Claudio Buja, Gianpiero Alloisio, Klaus Bonoldi, Simonetta Cerrini, Giorgio Alloisio, Francesca Farnocchia, Emanuele Dabbono, Franco Fasano, Mario Cianchi, Alessandro Raina, Willie Peyote, Elisabetta Gagliardi, Marta Moretti, Nicola Bruno, tutta la resident band capitanata da Claudio Andolfi, la città di Ovada che ci ha ospitato e la città di Genova che ci ha accolto. Alla prossima!

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